APPUNTAMENTI TROGLODITI

LIBERE VOCI E GIOIOSI VERSI

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L’ANIMALISMO CHE CAMBIA

locandina tolentino loro

Le persone intervenute a questo incontro sulla questione animale al Voronoi di Tolentino (MC) erano particolarmente interessate e attente, soprattutto perché abbiamo messo sul tavolo, sin dall’inizio, un punto di vista ancora del tutto inesplorato (dalle nostre parti). Abbiamo insistito sull’aspetto antispecista, sulla necessità di spostare lo sguardo, sull’urgenza di cominciare a percepire gli animali come individui che non accettano lo sfruttamento e la prigionia, ma che resistono, si ribellano ed evadono. Sottolineando i vari passaggi, dalla zoofilia al conservazionismo, dal protezionismo al liberazionismo, abbiamo introdotto i punti salienti che portano ad una visione non paternalista della questione, che portano, finalmente, al concetto di Resistenza Animale.

Abbiamo poi fatto partire il filmato di Resistenza Animale e, a quel punto, non era proprio più possibile non lasciarsi coinvolgere, non immedesimarsi, anche perché lo schermo era gigante e l’intensità degli sguardi, delle movenze e degli atteggiamenti di così tanti animali che pretendevano in ogni modo di riprendersi la loro vita e la loro libertà era inequivocabile. Durante il filmato abbiamo continuato ad aggiungere brevi considerazioni e informazioni. Abbiamo visto occhi spalancati, sorpresi, a tratti increduli. L’attenzione e l’interesse erano molto alti, anche perché, in genere, gli incontri sul tema si erano rivolti, più che altro all’aspetto dietetico, o comunque ad un’interpretazione esclusivamente morale dell’animalismo. Il pubblico era composto principalmente da persone giovani e, chi più chi meno, impegnate e interessate all’antifascismo e all’antirazzismo. Ne abbiamo quindi approfittato per introdurre l’indispensabile intersezione con la Liberazione Animale.

Un simpatico aperitivo vegan popolare è stato offerto da questa associazione culturale da poco nata sul territorio. E visto che è stato il loro primo incontro su questi aspetti della questione animale, speriamo proprio di averli coinvolti e interessati e, soprattutto, che si tratti di un ottimo inizio!

 

QUEL VENTO DEL 25 APRILE

vento del venticinque

Un importante pomeriggio del 25 aprile trascorso nella piazza di Montevarchi dove, un bel gruppetto di resistenti renitenti e indefinibili nella loro indistinzione, si sono incontrati nell’intrigante cornice di Ethic Street. Parole che volavano e svegliavano, immagini che provocavano e anche visioni oniriche raccontate nella loro incontenibile e libertaria autonomia. C’era Massimo Filippi che ha presentato il suo “Sento Dunque Sogno”. Ha descritto uno scritto che decostruisce, che manda all’aria il dominio della classificazione, proprio quella che definisce e produce realtà. Ma lo ha fatto, come suo solito, imbastendo le caotiche opportunità dell’Altrove, quelle che superano il sentirci individui per riconoscerci in flussi di relazioni senza padroni. Un aperitivo di energetica rivolta da bere tutto d’un fiato brindando all’immediatezza di un sentire politico che si disfa delle vecchie parole e delle vecchie grammatiche per ricominciare a sperimentare, per aprire varchi, per dis/fare mondi.

Ma c’era anche Emilio Maggio, attento conoscitore del mondo cinematografico, che è in grado di cogliere gli aspetti più importanti come quelli più sottili che questo mondo produce nel nostro immaginario in relazione alla questione animale. Il cinema come produttore di senso e di nessi, un cinema che ancora non può contare su produzioni realmente orientate alla Liberazione Animale, se non, paradossalmente, solo in alcuni casi isolati che, casualmente, si avvicinano a queste istanze.

Un po’ ciò che accade per molti dei monumenti che abbiamo mostrato presentando il nostro libello “Musi di Pietra” (il posto degli animali dei monumenti), il cui richiamo alla Liberazione risulta potente e inevitabile solo ribaltando il classico punto di vista, solo scuotendo con forza le vecchie certezze antropocentriche.

C’era vento e freddo quel pomeriggio del 25 aprile, ma ad un certo punto, complici gli interventi e le domande di Lorenzo e Camilla di Restiamo Animali che hanno condotto l’incontro, pareva un vento che scompigliava certezze, che scaldava i cuori, che dava l’ardire di sussurrarci a vicenda proprio quei codici di Liberazione che in tanti stiamo aspettando. Proprio come in un sogno.

ECO-EDITORIA BESTIALE ALLA CASA DEL POPOLO

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Libelli creativi sulla questione animale sono sbarcati alla Casa del Popolo di Settignano! Li abbiamo portati condendo una delle magnifiche cene di Restiamo Animali. E oltre a portarli li abbiamo anche letti, lanciandoci senza indugio con raccontini crudeli di humor nero in cui i cacciatori incontravano un crudele destino. Ma i reading, a richiesta, hanno spaziato anche con toni poetici, provocatori, propositivi. Una bellissima serata che, anche grazie alle domande Lorenzo, ci ha consentito di raccontarci e, soprattutto, raccontare le nostre produzioni che tentano, da alcuni anni, di incidere sull’immaginario specista e rassegnato che ci sovrasta. Produzioni fatte a mano con scarti cartacei, libelli e libroidi orizzontali e popolari, proprio come i primi i chap-book, libri autoprodotti e venduti nelle piazze sin dai primi del settecento, libri che si ribellavano sin dall’inizio ad un cultura per pochi. Libelli ribelli, appunto, che non sono trattati filosofici o testi educativi, ma spunti leggeri per provocare inattese diserzioni da tutte le rassegnazioni, immagini truccate per straniamenti e speranze, materiali resuscitati dalla spazzatura che descrivono i mondi libertari che abbiamo in testa e cerchiamo di interpretare.

Grazie a tutte le persone intervenute e soprattutto a Camilla e Lorenzo della redazione di Restiamo Animali.

CARI CANI SICILIANI…

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Serata davvero speciale e ricca di stimoli a Lunacorre! In effetti, nella cornice di una casafamiglia che accoglie cani, gatti, capre, conigli e altri animali, che vive insieme a loro in modo aperto e libertario, parlare di Liberazione Animale è sempre più incoraggiante, un contesto che stimola l’ottimismo e la voglia di lottare.
Davide ha aperto la serata raccontando le origini di Lunacorre, parlando delle sue esperienze dirette con i cani liberi, raccontando episodi che hanno permesso a tutti di avvicinarsi concretamente alla complessa problematica del randagismo che, ancora oggi, viene vissuta esclusivamente come piaga da estirpare e troppo poco come fenomeno da approfondire e conoscere.
Noi di Troglodita Tribe (questa volta c’era solo Fabio), invece, abbiamo presentato il nostro ultimo libello autoprodotto: Cari Cani di Sicilia. Il racconto delle nostra esperienza in quella magnifica terra con i cani che abbiamo incontrato e che hanno cambiato radicalmente il nostro modo di percepirli come individui, ribaltando anche tutto l’immaginario (formato principalmente da luoghi comuni) che ruota intorno a loro. Abbiamo mostrato diverse foto di questi incontri entrando un po’ più nei dettagli, raccontando le fasi salienti di questo cambiamento, cercando di smontare un immaginario condizionato e falsato che vede il cane come individuo il cui significato si esaurisce del tutto in assenza di un diretto riferimento umano, in parole più semplici: in assenza di un padrone.
Come ha sottolineato Davide, però, il fenomeno è anche ricco di contraddizioni e, di certo, deve essere affrontato con estrema delicatezza e attenzione evitando il più possibile drastiche prese di posizione che, magari in teoria, sembrano ineccepibili. Uscire da una visione antropocentrica del randagismo infatti, secondo noi, richiede il coraggio di sperimentare, la consapevolezza di sbagliare, la capacità di confrontarsi in modo propositivo con una realtà che, spesso, appare rassegnata e allineata a tutt’altra visione del mondo.
Grazie quindi a Davide e Rebecca di Lunacorre che hanno inaugurato un diverso fermento in un luogo nuovo, con un diverso modo di presentare e affrontare i rapporti tra tutti gli animali. E grazie a tutte le persone intervenute che hanno reso possibile questo incontro.

SCONFINAMENTI ANIMALI

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Appena arrivati al Piano Terra, un luogo liberato che spicca all’Isola, un quartiere di Milano stravolto e massacrato dai soliti interessi dominanti, abbiamo “srotolato” i nostri venticinque quintetti di cartoline truccate. Sconfinamenti Animali: paesaggi urbani corretti con passaggi di animali che invadevano e sovvertivano il normale andamento dell’immaginario antropo-geo-ego-centrico, vedute di paesi e campagne che fomentavano stravolgimenti sovversivi di specie, spazi aperti e destabilizzanti, piccoli inviti in formato cartolina che inneggiavano alla diserzione dai soliti punti di riferimento. La fantasia al potere? Si, grazie! Ma un fantasticar politico per (s)definire e lacerare finalmente quel logoro definirsi umano superiore, per distrarre divertendo dal senso unico forzato, condizionato e condiviso di una geografia domata e rassegnata. Proprio come il luogo in cui eravamo, un fungo rosso con i puntini bianchi che svettava in mezzo al pensiero unico e ossessivo della città fantasma.
Giorgio Losi ci ha accolti e coinvolti in una chiacchierata che spaziava, partendo dagli spazi in cartolina, fino alle nostre auto-produzioni, fino alle tematiche più potenti e sentite della questione animale. Molti gli interventi che hanno scatenato un caotico zig-zag di espressioni-opinioni-domande-pensieri, ma anche racconti, perplessità e complessità. Un bell’aperitivo di parole, incontri, sorrisi e visi non allineati. Grazie a Giorgio, a Piano Terra e a tutta Oltre la Specie per l’accoglienza e la presenza che fa la differenza.

