LE NOSTRE RECENSIONI DI ALTRI LIBRI BESTIALI

Sono tanti, tantissimi i libri sugli animali.
Quelli di cui intendiamo occuparci, però, sono quelli che colgono aspetti insoliti, poco trattati e poco conosciuti. Gli animali sono presenti nel nostro quotidiano e nella nostra storia, ma spesso non riusciamo a vederli, a sentirli, a percepirli come presenze ben definite, a considerarli e, soprattutto, difficilmente riusciamo a raccontarli, a mostrarne le storie, i gesti, la bellezza, l’acutezza, la disperazione…
In questa pagina, quindi, non tratteremo solo i classici libri “dalla parte degli animali”, quelli che ne reclamano i diritti o quelli che spiegano la teoria della loro liberazione.
Qui, più che altro, ci piacerebbe portare alla luce i libri non visti, magari anche datati, oppure autoprodotti, oppure adatti all’infanzia, anche opuscoletti dimenticati e apparentemente senza valore.. libri che riescano a restituirci un’immagine del mondo animale fatta di individui, di terrestri che si spostano, che cercano, che comunicano, libri che ci permettano di notare quei particolari della loro vita che normalmente sfuggono.
C’è chi lo fa in modo approfondito, ma anche chi riesce ad essere coinvolgente ed efficace con poche pagine e qualche foto. Non sempre si tratta di libri scritti da attivisti o da antispecisti, spesso neppure è dato saperlo, ma, di sicuro, si tratta di libri che, in qualche modo, ci aiuteranno a fare un nuovo passo per superare la barriera di specie.
Se conoscete libri del genere inviateceli o segnalateceli su troglotribe@libero.it

 

ANIMALE  A CHI?

di Mauro Petracchi
per richiedere il libro all’autore: mapet@gold-gym.it

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Un libro agile e adatto a tutti anche ai ragazzi per la sua ricchezza di disegni (di Miria Brusacà), schizzi in bianco e nero e anche foto (Manuela Lazzini) di animali.
Nella prima parte troviamo le “piccole storie di animali” che l’autore ha salvato e ospitato nel rifugio che gestisce da alcuni anni. Ci sono storie di cani, ma anche di cavalli, di un alpaca, di conigli, di una tartaruga, di un’asina, di caprette…e poi piccole storie di animali incontrati e aiutati per caso: un rospo, una biscia o un pipistrello.
Le storie sono importanti perchè, come dice Mauro Petracchi, raccontarle è il miglior modo per ricordarci che loro non sono “cose”, ma esseri viventi.
Nella seconda parte, poi, viene fornita una panoramica sulla questione animale con spiegazioni e informazioni sulle principali tematiche: vivisezione, pellicce, corrida, carne e latticini, fattoria della bile…completata da foto dei manifesti di Campagne per Animali.
Nel parte conclusiva, infine, troverete pensieri e riflessioni in libertà con frasi e aforismi in favore degli animali, ma anche considerazioni personali dell’autore frutto della sua esperienza e delle sue osservazioni.
Mauro invita a guardare con nuovi occhi il mondo animale, e lo fa attraverso le loro storie di vita, le loro peripezie, ma anche attraverso le sue esperienze dirette e tutti i rapporti di amicizia e amore che instaurato con gli abitanti del piccolo rifugio che gestisce insieme alla famiglia.
Il ricavato di questo libro sarà interamente utilizzato per sostenere associazioni che si occupano della salvaguardia degli animali.