MUSI DI PIETRA

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Siamo stati accolti con il nostro libello Musi di Pietra (il posto degli animali nei monumenti) nell’aula di pittura 3 dell’Accademia di Brera. Abbiamo presentato questa autoproduzione antispecista in un luogo insolito e, per l’occasione, affollato non solo da studenti ma anche da persone di tutte le età. L’idea, supportata e resa possibile grazie all’artista attivista Cristina Beretta Barbieri, è quella di un “movimento” trasversale che penetra con variegate incursioni negli ambiti più diversi per creare dubbi destabilizzanti sulle sacre certezze antropocentriche. Un’idea che è anche alla base di questo stesso libello autoprodotto: cercare di incidere su un immaginario globale che detta legge e crea ogni giorno quel mondo che pare immutabile e solo da subire. Abbiamo parlato, quindi, della rappresentazione degli animali attraverso i monumenti, abbiamo descritto le storie di questi monumenti che sono anche la Storia. Un libello che fornisce descrizioni trasversali e spesso dissonanti anche con gli stessi committenti e artisti, una sorta di anti-guida che invita ad osservare queste rappresentazioni con occhi diversi e aperti. Perché un diverso sguardo cambia tutto lo scenario.

Un particolare ringraziamento anche al professor Renato Galbusera che ha accettato di ospitarci e alla professoressa Elisabetta Longari. I loro interventi hanno arricchito l’incontro che è stato anche un proficuo confronto tra arte e attivismo, diversi modelli espressivi che, di fronte all’ingiustizia del dominio, si intersecano e si incontrano in un’opera sociale che è movimento, evoluzione, cambiamento. Colori vivi sulla tela di chi non si rassegna.

Chi è interessato a ricevere a casa Musi di Pietra (Il posto degli animali nei monumenti) può scriverci su troglotribe@libero.it

 

IL VELENO E’ L’ARMA DEI VIGLIACCHI!

veleno vigliacco

Affollata la sala Pio La Torre di Siracusa durante l’incontro “Il Veleno è l’arma dei vigliacchi”. Gli interventi della veterinaria Valeria Cattaneo e dell’avvocato Salvo Iraci hanno riscosso, sin dall’inizio, un notevole interesse e un forte coinvolgimento. Abbiamo scoperto, infatti, che molti degli interventi di fortuna improvvisati nel tentativo di salvare il cane, spesso, possono rivelarsi controproducenti. Sono stati proiettati diversi filmati e slide che hanno consentito di analizzare e comprendere le diverse tipologie di veleno utilizzate. L’avvocato Salvo Iraci, invece, ha esposto e sottolineato in modo molto chiaro le varie motivazioni che dovrebbero spingerci, sempre e comunque, anche nel solo caso di minaccia, a sporgere regolare denuncia.

E’ seguito poi l’intervento di Gaetano, attivista di LiberAction e volontario in un canile della zona, che ha illustrato la situazione degli avvelenamenti di cani sottolineando come sia indispensabile un radicale cambiamento rispetto alla questione animale nella sua totalità. Il nostro disappunto rispetto agli avvelenamenti di cani e gatti, infatti, dovrebbe essere ugualmente testimoniato per i topi e altri animali, compresi quelli considerati da reddito che pur non essendo avvelenati vengono uccisi senza suscitare indignazione.

Noi, invece, abbiamo concluso gli interventi presentando questa campagna contro gli avvelenamenti che è nata con la diffusione di un adesivo che vuole essere l’inizio di una continua testimonianza, grafica e appiccicosa, di un radicale rifiuto di questa pratica squallida. Un rifiuto che deve essere continuamente manifestato, agito, discusso, esposto. Perché solo in questo modo, grazie alla presenza attiva di tanti e tante, grazie alla non rassegnazione, grazie alle iniziative dei singoli, dei gruppi e delle associazioni che sarà possibile superarla. Inutile barricarsi dietro l’assenza delle istituzioni! Occorre muoversi dal basso con una continua sensibilizzazione e affermazione di coscienza, proprio quella coscienza collettiva che vogliamo e possiamo cambiare.

Richiedeteci l’adesivo e ve lo invieremo!!!

 

 

LOUISE MICHEL

louise

 

L’appuntamento a Ragusa sulla straordinaria figura di Louise Michel si è svolto in un’affascinante saletta strapiena di libri, opuscoli, giornali, riviste, autoproduzioni cartacee, volantini e manifesti libertari e anarchici. Ma anche piena di persone che hanno ascoltato l’intervento di Pippo sulla vita di Louise, sul suo essere perennemente in lotta contro ogni forma di potere e di dominio, sulla sua instancabile attività che, oltre a combatttere sulle barricate della Comune di Parigi, le ha permesso di immaginare e fondare le prime scuole miste, le prime scuole sperimentali, le prime scuole professionali. Tutti magnifici abbozzi di un percorso che ha dato i soprendenti frutti dell’odierna e ricca pedagogia libertaria. Ma anche il suo attivismo in favore delle donne che l’ha spinta, ancora nella seconda metà delll’ottocento, ad organizzare gruppi per ottenere la parità di diritti e salari, ma anche per favorire e soccorrere le prostitute. Pippo, mentre parlava, estraeva dalla sua borsa magnifici libri, rarità autoprodotte, pezzi di storia che testimoniavano un discorso legato alle lotte per la libertà, mostrando che i mondi di chi non si rassegna non hanno mai cessato di scrivere, stampare, testimoniare il proprio dissenso e la propria preziosa vitalità.

Nel nostro intervento, invece, abbiamo raccontato di come Louise abbia anticipato l’odierno pensiero antispecista, cogliendo anche negli animali l’altro da sé, quel compagno al fianco del quale voleva schierarsi per sconfiggere l’oppressione. Di come abbia colto la continuità e l’intersezione tra le varie ingiustizie, di come sia riuscita ad associare il concetto di Liberazione Umana con quello di Liberazione Animale. E di come, ai suoi tempi come nei tempi odierni, questa associazione era ed è difficilmente comprensibile, proprio a causa di comportamenti radicati nel nostro immaginario condizionato che non riesce ad abbandonare i privilegi dell’uomo forte e della specie superiore. Proprio quei meccanismi che regolano inesorabilmente la grammatica del dominio, come sempre antropocentrica, gerarchica e liberticida.

 

COLPEVOLI DI VOLERE LA LIBERTA’

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Un incontro che si è protratto fin dopo la chiusura della Libreria Mondadori di Modica grazie all’attenzione dei suoi gentilissimi proprietari Piera e Stefano.
Abbiamo iniziato introducendo il concetto di Resistenza Animale https://resistenzanimale.noblogs.org/, un nuova visione non paternalista della questione, una visione che propone il riconoscimento della loro capacità di ribellarsi, evadere e boicottare lo sfruttamento a cui sono sottoposti. Attraverso la raccolta documentata di centinaia e centinaia di casi, è possibile inquadrare gli animali come delle vere e proprie popolazioni che vengono deportate, schiavizzate e uccise, che non sono passive rispetto a questa ingiustizia, che, nonostante le costrizioni, i maltrattamenti etologici e l’estrema disparità delle forze in campo, ci comunicano continuamente la loro non accettazione. Abbiamo sottolineato quanto il riuscire a vedere la Resistenza Animale, a considerarla sullo stesso piano di tutte le altre resistenze che, da sempre, si oppongono ad ogni forma di dominio, sia un presupposto essenziale e indispensabile per scendere dal centro dell’universo e tentare degli approcci di convivenza differenti con tutti gli altri terrestri.
Gli interventi successivi, da parte di alcuni membri (Serena, Michele e Serena) dell’associazione MoviMente http://www.movimente.it/che si occupa di randagismo con un appproccio zooantropologico, sono stati particolarmente innovativi e illuminanti. Hanno messo in luce le profonde differenze tra i cani che si sono adattati a vivere in famiglia, i cani di quartiere e i cani semiselvatici. Hanno riportato dati, statistiche, esperienze tratte dalla loro attività professionale ed esperienze in diverse parti del mondo documentati dal progetto Randagio? No Libero https://www.facebook.com/Randagio-No-Libero-1634975843388…/…. Ad esempio quella dei cani liberi che vivono spostandosi con la metropolitana a Mosca. Sono stati osservati e studiati per lungo tempo e pare che riconoscano le fermate, che diversi elementi del branco abbiano precisi ruoli nella ricerca e nella richiesta di cibo ai passanti. E comunque sono ben integrati e accettati nella città.
Sono state riportate la posizione di etologi, veterinari, comportamentalisti e professionisti che stanno indagando e affrontando la questione del randagismo. In effetti c’è molto fermento rispetto a questo argomento sul quale si stanno affacciando diverse visioni e nuove opportunità. Fino ad oggi, infatti, il problema è stato affrontato con un atteggiamento pietistico, paternalistico e salvifico che presupponeva un intervento massiccio di cattura, reclusione ed eventuale adozione come unica opportunità. Di fatto questo atteggiamento si è rivelato del tutto insufficiente a raggiungere quegli stessi obbiettivi che si poneva.
Durante l’incontro è stata sottolineata comunque da tutti i presenti la necessità di continuare e di potenziare la presa in carico (e l’adozione) dei cani persi, abbandonati,malati, vecchi, piccoli e indifesi,
maltrattati; si è sottolineato anche che la sterilizzazione è uno strumento indispensabile da affiancare ad una pressante sensibilizzazione. D’altronde MoviMente già se ne occupa collaborando con alcuni canili e proponendo progetti di educazione e riabilitazione. Si è compreso che il randagismo, nei paesi con clima caldo che consente la sopravvivenza di moltissimi cani, non è un fenomeno eliminabile, neppure se si potessero decuplicare gli interventi e le risorse per i canili e le sterilizzazioni (il che è comunque realisticamente impossibile). Il fattore climatico, in effetti, è la vera ragione del proliferare di questo fenomeno, che non è certo da ascriversi ad una presunta “cattiveria, ignoranza, insensibilità” degli abitanti del sud. Cifre alla mano, pare che, volenti o nolenti dovremo quindi imparare a convivere con la libertà dei cani cercando, per quello che possiamo e riusciamo, a favorirli ed aiutarli. Dovremo anche imparare ad accettare che alcuni di loro, in tutto il mondo e anche in Sicilia, stanno diventando semiselvatici, si tratta di animali che sono stati osservati e studiati. Sono pacifici, hanno sviluppato competenze, riescono a gestire la loro vita e, come ogni individuo su questa terra, ovviamente, corrono dei rischi. Sono animali più vicini alle volpi che non ai lupi. Animali curiosi, attenti e prudenti. Per nulla aggressivi o pericolosi, Pare infatti che la maggior parte dei casi di aggressione nei confronti degli umani avvengano da parte di cani di proprietà.
L’argomento comunque resta aperto perché se esiste una chiara evidenza è proprio che il problema vada affrontato collettivamente e che l’iniziativa personale o delle singole associazioni potrà portare la salvezza di un numero minimo di elementi, ma mai ad arginare significativamente il problema. Resta comunque basilare, da parte di tutte le persone che hanno a cuore la questione, la volontà di un confronto sereno ed aperto anche su diversi e contrastanti punti di vista.

PERCHE’ SIAMO VEGAN IN 5 PAROLE

(Vita Empatia Giustizia Antispecismo No!)

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Grazie a Barbara del MOON siamo riusciti a realizzare questo evento, piacevole e a tratti anche intenso, che è servito ad inquadrare la questione animale nei suoi aspetti etici, quelli che sin dalle origini hanno spinto e spingono tante persone ad attivarsi.
Puntando sul coinvolgimento e sulla naturale attitudine di tutti e tutte a percepire l’ingiustizia, abbiamo anche cercato di esporre il veganismo e l’antispecismo nei loro aspetti razionali, quegli aspetti che ci mostrano l’urgenza e la necessità di un cambiamento, di un drastico abbandono della nostra posizione antropocentrica e dominante rispetto a tutti gli altri animali.
L’evento è stato ben partecipato da persone di ogni età, in molti casi persone che non avevano mai affrontato la questione animale e che hanno mostrato particolare attenzione e interesse.
Come spesso accade, anche questa volta abbiamo verificato che abbandonando la posizione cattedratica di chi vuol giudicare moralmente, le argomentazioni antispeciste hanno un riscontro notevole. Perchè siamo davvero tutti e tutte nella stessa società specista e solo con un ampio coinvolgimento dal basso, decisamente orizzontale, aperto, reticolare potremo cominciare ad intravedere la strada per uscirne insieme a tutti gli animali.
E fortunatamente c’erano anche loro, alcuni cani hanno partecipato supervisionando il comportamento degli umani presenti.

DAR VOCE AGLI ULTIMI

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L’incontro antispecista Dar Voce agli ultimi si è svolto all’interrno della Masseria Tumino di Ragusa e ha visto una buona partecipazione e un notevole interesse. Alessandra ha organizzato il tutto nel migliore dei modi coinvolgendo realtà locali che si muovono attivamente sia per la questione animale che per la cooperazione umana. L’idea, infatti, era quellla di parlare di antispecismo in un contesto differente rispetto alla solita conferenza o alla classsica presentazione di un libro, di portare questa visione a chi, direttamente e fattivamente, già si oppone alle logiche del dominio proprie delle società speciste. Il tutto con l’intento di trovare ciò che ci unisce, ciò che può “fare movimento”.

Abbiamo cercato di delineare, in una rapidissima sintesi, i vari passaggi che hanno caratterizzzato in questi ultimi anni la questione animale sottolinenado le differenze tra zoofilia, conservazionismo, animalismo protezionista, liberazionismo e antispecismo cercando, a più riprese, di connettere il concetto di Liberazione Animale con quello di Liberazione Umana.

Si è aperto quindi un interessante dibattito che è si protratto per parecchio tempo coinvolgendo molti dei presenti. Come sempre abbiamo potuto riscontrare che la questione animale, quando è posta in termini etici e politici, appassiona e coinvolge. Le obiezioni ci hanno permesso di sottolineare la differenza tra la violenza episodica che caratterizza la vita di tutte le specie e il dominio che porta gerarchie e discriminazioni. Ci hanno permesso anche di porre l’attenzione sul come la visione antispecista, sin dai suoi recenti albori, abbia spostato la questione animale da un semplice stile di vita, da una personale sensibilità (sulla quale si può o non si può essere coinvolti in base alle proprie caratteristiche), ad una vera e propria ingiustizia che coinvolge tutti e tutte. La presenza delle vittime smaschera il luogo comune, l’erorre logico. Il riconoscimento dell’altro da sè sposta finalmente la questione della tolleranza dai carnefici, pretendendo che venga riservata chi subisce oltraggio, sfruttamento violenza e morte.

Ha riscosso particolare interesse il passaggio ad una visione politica dell’antispecismo, il suo indagare a livello storico le origini dello specismo, il suo riconoscerlo come una vera e propria struttura radicata nel nostro pensiero, una struttura che genera oppressione e ingiustizia e che può essere superata solo attraverso un largo movimento dal basso e non certo attraverso giudizi morali sul comportamento altrui.

L’incontro si è concluso con l’aperitivo vegan a offerta libera per sostenere il rifugio per cani di Ragusa che sta cercando, tra enormi difficoltà, di aprirsi ad una gestione sempre più evoluta e a misura di cane anziché di umano.

 

 

MiVEG 2015

miveg

MiVEG è un festival di due giorni dedicati completamente agli animali e a coloro che vogliono scoprire il crescente movimento culturale ed etico basato sul loro rispetto. Vogliamo promuovere una scelta consapevole, per camminare con un passo più leggero sul pianeta e non essere complici di sofferenza e discriminazione. Un modo per cambiare prospettive e vedere il
mondo con altri occhi, quelli di altre specie, che sanno insegnarci a comprendere quale è l’impatto della società umana sulla loro vita e quale il cambiamento positivo che può derivare da ogni nostra scelta.
Qui il sito ufficiale con tutte le info http://miveg.org/

CAMPOROTONDO VEGAN
Vivi e Lasciali Vivere
campoTroglodita Tribe:
Perché siamo VEGAN in 5 PAROLE
Quando VEGAN non è una dieta, non è una moda, non è un comandamento.
A CAMPOROTONDO VEGAN
Domenica 13 settembre alle 17,30
https://www.facebook.com/events/465267176985374/

0BISVideo, cartoni e animazioni in favore degli animali per bimbi, bimbe ma anche per grandi, a Camporotondo Vegan (Vivi e Lasciali Vivere). Per tutto il giorno una non-stop curata e montata da Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici – Attivisti Antispecisti Indipendenti) adatta anche a maestre e scolaresche presso la sala del crocifisso. Domenica 13 settembre dalle 11 fino a sera a Camporotondo di Fiastrone (MC)

ECO EDITORIA BESTIALE

Girl in field surrounded by book pages

Girl in field surrounded by book pages

LIBERE VOCI E GIOIOSI VERSI
(Serata di reading in favore degli animali)

locandina coroncina

Una serata di reading in favore degli animali.

Cercate brani che vi hanno emozionato, poesie che hanno lasciato un segno nel vostro rapporto con gli animali, pagine che vi hanno aperto gli occhi sull’ingiustizia nei loro confronti, frammenti che vi hanno suggerito nuovi sguardi.

Dopo una nostra introduzione sul concetto di Liberazione Animale, leggeremo alcuni nostri testi e, chi lo desidera, potrà leggere quelli che ha trovato sui libri, sugli articoli, sul web o… nel proprio cassetto!

Perché la Liberazione Animale è un cambiamento di paradigma, un risveglio dell’empatia e della compassione, una nuova consapevolezza sempre più diffusa e sentita che possiamo solo raggiungere tutte e tutti insieme. Lo possiamo fare attraverso la condivisione delle esperienze, delle informazioni e delle emozioni.
Il tutto sarà accompagnato da una sfiziosa e sorprendente apericena vegan con calice di vino o altra bevanda) a 9 euro preparata dai bravissimi Melania e Carlo che ci ospitano!

ITINERANTI MERCATINI VEGAN?

locandina mercatino

L’incontro Itineranti Mercatini Vegan si è svolto nell’effervescente cornice del festival “A faz da par makers”, una due giorni intensa e ricca. Tutti i present* hanno convenuto che l’idea di una rete di incontri itineranti vegan con mercatino delle autoproduzioni vegan arricchito da eventi culturali, presentazioni, informazione fosse importante da sviluppare visto l’interesse. Si è compreso con chiarezza che, se desideriamo davvero un rete di incontri vegan di questo genere, occorre che tutti i prodotti siano vegan e che anche i produttor* siano vegan. Solo con questa formula, infatti, è possibile avere la certezza che i nostri acquisti non finanzino lo sfruttamento animale. L’idea è quella di far partire piccoli incontri vegan totalmente autogestiti in diverse zone (sempre con la dinamica “autoproduzioni vegan realizzate da produttor* vegan). Non una grande evento, ma dei momenti di convivialità e scambio che possono essere realizzati anche all’interno di case private, associazioni, centri culturali, sociali…Una vera e propria VeganZone!
Ci è sembrato che una rete di VeganZone con questa impronta potrebbe costituire un segnale interessante incentivando il consumo etico, critico (a questo proposito abbiamo anche delineato i primi cinque punti fondamentali di una garanzia partecipata) e soprattutto e finalmente, realmente cruelty-free.