LA VITA SEGRETA DEI RAGNI

di Mirella Delfini
Muzzio Edizioni

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Un libro che esamina l’affascinante e sconosciuto mondo dei ragni. L’autrice, ci si addentra attraverso un dialogo immaginario con Aracne, un ragno particolarmente acuto che racconta, con rigore scientifico e, nello stesso tempo, con un taglio piacevole e divulgativo, di ragni che catturano le prede con il lazo, di ragni del deserto che si trasformano in ruote e viaggiano a velocità impressionanti, di ragni costruttori in grado dar vita a macchine che gli permettono di volare, di ragni naviganti, che sanno costruire zattere e case subacquee. Le sorprese che ci riservano i ragni sono davvero impressionanti: esistono studiosi che si sono dedicati proprio alla loro formidabile ragnatela calcolando, ad esempio che, fatte le debite proporzioni, quando resistono all’impatto di una mosca in volo, è come se bloccassero un Jet. E si tratta di fili che sono 1400 volte più sottili di un capello. I ragni hanno un sensibile orecchio musicale, sanno essere micidiali come le vedove nere, tessono le loro ragnatele in relazione al vento, calcolando la forza di gravità. Costruiscono tele tridimensionali, sanno interpretare le diverse vibrazioni che muovono i loro fili.
Questo libro, insolito e straordinario, divertente e accattivante, con tutti i suoi riferimenti scientifici che arricchiscono senza appesantire la lettura,  ha dato vita all’Associazione Italiana di Aracnofilia che ricerca e studia i ragni e la loro strana e affascinante bellezza con lo scopo di renderla fruibile a tutti e a tutte.
I ragni sono animali antichissimi, sicuramente più antichi di noi e, soprattutto dopo la lettura di questo libro, sarà inevitabile, nel ritrovarli nei loro angoli strategici sul muro o appesi al soffitto di casa, guardarli con nuovi occhi.

I MUSICANTI DI BREMA

di Wilhelm e Jacob Grimm

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E’ una vecchia favola dei fratelli Grimm (linguisti e filologi tedeschi, ricordati come i “padri fondatori” della germanistica), una favola per bambini ma anche per adulti che, scritta nei primi dell’ottocento, resta ancora oggi molto attuale e utile perché è in netta controtendenza rispetto ai soliti racconti (anche molto più moderni) in cui gli animali vivono felici nelle fattorie e, felici, si lasciano sfruttare e uccidere quando non servono più.
La favola narra di un asino che, dopo una vita di schiavitù in fattoria, deve essere ucciso perché troppo vecchio, ma non si rassegna al suo destino e decide di scappare, di cercare fortuna altrove, di andare a Brema per suonare il liuto. Lungo la strada incontra un cane, un gatto e un gallo. Tutti si trovano nelle stesse condizioni dell’asino. Gli umani li vogliono morti perché oramai inutili. L’asino li esorta a ribellarsi, a non rassegnarsi, ad unirsi a lui per andare a suonare tutti insieme. In un certo senso, a cercare, tutti insieme, “un’altra musica”.
L’asino, il cane, il gatto e il gallo si salvano e conquistano un posto sicuro senza alcun aiuto umano, grazie alle loro abilità, alla loro intelligenza, alla loro astuzia, alla loro forza.
E a voler azzardare un po’ di più, non possiamo non notare che questi quattro magnifici musicanti in viaggio non chiedono pietà e compassione, non chiedono agli umani di essere graziati, non invocano il riconoscimento di diritti. Si prendono la loro libertà. Perché alla fine, ciò che giustamente pretendono (e sottolineiamo pretendono) è solo di vivere e di essere lasciati in pace.
Questa favola si trova in tante diverse versioni e traduzioni, è stata illustrata e pubblicata da molti editori, ma naturalmente è reperibile in qualsiasi biblioteca.

 

STORIA SOCIALE DEI GATTI

di Katharine M. Rogers
Bollati Boringhieri Edizioni

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In questo libro abbiamo trovato la storia dei gatti raccontata lungo tutto l’affascinante percorso dei cambiamenti storici e sociali. I gatti, quindi, da semplici acchiappatopi arrivano a trasformarsi in raffinati inquilini dei nostri salotti, ad essere decantati da illustri pittori e scrittori di gran pregio. In effetti, questo incantevole percorso gattesco si snoda anche tra quadri, libri, fiabe e rappresentazione di ogni genere che si sono succedute nei secoli.
Il gatto, quindi, viene mostrato anche attraverso l’immaginario umano che, da bugiardo e ladro è riuscito ad inquadrarlo come uno spirito sacro, oppure da approfittatore ad elegante, magico e bello. Il gatto, anche nella nostra coscienza non sta mai fermo e balza repentino e imprevedibile dal bene al male con la massima disinvoltura e agilità.
Da Baudelaire a Renoir, il gatto è il protagonista di cartoline, calendari, pubblicità, acqueforti, film. E in questo libro, ricchissimo di illustrazioni e riproduzioni, è ben visibile tutto il suo percorso che parte dalla preistoria e si snoda fino al novecento.
Uno dei capitoli è dedicato ai gatti e alle donne. E quindi abbiamo un gatto seducente, sensuale, tentatore.
Ma il libro riporta anche il periodo buio, quando i gatti, figli del demonio, amici delle streghe, venivano perseguitati, torturati o uccisi con la massima facilità. E non manca una tavola cronologica che parte da due milioni di anni fa quando il gatto si separa dalle altre specie, e ancora quando in Egitto comincia ad apparire come divinità sulle tombe.
Nel leggere questo libro appare ben chiaro il paradosso ben presente anche ai nostri giorni che vede i gatti coccolati nelle case e vivisezionati nei laboratori. Un paradosso che è il cuore dello specismo. Il paradosso di una cultura che, tuttora, parla di rispetto per tutti, di tolleranza del diverso, di cura del più debole, ma nello stesso tempo imprigiona, tortura e uccide chi non appartiene alla sua stessa specie. Un paradosso appunto, privo di coerenza, di senso logico, di empatia e, proprio per questo, così difficile da superare.