Insieme abbiamo convenuto di far partire un primo VeganZone nelle Marche. Infatti, cominciare subito è il miglior modo per incontrarci nuovamente e sperimentare “sul campo” le grandi potenzialità di una rete di questo tipo.
Presto i dettagli.

LOCANDINA SGUARDI

 Un incontro riuscito e partecipato. Abbiamo letto brani da scrittrici, poetesse e attiviste del passato e del presente che coglievano un diverso sguardo sul mondo animale anticipando delle brevi note su di loro e commentando i punti essenziali in cui portavano alla luce una diversa visione. E’ stato un omaggio al mondo femminile, quel mondo che, proprio come quello animale, porta nel suo dna il sopruso subito, ma anche il concetto di lotta e di resistenza.Abbiamo letto brani di Louise Michel, di Rosa Luxemburg, di Margerite Youcenaire, di Alda Merini, di Antonella Barina, di Anna Maria Manzoni, di Vivian Lamarque, di Valeria Viganò, ma anche di attiviste come Alessandra Galbiati e Francesca De Matteis che ci hanno permesso di percepire con intensità e chiarezza la diversa qualità dello sguardo che si fa contatto, carezza, abbraccio, uno sguardo che non si rassegna, che porta compassione e azione.Le persone intervenute si sono dimostrate interessate e partecipi. C’erano persone vegan, persone vicine al mondo ecologista come a quello dell’educazione. Alla fine ne è scaturito un dibattito in cui abbiamo cercato di porre l’attenzione sul concetto di sorellanza delle lotte, sulla differenza tra stili di vita e attivismo volto al superamento di un’ingiustizia. Il tutto all’interno di un’ex ospedale psichiatrico dove ha sede l’associazione che ci ha ospitati: La Corte dei Miracoli, che si occupa di arte, cultura e promozione sociale, soprattutto a favore delle fasce più deboli e dei cittadini immigrati. L’incontro è stato possibile grazie al loro appoggio e a quello di Genziana e Arianna che hanno fatto opera di promozione, che hanno allestito la sala e preparato stuzzichini vegan offerti gratuitamente per accompagnare l’aperitivo del Bar della Corte dei Miracoli. Ennesima dimostrazione che un incontro può essere proposto, realizzato e partecipato anche senza l’unica attrattiva di un “grande abbuffata”.Siamo molto felici di questo incontro, delle persone che abbiamo conosciuto e con le quali abbiamo potuto condividere le nostre sensazioni e le nostre emozioni. Questi piccoli eventi ci danno speranza e fiducia e ci confermano che un diverso sguardo sul mondo animale non solo è possibile, ma anche gioiosamente contagioso!
locandina fattoria infelice

Partecipatissimo l’incontro-presentazione del nostro libro “La fattoria (in)felice” all’XM24 di Bologna. Le persone intervenute si sono dimostrate particolarmente interessate all’argomento, visto che, nel pomeriggio, all’interno di questo Spazio Pubblico Autogestito, si era svolto il periodico mercatino bio in cui si poteva trovare anche la “carne felice” (insieme ai “formaggi felici”) sempre più propagandata sia in ambito consumistico che in ambito “alternativo”.

Ciò che ha maggiormente interessato, accendendo poi un dibattito che si è prolungato per qualche ora, è l’evidente e non più ignorabile connessione che esiste tra sfruttamento animale e sfruttamento umano. In altre parole, la grammatica del dominio, indispensabile ad ogni forma di allevamento, nonostante la rassicurante maschera di “felicità e bontà”, è stata individuata, è stata inquadrata come l’essenza dell’ingiustizia da superare, da abolire, da rifiutare, da boicottare; come la vera causa di ogni forma di maltrattamento e di violenza, la vera causa di tutti quegli orrori che definiamo razzismo, sessismo, omotransfobia, specismo…

La difficoltà emersa, infatti, è proprio quella di rifiutare un veganismo addomesticato al salutismo e al consumismo per dirigersi invece, senza compromessi, al più ampio concetto di Liberazione Animale.

Grazie anche all’intervento di Earth Riot (e ai video che hanno proiettato) il dibattito si è arricchito e ampliato, fino ad arrivare al concetto di Resistenza Animale. Alcuni, ancora, lo vedono come qualcosa di difficilmente concepibile, ma questo nuovo approccio destabilizzante nei confronti di un vecchio animalismo che considera gli animali come soggetti passivi che possono solo essere salvati da noi, è stato recepito e, speriamo, è destinato ad aprire nuove strade e nuove consapevolezze.

Ringraziamo i ragazzi e le ragazze dell’XM24 che hanno voluto fortemente questo incontro e che, da tempo, oltre a proporre le loro cene vegan, cercano di confrontarsi e colloquiare con il gruppo del mercatino per far passare una nuova visione antispecista e, quindi, realmente solidale, equa, ecologica, contro le nocività e le ingiustizie per tutti e che, inevitabilmente, comprenda anche gli animali

Li ringraziamo per averci dato questa magnifica opportunità e per aver aperto questo bellissimo ed intrigante squarcio sulla vecchia tela polverosa e sempre meno credibile della “carne felice”.

Troglodita Tribe

ostra con pocoPiacevolissima serata trascorsa all’insegna del vivere con poco a casa di Alberta. Era presente un bel gruppetto dei GAS della zona. Si è instaurato subito un bel dialogo sulle diverse opportunità di fermare lo spreco, la crescita, il consumo sfrenato alla volta di nuove possibili soluzioni e soddisfazioni. Abbiamo raccontato della nostra eco-editoria fatta di scarti, delle diverse pratiche conviviali che abbiamo sperimentato negli anni, come la gratuità, la chiave della complicità, il baratto, i coffee dream, le cene a rotazione, gli orti condivisi, le liste del riuso… Ma è stato inevitabile, poi, soffermarsi anche sulla questione animale per toccare con mano il cinico, violento ed inquinante impatto di ogni prodotto che sfrutta esseri senzienti.E’ emerso con chiarezza il desiderio generalizzato di cambiare, di invertire la rotta, ma anche le difficoltà che queste scelte in controtendenza comportano. Abbiamo tentato di dimostrare quanto le difficoltà siano più che altro nella nostra testa, nelle nostre abitudini, nei nostri condizionamenti. Abbiamo tentato di trasmettere ottimismo e desiderio di ribellione nei confronti dell’inevitabile appiattimento che ci vuole rassegnati consumatori, utenti obbedienti, e mai soggetti che sanno e desiderano condividere convivialità con passione, che posso cambiare tutto, ma proprio tutto, con i mezzi, le intelligenze e le sensibilità che, qui e ora, hanno liberamente a disposizione.Ringraziamo Alberta per aver messo a disposizione la sua casa e per aver offerto magnifici dolcetti vegan crudisti e una torta carote e noci, senza contare il cioccolato equo offerto da Silvana.
DOMENICA 19 OTTOBRE
DAL MATTINO ALLA SERA A SAN SEVERINO (MC)
foto mercatino

Potremo chiacchierare di veganismo e antispecismo!

E’ un contesto piacevole e conviviale, un luogo immerso nel verde
dove i bambini e le bambine sono benvenuti.
Porta, se vuoi, del cibo vegan da condividere.
Noi saremo lì con i nostri libelli!
Sei interessato? Contattaci su troglotribe@libero.it e ti faremo sapere il luogo preciso dell’incontro
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A VARESE
SPAZIO SCOPRICOOP E
RISTORANTE NUTRYMENTO

Una piccola incursione antispecista a Varese.

Grazie all’aiuto di Gianluca e Luciana siamo entrati nello spazio Coop di Varese per parlare di antispecismo sottolineando la differenza fondamentale tra la convivenza e il dominio. Sono tante, infatti, le persone che guardano gli animai non umani senza accorgersi di essere fronte ad individui schiavizzati, usati e sfruttati. Ciò che passa la comunicazione mediatica è, invece, il solito inganno, la solita mistificazione che confonde la sottomissione con la collaborazione. L’affluenza non è stata oceanica, abbiamo raccontato l’esperienza di convivenza con le api che si sono “accasate” tra l’imposta e la finestra di casa nostra e il dibattito si è poi sviluppato con interessanti risvolti critici sulla “carne felice”, sulla sofferenza individuale connessa a quella collettiva e, come sempre, sul messaggio del concetto di liberazione animale ed umana.

In serata, invece, siamo intervenuti all’interno di un ristorante vegan con una strategia differente. Alberto e Rosy, i gestori di questo locale davvero accogliente e curato, si sono avvicinati ai tavoli dei loro clienti chiedendo se potevano essere interessati ad uno scambio di opinioni con delle persone che avevano rivoluzionato la loro esistenza dopo avere approfondito la questione animale. E’ iniziato così un piacevole e frizzante scambio di opinioni, il tavolo interessato si è allargato perché anche altri clienti si sono uniti alla chiacchierata. La maggioranza degli intervenuti si stava avvicinando al veganismo con una curiosità ed un interesse legato fondamentalmente alla questione salutista. Mentre la parola antispecismo risultava praticamente sconosciuta. Introdurre l’argomento ha destato comunque interesse e anche un certo stupore. Ad ascoltarci c’erano coppie e giovani famiglie che, in alcuni casi, si sono raccontate e appassionate alle argomentazioni che cercavamo di esternare. Un’incursione del tutto improvvisata, senza scalette, progetti o locandine, ed è stato proprio questo il bello! L’antispecismo che abbiamo cercato di descrivere rigetta ogni senso di colpa, ogni divisione in fazioni e si pone come un obbiettivo da raggiungere insieme, grazie al coinvolgimento e alla collaborazione.
Tutto questo è potuto accadere grazie al vulcanico attivismo di Gianluca e alla sensibilità e profondità di Luciana che da tempo lavorano sul territorio impegnandosi in prima persona. Ci hanno coccolato come le “loro” micie facendoci assaporare il calore, la bellezza e le indimenticabili risate dell’ospitalità antispecista.

A LUGANO
IN CORSO ELVEZIA 22
RISTORANTE IL RADICCHIO

lugano

Bello e intenso l’incontro di ieri organizzato a Lugano da Iniziative Gea perché l’immancabile e gustoso aperitivo vegano è stato davvero un contorno, un aspetto secondario che ha accompagnato letture, discussioni, informazioni, materiali, emozioni e nuove relazioni.
Abbiamo letto diversi frammenti tratti dai nostri testi antispecisti, abbiamo cercato di “parlare” con un linguaggio diretto, quello della poesia, della letteratura, della creatività, quello della nostra esperienza di vita raccontando in modo un po’ inusuale l’ingiustizia e la discriminazione che, come tutti, viviamo quotidianamente.
Si è creata un’atmosfera conviviale e, nello stesso tempo, impegnata e attenta. Le persone intervenute hanno mostrato particolare interesse cogliendo l’essenza del messaggio antispecista che prevede l’abbandono del giudizio e dell’identificazione, come quello dell’odio e della superiorità. Sempre di più, girando in diverse regioni e nelle situazioni più varie, ci accorgiamo di quanto sia importante puntare sul coinvolgimento emotivo di chi ci ascolta, sulla sua disponibilità a lasciarsi emozionare da un messaggio realmente nuovo, realmente differente rispetto alle solite vecchie dinamiche che prevedono vincitori e vinti, superiori e inferiori.
Durante l’incontro una radio svizzera ci ha intervistati, quindi, con un veloce e appassionato botta e risposta, abbiamo raccontato nuovamente la nostra avventura eco-editorial-creativa-antispecista. Speriamo che si diffonda nell’etere e che possa contribuire ad un altro piccolo passo verso l’inevitabile Liberazione Animale.
Grazie di cuore a Silvia, a tutto lo staff di Iniziative Gea che ha organizzato e voluto questa serata speciale e grazie anche a Serendipity per la sua indimenticabile pasticceria.

MIVEG 2

MiVEG è un festival di due giorni dedicati completamente agli animali e a coloro che vogliono scoprire il crescente movimento culturale ed etico basato sul loro rispetto.

E ci saremo anche noi con i nostri libelli creativi, i nostri libroidi mutanti, i nostri libri in stampa digitale e il nostro nuovo Romanzo Vegan dedicato agli animali. Come sempre tutti autoprodotti.

INGRESSO LIBERO
CONFERENZE VEGAN
CONCERTI VEGAN
RISTORANTI VEGAN
SPAZIO BAR VEGAN
EVENTI VEGAN

PER INFO E PER VISIONARE IL PROGRAMMA
http://miveg.org/miveg/

locandina casa Payer copia

Ad un passo dal bosco, invitiamo tutti e tutte a questo incontro di Eco-Editoria Creativa. Faremo insieme un piccolissimo libello e poi potremo chiacchierare e scambiarci opinioni e impressioni sul meraviglioso mondo dei libri, del self-publishing e anche della scrittura. Naturalmente ci saranno i nostri eco-libelli in mostra da sfogliare, annusare, leggere…Un’insolita esperienza editoriale che vi racconnteremo con il contorno di un merenda vegan!

locandina strafelice perugia copia

Fra musica e cibo una bella giornata di inizio estate da non perdere!
Prima di gustare il ricco buffet vegan e il sound dei Radha-Dub System, per chi vuole saperne di più, faremo un piccolo intervento (a ingresso libero) dal titolo, appunto, Vegan: una scelta strafelice! Come contorno: la nostra microeditoria creativa sulla questione animale.
Intervento ore 19,30 ingresso libero
Cena + concerto ore 20 euro 20 prenotarsi al 3925311850 Teresa

locandina letture bestiali perugia

Al caffè Morlacchi di Perugia, durante l’oramai consolidato aperitivo vegan del mercoledì, ci siamo inseriti con una serie di reading in favore degli animali. All’inizio, il pubblico era costituito da un gruppetto di vegan con il quale abbiamo avuto il piacere di chiacchierare e confrontarci sulle rispettive posizioni, ma poi, dato il passaggio e le porte aperte, diverse persone si sono fermate anche all’esterno per ascoltare storie di canili, storie di cacciatori a cui capitavano strane e ripetute disgrazie, storie di animali selvatici e di balene innamorate. Ogni piccola storia, frammento, poesia, tratta dai nostri libri, veniva preceduta da una brevissima introduzione con la quale si cercava di dare spunti e spinte verso un pensiero antispecista, verso la possibilità di instillare qualche dubbio sulla normalità dello sfruttamento animale.

Un sentito ringraziamento a Marisa e a Guido che ci hanno ospitati e che hanno reso possibile questo piccolo evento al Caffè Morlacchi, proprio nel cuore di Perugia.

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Nella sala dell’Associazione Argonauta abbiamo parlato di veganismo etico ad un pubblico piuttosto coinvolto che, in buona parte, ancora non conosceva le argomentazioni salienti della questione animale.
Una piacevole dimostrazione dell’interesse che sta vivendo oggi il veganismo ci è stata fornita ancor prima di cominciare. Un ragazzo, passando in bicicletta, ha chiesto dove si teneva una conferenza sulla meditazione e, dopo avergli risposto che noi, invece, stavamo cominciando a parlare della questione animale, ha deciso di fermarsi, per poi partecipare attivamente all’incontro.
Come sempre, abbiamo cercato di esporre e proporre una visione che evadesse dal concetto di dieta alimentare per affacciarsi a quello di ingiustizia. Ci pare, infatti, che il veganismo stia oggi vivendo una fase molto delicata perché sempre più persone ne sentono parlare, ma le sue forti motivazioni, i suoi aspetti di rottura nei confronti della società specista fondata sul dominio, vengonno spesso taciuti e dimenticati.
Ci sono stati diversi interventi che hanno dato origine anche ad un breve dibattito ed abbiamo notato che l’interesse per le motivazioni etiche esiste e che, spesso, affrontate in maniera un po’ più approfondita (cercando anche di cogliere le connessioni tra sfruttamento umano e sfruttamento animale), risultano, per molti e molte un’interessante novità.
Al termine abbiamo estratto a freddo succhi vivi di mela, carota, sedano, arancia…un aperitivo che è stato gustato con vero piacere!
Ringraziamo l’Associazione Argonauta che ha dato la disponibilità della sala sperando in un prossimo incontro e, soprattutto, nella partecipazione dei suoi soci.
Un caloroso ringraziamento ad Annamaria che si è occupata degli aspetti logistici ed organizzativi e, come sempre, ci ha accolti a Fano ospitandoci e rendendo possibile questo piacevole incontro.

 

cani umani torino locandina copia

E’ stato davvero un piacere chiacchierare con Jlenia e l’asinello Jhonny del Rifugio del Cane Vagabondo! Per tutto il tempo in cui la nostra amica ci spiegava come era nato questo luogo che ospita una cinquantina di cani suddivisi in diversi settori dove riescono a convivere senza la necessità di rinchiuderli nei box come avviene normalmente nei canili, Jhonny ci stava accanto prendendo carezze e “pretendendo” coccole. Poi, incuriositi dalle voci, sono arrivati anche i sei pony, salvati perché, come al solito, quando nei maneggi non servono più a far divertire i bambini, sonno destinati al macello. Jlenia è un’attivista antispecista, collabora con Oltre La Specie e “si sdoppia” anche per sostenere un altro rifugio nelle vicinanze. Insieme a lei, c’erano anche Giorgio e Giorgia che abitano al rifugio e se ne occupano quotidianamente. Il lavoro è tanto e anche pesante. Ci sono anche nove cavalli, di cui uno di ben trentaquattro anni! Un altro, di razza e per questo considerato di valore, era destinato all’equitazione, ma a causa di una malformazione lo avrebbero presto abbattuto. E’ stato curato al rifugio e oggi, anche se un po’ dinoccolato nei movimenti, se la cava alla grande. E comunque, tutti gli animali del rifugio sono stati salvati da situazioni difficili. Abbiamo conosciuto un maiale enorme e la mucca Agostina che è stata formalmente dichiarata animale d’affezione e, a quanto ne sappiamo, è forse uno dei primi casi in Italia e potrebbe essere un felice precedente! Poi galline, oche, tacchini e una capretta da poco arrivata.
Questo rifugio, nato per i cani, ha cominciato ad accogliere anche altri animali. Quest’anno sono anche riusciti a fare un grande orto e già c’erano patate quasi in fiore, insalate e stavano per piantare i fagiolini. L’ottima idea è quella di riuscire a vendere la verdura per sostenere gli animali.
E’ stato bello chiacchierare con loro e notare quanto stiano cercando di sganciarsi dal classico concetto di canile. Abbiamo parlato anche di quanto i cavalli abbiano subito nel corso della storia e di come, finalmente, dovremmo cominciare a restituirgli, per una questione di minima giustizia, un po’ di tranquillità e di libertà. Noi speriamo con tutto il cuore che questi cavalli non saranno mai più cavalcati!!!
Un appello a chi abita a Torino e dintorni. Jlenia e gli altri hanno bisogno di aiuto. Quindi chi desidera dedicare del tempo agli animali può andare a trovarli e rendersi utile. E’ un ambiente molto accogliente, gli umani sono molto disponibili e sensibili, e gli animali, come sempre, tutti belli, curiosi, vivaci…
Ancora grazie a tutti e tutte loro per aver ospitato questo nostro piccolo incontro! Ci torneremo…