 

CANI E SOLDATI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

di Roberto Todero
Paolo Gaspari Editore

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La guerra, qualunque guerra (religiosa, etnica, economica, petrolifera…), è la tipica manifestazione della follia umana, della violenta sottomissione a logiche di dominio e di morte, ma va ricordato che siamo riusciti anche nella difficile impresa di farci entrare, loro malgrado, anche altri animali, che sono morti in silenzio, dimenticati da tutti.
Con questo libro, Roberto Todero, (studioso del primo conflitto mondiale con particolare riferimento all’esercito austro-ungarico e istruttore di alpinismo), in concomitanza del centenario della guerra del 1914-1918, cerca di riempire questa mancanza, ricordando, mostrando e raccontando la viva, concreta e spesso sofferta presenza dei cani nell’esercito austro-ungarico.
Lo fa attraverso tantissime fotografie d’epoca, diari, documenti ufficiali, manuali di addestramento, manifesti, cartoline…Ne viene fuori un mondo inaspettato dove i cani erano chiamati alla leva obbligatoria esattamente come gli umani. Chi viveva con un cane, infatti, era obbligato a consegnarlo e, quelli ritenuti idonei, avrebbero subito un ferreo addestramento per poi andare in guerra. I “proprietari” ricevevano pure un piccolo compenso e, alla fine, i sopravvissuti venivano restituiti.
In Germania, su trentamila cani, solo il 10% riuscì a tornare a casa, di tutti gli altri (i cani provenienti da Austria e Ungheria) non si ha neppure notizia.
I compiti riservati ai cani erano molteplici. C’erano gli addetti alla sanità che trovavano e segnalavano la presenza di un ferito da recuperare e si distinguevano per la pettorina della croce rossa.
I cani più grossi venivano usati per il trasporto di materiali da costruzione, di provviste, delle pietre e della sabbia che occorreva spostare dalle trincee. Venivano costruiti appositamente dei carretti per le mute di cani che, a volte, trasportavano anche i feriti. E altri ancora venivano usati per la caccia ai topi sempre nelle trincee.
Ma i cani entravano anche nelle operazioni di guerra. Accompagnavano le pattuglie, facevano le staffette per portare i dispacci anche sotto il fuoco nemico correndo per chilometri. Sorvegliavano i magazzini pieni di armi ed esplosivi e facevano da supporto alla polizia militare nei territori occupati.
Il fatto suggestivo e unico in questo libro è il ricchissimo corredo di foto dell’epoca, i cani erano davvero tantissimi c’erano intere mute. La loro presenza era tangibile e importante. Eppure nessuno si preoccupava e si è preoccupato tanto di scrivere ciò che hanno subito i cani. Anche in questo caso un accessorio, uno strumento sequestrato ad un padrone, pagato, usato e dimenticato. Oppure impiegato (per mezzo di manifesti e cartoline) per esaltare i valori di eroismo necessari a dar senso e significato alla follia della guerra. Eppure i cani c’erano. Si tratta, in realtà, di migliaia e migliaia di cani che sono morti.
Ricordare e storicizzare questi momenti, questi episodi, queste realtà è importante perché permette di comprendere meglio il ruolo delle vittime. Cani e soldati, morti e sopravvissuti, vittime di una stessa catena del dominio, carne da macello che alimenta la stessa piramide, lo stesso grattacielo che, dai piani alti, continua, ancora oggi, ad assicurare una bella vista sul cielo stellato.