 

voce alta locandina quinta tappa copia

Già in cucina, mentre tagliavamo i pomodorini per le bruschette e si lavavano i pentoloni, con Arianna e Viviana è partito il dibattito su quanto possa rivelarsi controproducente usare l’argomentazione del salutismo. Si è discusso anche in seguito al nostro articolo “La febbre del salutismo vegan” che ha animato il desiderio di approfondire e confrontarsi pure durante la cena. Non c’è che dire: un argomento che, oggi, parlando di antispecismo, è quasi impossibile evitare!Una delle testimonianze di Antispecismo ad Alta Voce è stata davvero inusuale e spiazzante. Un ex cacciatore, infatti, ha raccontato come, ad un certo punto della sua vita, con la morte del suo amico cane, abbia visto crollare il castello specista che lo faceva sentire forte e sicuro solo perchè poteva contare su un arma. Ha visto, tutto insieme, la follia di ciò che stava facendo, ed è diventato vegan e antispecista.Considerando che il prossimo è l’ultimo (per quest’anno) dei Mercoledì ExtraOrdinari, cogliamo l’occasione per ringraziare le ragazze che li hanno ideati e organizzati. Incontri davvero Extraordinari, che si sono protratti settimanalmente! E non semplicemente una cena vegan alla settimana all’interno di un circolo arci di Torino, ma sempre, un’occasione unica per presentazioni, proiezioni, dibattiti, testimonianze, confronti, circolazione di informazione e cultura sulla questione animale. Si è trattato di un lavoro meraviglioso e potente proprio per la costanza e la continuità, proprio per le opportunità che ha generato. Noi abbiamo avuto il piacere e il privilegio di partecipare a due mercoledì. Uno sulla nostra editoria animalista e antispecista autoprodotta e, questa volta, con Antispecismo ad Alta Voce.E mentre si discuteva di antispecismo, liberazione animale, salutismo, movimento collettivo dal basso e tanto altro, si è introdotto il dessert: la Pizza Sette Sfoglie Cerignolana! Una ricetta del ‘700 realizzata in una meravigliosa versione vegan da Viviana e sua nonna. Pur muovendoci felicemente sulla strada del crudismo, abbiamo miseramente e ripetutamete ceduto a quell’impareggiabile delizia! Comunque continuiamo.

E continua anche Antispecismo Ad Alta Voce, chi si offre per la sesta tappa?!

Un grande ringraziamento anche a Marina, Rocco e Andrea che ci hanno ospitati a casa loro rendendo possibile anche questo incursione torinese

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Questa quarta tappa di Antispecismo ad Alta Voce è stata baciata da uno splendido sole nel magnifico contesto del Reasonanz di Loreto. Una festa partecipata, e Federico del circolo ci ha invitati a tornare con altre iniziative e incontri sul tema.
Di sicuro, la piacevole musica che si spandeva per tutto lo spazio all’aperto (con mitica vista sul mare), ci ha “costrett* ad usare una voce altissima, ma, appunto, ad altissima voce, siamo riuscit* a raccontare le esperienze, i dubbi e le soddisfazioni che ci hanno condotto e ci conducono tutti i giorni all’antispecismo. Matteo, amico con il quale stiamo condividendo fortemente questi passi antispecisti, purtroppo, a causa di un forte mal di gola, non ha avuto la possibilità di intervenire e di raccontare le sue esperienze.
Anche considerando la lettera aperta che abbiamo da poco pubblicato https://troglovegan.wordpress.com/opinioni-di-un-vegan/ (e che è stata condivisa da centinaia di persone, soprattutto grazie a LA VERA BESTIA che l’ha sostenuta pubblicandola) abbiamo insistito sulla necessità, soprattutto in questa delicata fase in cui si trova il concetto stesso di veganismo, di assumere una posizione chiara e definita sulle motivazioni etiche e politiche di tale scelta. Abbiamo insistito sugli aspetti che legano indissolubilmente la liberazione umana alla liberazione animale e su quanto, proprio per questa ragione, il reale obbiettivo sia quello di opporsi allo specismo (ancora radicato in tutt* noi, anche se siamo vegan) che poco ha a che fare con il cambiamento di una dieta alimentare. Alcun* hanno trovato nuove queste argomentazioni pensando, come spesso accade, che il problema fosse legato soprattutto alla dieta o alla compassione.
Ne approfittiamo anche per rivolgerci a chi si attiva sul territorio marchigiano invitando a tenerci in contatto per creare occasioni e spunti di crescita comune, per dar vita e spazio a socialità, cultura e informazione tesi al superamento dello specismo.
Antispecismo Ad Alta Voce continua! La quinta tappa sarà a Torino al circolo Arci Bazura, un luogo dove ogni mercoledì, si tiene una cena vegan abbinata ad un incontro, una presentazione, una proiezione, un dibattito ecc… sulla questione animale. Un appuntamento fisso con le straordinarie ragazze dei Mercoledì ExtraOrdinari!

locandina attiviamoci copia

Ringraziamo Emanuele per aver permesso, all’interno della sua “Abbuffata vegan alla carlona”, un dibattito sulla questione dell’attivismo animalista e antispecista. Il numero di presenti davvero incoraggiante (una sessantina di persone quasi tutte vegan della zona di Ancona) ci ha spinti a chiedergli di poter porre la questione del “come ci stiamo muovendo” e del “dove stiamo andando”. E lui ha accettato con entusiasmo.

Il dibattito, senza tanti giri di parole, si è immediatamente e irrimediabilmente incentrato sulla questione del salutismo. Nonostante gli esempi, le citazioni e le argomentazioni che abbiamo esposto e che conosciamo tutti grazie ai primi filosofi antispecisti come Singer e Regan, fino a quelli odierni come Reggio, Maurizi, Trasatti, Filippi (citiamo i primi che ci vengono in mente di getto) , nonostante i tentativi di esporre e proporre le basi fondanti di tutti i movimenti di liberazione animale che mostrano con chiarezza quanto questo aspetto del salutismo sia fortemente antropocentrico e specista perchè incentrato esclusivamente sul benessere umano, la tesi della quasi totalità degli interventi era la seguente: siccome le persone non possono essere avvicinate con questioni così forti come l’antispecismo, ma anche come la questione prettamente etica (che in effetti è patrimonio animalista), risulta indispensabile, importante e producente continuare a sensibilizzare soprattutto sulle virtù salutari della dieta vegana.

Notiamo con disagio e disappunto che i tanti errori commessi nel passato dal movimento animalista si stanno riversando rovinosamente nel nostro quotidiano di oggi. Oggi siamo di fronte alla disfatta dell’attivismo animalista che si è trasformato in una sorta di dispensazione di consigli dietetici (tra l’altro forniti, quasi sempre, da persone impreparate che poco conoscono la scienza della nutrizione. Tra l’altro senza considerare la precarietà di tale argomentazione per sua natura controversa, visto l’esistenza di tanti nutrizionisti vegani che sostengono che solo il cibo crudo sia salutare), di consigli culinari, di preparazione di cene-pranzi-aperitivi vegan fine a se stessi, una sorta di diffusione di informazioni su ristoranti, pizzerie, bar e spacci di prodotti vegani. L’obiettivo primario e principale, che una volta era quello di mostrare l’ingiustizia insita nella sofferenza animale, nella follia della discriminazione di tutte le popolazioni animali, si è offuscato in nome della veganizzazione di massa. Ciò che conta è dimostrare che il vegan fa bene, che si può vivere e che si possono avere tanti ristoranti e tante aziende che forniscono prodotti vegan.

Alla domanda se si riteneva possibile concretizzare la liberazione animale nelle nostre società, così come sono strutturate oggi, quasi tutti hanno risposto di no, che non era possibile. Ne abbiamo quindi approfittato per lanciare piccole provocazioni sull’opportunità di allargare le istanze del movimento animalista. Abbiamo insistito sostenendo che, come logica conseguenza, questo movimento avrebbe dovuto occuparsi anche di come cambiare questa umana società, proprio per rendere la liberazione animale attuabile. Le reazioni, per brevi tratti, sono state tra l’incuriosito e l’interessato, ma la mannaia del salutismo non ha tardato a decapitare ogni tentativo di deviare repentinamente l’attenzione verso qualcosa che non fosse la veganizzazione di massa.

Notiamo con disappunto e disagio che questo atteggiamento parte, soprattutto, da una sostanziale sfiducia nel prossimo che “non è abbastanza maturo, sensibile, empatico, intelligente per comprendere, da subito, la questione etica, figuriamoci quella antispecista” Ci si sente arrivati solo perché vegan, solo perché è stata effettuata una scelta alimentare. Si finisce per confondere la liberazione animale con la salute umana, l’animalismo con l’antispecismo, l’etica con l’ecologia, l’attivismo con la spiritualità, si finisce per illudersi, in questo caotico marasma inconcludente, che, in fondo, tutti stiamo andando nella stessa direzione. Senza neppure accorgersi che, dall’altra parte, si stanno fregando le mani e spartendo la torta del nuovo businnes vegan.

La sera, tornando a casa, ci siamo sentiti proprio come quando, più di dieci anni fa, facevamo i primi banchetti su veganismo e questione animale: immersi in un deserto. Ieri un deserto onnivoro, oggi un deserto vegan.

La domanda che ci poniamo (e che poniamo solo agli antispecisti e agli animalisti liberazionisti), allora, è la seguente: questo veganismo fondato su istanze prettamente salutiste e consumiste, questo veganismo che non vuole e non desidera puntare direttamente sulle questioni etiche politiche e sociali, questo veganismo incarnato dalla maggioranza delle persone vegan, deve essere abbandonato completamente nelle sue tristi derive rassegnate? Possiamo permettercelo? Ha senso insistere?

FastFoodNation AL MALATESTA

Un caloroso ringraziamento a Matteo e a tutto il gruppo Malatesta di Ancona dove, per la seconda volta, siamo riusciti a porre la questione dell’antispecismo cercando di fornirgli quel respiro e quella continuità indispensabili alla sua crescita.

La proiezione del film Fast Food Nation è stata seguita con attenzione e ha dato la possibilità di innescare un dibattito partecipato e vivace. Alla fine del film ci si è subito concentrati sul fenomeno fast-food, sulle sue origini, su come la sua crescita rapidissima partita dagli anni ‘60 abbia rivoluzionato il mondo della ristorazione portando una massificazione ed un condizionamento agito su diversi piani. Subito dopo abbiamo cercato di mettere in luce le forti attinenze (che in questo film erano evidenti) tra lo sfruttamento di tutti gli umani coinvolti nella macellazione, smontaggio e preparazione dei corpi animali utilizzati per fabbricare hamburger, e lo sfruttamento di milioni e milioni di bovini. È stato inevitabile notare l’esistenza di una catena del dominio in cui spesso la vittima è anche carnefice. L’urgenza e l’opportunità di favorire e innescare la nascita di un movimento politico (di liberazione generale) che ponga le sue basi, non tanto ed esclusivamente su singole istanze, ma proprio sul concetto di dominio, è stato considerato con attenzione e interesse. Certo, non sono mancate le difficoltà nel cercare di inquadrare le possibili “alleanze” i possibili “ponti” di comunicazione! In effetti, il dibattito, ancora si infervora e si gioca e a volte, purtroppo, s’impantana, sul titanico condizionamento specista che dimentica di considerare il non umano come l’altro sé, finendo così per cedere ad una visione della “tolleranza” parziale e antropocentrica. Ma è qui che si gioca la scommessa e, anche questo incontro lo conferma, il terreno realmente fertile è quello libertario. È proprio qui, infatti, che nascono i nuovi fermenti, che si espandono quelle istanze che preludono a reali cambiamenti. In effetti, molti dei presenti, erano persone già impegnate in diversi movimenti di liberazione, e il confronto con chi pone la questione animale come l’indispensabile base di partenza, ha dato frutti incoraggianti. Di conseguenza, ci appare sempre più chiaro come, il nostro sforzo, oggi, dovrebbe concentrarsi, sempre di più e sempre meglio, nel far percepire all’esterno un veganismo e un animalismo fortemente etici, fortemente incentrati sulla questione della giustizia, ma anche fortemente consapevoli del loro inevitabile aspetto politico ancora troppo immaturo e incapace di muoversi autonomamente. Solo partendo dai nostri stessi errori, infatti, potremo avere un animalismo e un veganismo sempre più sconnessi dalla società fondata sul dominio, sul consumismo, sulla rassegnazione, sulla gerarchia. Tutti ingredienti che, ovviamente, rendono impraticabile ogni forma di liberazione.

 

locandina pascucci veg copia

Senza lo strepitoso intervento di Sabina queste letture per grandi e piccini in favore degli animali non sarebbero mai potute avvenire. E’ stata lei, infatti, vista la situazione, a portare il microfono e l’amplificatore e a comunicare ai passanti del centro commerciale che avremmo letto alcuni nostri racconti: La nota stonata e la balena innamorata, L’istrice e la rosa e Gli Artistogatti (storie di gatti artisti). Si è trattato di un tentativo molto al di fuori dai nostri metodi usuali per fornire messaggi vegan e antispecisti. Lo abbiamo effettuato all’interno di questo non-luogo come al solito caratterizzato da un pubblico disattento e annoiato di per sé, interamente proiettato agli acquisti e agli stimoli culinari. I piccoli, invece, hanno dimostrato come sempre una naturale curiosità e uno spiccato interesse nei confronti degli animali. Siamo quindi contenti dell’esperimento e, di sicuro, lo ripeteremo cercando altri luoghi, magari più attenti, più collaborativi e vivaci.

 

locandina lugo PER NOI

VEGAN ALL’ASSALTO DEI LUOGHI COMUNI!
Ma quando cammini uccidi le formiche!
Ma anche le piante soffrono!
Ma anche il leone uccide la gazzella!
RISPOSTE SERIE E CHICCHE DIVERTENTI PER SALVARSI DALLA STUPIDITA’
durante una superlativa cena preparata con l’estro e la cura dell’esperta cuoca vegan Evelina.

Grande cena vegan davvero stuzzicante e curata in tutti i particolari dalla bravissima Evelina. Con lei si è creata una piacevole collaborazione anche in cucina dove, oltre a dare una mano, abbiamo assistito in diretta alla preparazione delle straordinarie lasagne fatte in casa. Grazie al suo invito siamo riusciti a realizzare il nostro intervento durante questa serata che, di certo, non voleva essere solamente uno dei tanti momenti dedicati al palato vegan che dimenticano il lato etico. Quindi abbiamo dato vita ad un botta e risposta tra noi due trogloditi sui soliti luoghi comuni, sulle tipiche gabbie mentali che spesso impediscono una lucida visione sul significato etico e politico del messaggio vegan antispecista. Dato il contesto, abbiamo utilizzato un linguaggio spigliato, informale, attingendo a battute e frasi provocatorie, ma abbiamo infilato anche risposte concrete cercando di tratteggiare un veganismo per nulla salutista, per nulla esagerato o moralista, ma drasticamente proiettato a superare il vecchio e distruttivo concetto di antropocentrismo.
Una serata piacevole e completa, ben partecipata e decisamente apprezzata. Una cena ricca e significativa che è terminata con un dolce al cucchiaio cioccolatoso e supergustoso.
Grazie ancora ad Evelina per la cura e l’attenzione che dedica a questi eventi, davvero importanti perché aiutano a creare nuovi immaginari volti a nuove realtà possibili. E grazie anche a Corrado, come sempre molto gentile e disponibile, per la sua ospitalità.

voce alta locandina terza tappa copia

E’ un’iniziativa collettiva per dar voce a chi non ce l’ha (gli animali, gli ultimi, gli emarginati e tutte le vittime del dominio), per ascoltare le esperienze dirette di chi l’antispecismo lo vive quotidianamente. Tutti e tutte sono benevenuti per ascoltare, discutere e scambiare opinioni.

Più che altro, trovandoci tra attivisti, abbiamo scambiato opinioni cu come coordinarci e su come rendere più comprensibile ed efficace il messaggio antispecista. Ci siamo trovati tutti d’accordo sull’effetto sostanzialmente negativo che l’eccessiva attenzione al cibo vegan sta riscuotendo in questo ultimo periodo. Questa nuova dieta alimentare, infatti, sta oscurando le reali motivazioni che l’hanno fatta nascere, che hanno spinto, nel corso degli anni, migliaia di attivisti a diffonderla informando e sensibilizzando. Si tratta di una moda che sta spopolando e la risposta consumista da parte di un numero sempre più elevato di imprenditori non fa che perpetuare la società specista fondata sul dominio che, invece, dovremmo cercare di cambiare e superare.
Altro punto essenziale che abbiamo riscontrato è, comunque, l’importanza di introdursi in luoghi sempre diversi per introdurre, anche e soprattutto in modo inusuale (non solo conferenze, volantini ecc…), la questione etica e politica legata all’antispecismo. Perché, e anche qui ci siamo trovati d’accordo, è fondamentale creare dei ponti tra i movimenti legati alla liberazione prettamente umana e quelli più connessi ad una visione decisamente animalista.
Per finire abbiamo riscontrato un certo pessimismo, sicuramente non immobilista, chiaramente giustificato da forme di dominio sempre più generalizzate e sempre più infiltrate nella coscienza collettiva. Noi, però, restiamo ottimisti! Perché, pur notando le titaniche e innegabili difficoltà, muovendoci con queste nostre piccole incursioni, continuiamo a notare e a “sentire” un bel fermento, un sano desiderio di cambiare e di evolversi, un risveglio dell’empatia che, al di là dell’indispensabile consapevolezza politica, resta un ingrediente basilare che può fare la differenza.
Un caloroso ringraziamento a Deborah e a Maddalena che hanno preparato un meraviglioso buffet vegan confermando ancora una volta che si possono creare felici situazioni conviviali, non consumiste, volte all’approfondimento e al confronto.

voce alta locandina seconda tappa 2

La seconda tappa di Antispecismo ad Alta Voce è stata anche l’ultima di questa nostre incursioni liguri. Questa volta, in un’ampia palestra ad Aullla (MS), a raccontare le proprie esperienze dirette, ci sono state anche molte coppie. La coppia lesbica in cui una donna diventa vegan e comprende a fondo l”antispecismo partendo dall’amore. La coppia che vuole restare vegan anche quando sta per nascere una bimba, superando tutte le difficoltà create dalla famgila, dal pediatra…e con loro c’era anche la bella bimba felicemente vegan dalla nascita. La coppia che, già attenta alla questione animale, ha preso la decisione di cambiare e attivarsi dopo aver letto “Se niente importa”.