CONTRO LA VIVISEZIONE

di Lewis Carrol
Lit Edizioni Collana Lampi

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Quando si pensa alle lotte contro la vivisezione (oggi il termine esatto, abbellito e addolcito, è sperimentazione animale, ma la sostanza non cambia), si è portati a pensare a qualcosa di attuale. E invece occorre sapere che già sul finire del 1800, in Inghilterra, si formarono diverse correnti di pensiero che aprirono un dibattito molto forte su questo argomento. L’orrore generato da quelle pratiche risultava già insopportabile per buona parte dell’opinione pubblica. Era già diventato un problema politico e sociale, fino al punto che, nel 1876, viene approvato il Cruelty to Animals Act: una legge che regola gli interventi dei ricercatori tenendo conto della sofferenza animale.
All’interno di questo dibattito si inserisce anche Lewis Carrol, il famoso autore dell’intramontabile Alice nel paese delle meraviglie, con un breve ma curatissimo saggio dal titolo inequivocabile “Contro la vivisezione”. Viene pubblicato sulla rivista Fortnightly Rewiew proprio l’anno precedente del Cruelty to Animals Act, risultando determinante per la sua promulgazione. Carrol, infatti, prende posizione e, con tredici chiare risposte, confuta le principali bugie di chi, all’epoca, insisteva sulla giustizia della vivisezione e pretendeva di continuare ad usare gli animali senza alcun tipo di limitazione.
Carrol, inoltre, invita il lettore a confrontarsi con la sua esperienza personale, con ciò che prova davvero, cercando di superare le presunte certezze che giustificano la vivisezione. In questo modo riesce a regalarci una vera e propria lezione di filosofia morale che, 140 anni fa, già ci mostra come il modo di trattare gli animali debba inevitabilmente avere un peso etico dal quale non si può prescindere.
Tenendo conto della data di pubblicazione, possiamo considerarlo una vera perla, un piccolo libro di poche pagine che mostra come la lotta tra empatia e indifferenza, tra desiderio di giustizia e dominio, è sempre stata aperta.
E forse il messaggio di Carrol, che in un certo senso troviamo nel suo straordinario Alice nel paese delle meraviglie, è proprio quello dell’indispensabile necessità di prendere una posizione, di ascoltarsi, di decidere ciò che riteniamo giusto o sbagliato indipendentemente dalle imposizioni, dalle certezze e dalle regole imposte sin da quando siamo nati.

 

RANDAGI

Storie di uomini e animali

di Andrea Cisternino

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Libro fotografico di Andrea Cisternino, fotografo, pubblicitario e animalista attivista che abita in Ucraina. Foto spiazzanti, in bianco e nero, ogni foto una storia. Randagi. Umani e cani sulla strada, sguardi, espressioni, movimenti, gesti di persone che camminano nell’insicurezza, nella miseria, nella solitudine, ma anche nella loro tremenda bellezza irriducibile e non omologabile ai paesaggi urbani che li circondano e li sovrastano.
Randagi, non importa a che sesso, a che razza né a quale specie appartengono. Si muovono per cercare un po’ di cibo e un giaciglio per la notte, per proteggere i loro piccoli, a volte anche per nascondersi perchè la violenza di chi è normale è spesso in agguato.
È inevitabile notarlo, i randagi hanno una loro particolare bellezza eterna che nulla ha a che fare con la bellezza che la società dello spettacolo ci ha abituati a considerare. Sono sporchi, rovinati, spelacchiati o con i vestiti logori. Bevono, ringhiano, oppure sorridono e baciano il pane trovato nel cassonetto. Abitano spesso i non luoghi, non visti. E la bellezza che li avvolge è la bellezza della libertà. Quella che si paga, quella che non perdona, quella che puoi assaporare per poco, perché brucia in fretta, molto più in fretta della nostra vita addomesticata e ridicolmente sicura.
Perché sì. Perché i randagi di questo libro, uomini donne cani e gatti, sono animali. E ci ricordano, ancora una volta, che anche noi lo siamo, che ce lo siamo dimenticati, che dovremmo risvegliarci per abbracciarli tutti, per piantarla una buona volta con questo mito della superiorità, del dominio del controllo.

Il libro lo trovate qui

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.257309197644706.59606.121691147873179&type=3

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