L’incontro si è aperto con un’introduzione di Lella che ne ha spiegato le finalità e gli obbiettivi e da Anna (dell’Associacizione antispecista Changing di La Spezia) che, in pochissime parole, ha spiegato il significato della parola vegan e della parola antispecismo. Molti dei partecipanti facevano parte di un GAS della zona, non erano vegan e non conoscevano l’antispecismo.  Ne è scaturito un dibattito che ha messo in maggiore evidenza quanto l’antispecismo non avesse nulla a che fare con il salutismo e l’animalismo vecchio stile.

Alla fine, dopo l’immancabile e delizioso spuntino vegan realizzatto secondo la mirabile dinamica “dell’ognuno porta qualccosa e si condivide quello che c’è”, molte domande, molte richieste di materiale informativo e molte risposte per chiarire dubbi e perplessità.

Un caldo e gioioso ringraziamento a Nico e a Marialuisa, una splendida coppia solare, ottimista e antispecista per averci ospitato e per aver condiviso le loro storie con noi, anche dopo l’incontro! Questi legami antispecisti ci dimostrano sempre di più che la liberazione animale avviene giorno per giorno, anche quando, incontrrandoci, condividendo, ascoltando e confidandoci liberiamo noi stessi mentre, almeno un po’, liberiamo anche gli altri.

 

INCONTRO TROGLODITA TRIBE

Al circolo Arci  Origami di La Spezia preparano, tutte le sere, cene vegan e vegetariane. Martina ci ha contattati per chiederci un piccolo intervento visto che eravamo già in zona. Anche qui abbiamo fatto dei reading e abbiamo sottolineato quanto la scelta vegan sia realmente strafelice, che va oltre la decrescita, il chilometro zero, l’ecologia, il consumo consapevole, l’acquisto solidale… perchè, prioritariamente, tiene in considerazione l’etica superando l’antropocentrismo, Cena sfiziosa e ambiente curato, ma l’acceso scambio di opinioni e l’approfondimento è avvenuto al tavolo di un gruppetto antispecista della zona. Abbiamo invitato a dare continuità a questo genere di eventi e cercare collaborazione per preparare e diffondere meglio le prossime iniziative per la liberazione animale.

Troglodita Tribe (1)

Al circolo Arci Randal di Sestri Levante (GE) abbiamo presentato il nostro libro La Fattoria (IN)felice – Animali e contadini. Un circolo appena nato e frequentato principalmente da ragazzi e ragazze dove è possibile suonare e assistere ad un notevole calendario di concerti. Silvia, che ci ha contattati, ha preparato l’evento con una cena popolare vegan durante la quale abbiamo lanciato diverse provocazioni letterarie. Quasi tutti i partecipanti erano giovani, molti vegetariani e nessuno conosceva il significato della parola antispecismo. Ne abbiamo approfittato per mostrare come la cultura contadina, proprio come la nostra, era caratterizzata da una catena del dominio dove, quasi sempre, le vittime erano anche dei carrnefici.

Al Circolo Randal hanno anche una radio libera e, così, ci hanno chiesto una breve intervista prima di cena. Ne abbiamo naturalmente approfittato per parlare delle connesssioni tra liberazione umana e liberazione animale e, naturalmente, per invitare all’approfondimento.

Five red paper flowers

Vegan in Cinque Parole a Bogliasco (GE) è stato un incontro caratterizzato dalla partecipazione di persone adulte (nessun vegan!), spesso con figli, che hanno ascoltato con interesse argomentazioni per loro del tutto nuove, visto che nella maggior parte dei casi eranno convinti che il veganismo fosse una scelta alimentare o, al massimo, un attteggiamento decisamente ed esclusivamente orientato ad un generico amore per gli animali. Gli accenni all’antispecismo che abbiamo tratteggiato quando è stata la volta della lettera A, hanno risposto a molte loro curiosità e, soprattutto, alle perplessità nei riguardi di un veganismo vissuto in chiave salutista o esclusivamente animalista.

Grazie a Paola che ha messo a disposizione il suo studio fotografico, abbiamo potuto contare su un ambiente ampio ed accogliente dove poter allestire anche il rinfresco vegan preparato da Stefania e le altre ragazze del rifugio La Belle Verte per raccogliere fondi necessari al mantenimento dei tanti animali salvati che lì soggiornano. Ed è stata proprio Stefania ad aprire l’incontro raccontando le attività del rifugio.

Un caldo ringraziamento va a Matteo e Davide che si sono occupati dell’organizzazione di tutto l’evento e che ci hannno ospitati nella loro bellissima casa arroccata sulle colline liguri. Anche loro ospitano diverse cavie da laboratorio salvate dal destino orribile che le attendeva e una straordinaria e piccola colonia felina. Matteo e Davvide mettono in scena dal 2004 uno spettacolo teatrale dal titolo “Quando hai un corpo che dice il contrario di quello che sei”. Uno spettacolo antispecista e antisessista contro la violenza di genere. Un esempio notevole di come l’attivismo antispecista possa essere agito nei modi e nei contestti più diversi.

Quest’incontro conferma quanto la questione animale stia destando un interesse sempre più grande e, quanto, nello stesso tempo, sia necessario attivarsi per meglio illustrarla e mostrarla nella sua complessità quanto nella sua urgenza.

locandina arci camalli copia

SPUNTI LIBERTARI VERSO LA LIBERAZIONE UMANA E ANIMALE

E’ grazie alla bellissima collaborazione con Alberto e Marilena che l’incontro al Circolo Arci Camalli di Imperia si è trasformato in una serata stimolante e ricca.In effetti, l’intento di queste nostre incursioni vegan antispeciste è proprio quello di lanciare dei ponti, collaborare e mettere in luce le profonde attinenze che intercorrono tra la liberazione umana e la liberazione animale. Abbiamo quindi introdotto la questione in un locale storico dalla cui finestra venivano chiamati i camalli (i lavoratori del porto), lo abbiamo fatto mentre, grazie alla sensibilità e all’interesse di Alberto, scorrevano sullo schermo immagini di umani e animali in gabbia (dalle carceri, agli zoo, dagli allevamenti ai CIE, dai campi di concentramento ai laboratori biomedici).

La cena vegan, ricca, gustosissima, popolare e ad un prezzo molto contenuto, ha dimostrato ancora una volta che in queste situazioni, in cui convivialità e impegno si mischiano felicemente, non sono necessari tofu, seitan o altre elaborate e costose pietanze da alta cucina, Durante le portate, poi, abbiamo lanciato pillole poetiche, provocatorie ed ironiche per introdurre la questione animale in modo differente rispetto ai soliti schemi.

Determinante è stata anche la presenza dei Vegani Erranti di Savona che, con i loro interventi, hanno arricchito e vivacizzato notevolmente la serata stimolando il dibattito che si è protratto a lungo. Siamo davvero felici di questa prima tappa ligure, abbiamo incontrato persone speciali e interessate a cambiare la propria vita in direzione della liberazione animale. Abbiamo rivisto anche una cara amica che, proprio quel giorno, ha arricchito la sua numerosa famiglia di pelosi con una nuova cagnolina senza una zampetta, farà compagnia a Monroe, il mitico piratino biondo (senza un occhio) che le portammo tempo fa con una staffetta dall’Abruzzo.

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Trovandoci in Toscana abbiamo avuto l’opportunità di entrare in contatto con Associazione di Idee, un gruppo antispecista di Grosseto. E visto che organizzavano una cena per finanziare le loro attività in favore degli animali, abbiamo pensato di partecipare collaborando con un piccolo contributo in pillole letterarie da leggere durante le portate. Abbiamo iniziato con uno straordinario antipasto crudista, da noi particolarmente apprezzato perchè, combinazione, da poco siamo diventati crudisti.  La cena, comunque, caratterizzata dall’abbondanza dell’ottimo cibo vegan e da una buona partecipazione, è stata intervallata da un raccontino crudele di Humor Nero (Il Macellaio), da una Minestra Animalista (un testo sperimentale che utilizza il linguaggio delle ricette con assonanze e giochi di parole) e da una Pseudopoesia sulla liberazione animale. L’attenzione è stata soprattutto catturata alla fine del Macellaio, quando Lella ha fatto notare, con cifre e descrizioni, quanto la realtà fosse più crudele del crudele raccontino (peraltro diabolicamente splatter!). Abbiamo notato che l’utilizzo di approcci insoliti, che tendono a creare un effetto di straniamento, che non puntano, da subito, sulla spiegazione esplicita di concetti filosofici o etici, nè si rifanno ai soliti video densi di morte e sofferenza reale, sortiscono una certa curiosità catturando l’attenzione e inducendo poi un desiderio di approfondire, di conoscere un po’ meglio la questione animale.

In effetti, molte persone, dopo aver cenato, si sono avvicinate al banchetto dove esponevamo diverso materiale vegan e antispecista autoprodotto con la tecnica dell’Eco-Editoria Creativa (ma anche in stampa digitale) per chiedere spiegazioni, per intavolare brevi discussioni, soprattutto mostrando un vivo interesse e il desiderio di saperne di più.

Ringraziamo i ragazzi e le ragazze (tutt* splendid*!!!) di Associazione di Idee per il loro lavoro e il loro non sempre facile impegno sul territorio, per averci accolto con calore e per aver accettato di sperimentare con noi nuovi e diversi modi di attivarsi per la liberazione animale.

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ANTISPECISMO AD ALTA VOCE

Antispecismo ad Alta voce è un esperimento sempre in movimento che cerchiamo di proporre nei luoghi e nelle situazioni più diverse
Lo scopo è quello di dare voce all’antispecismo, ma di farlo attraverso le persone che lo vivono e lo sentono come parte integrante e irrinunciabile della loro esistenza.
Proprio per questo motivo la voce dell’antispecismo, non l’affidiamo a conferenze, a dibattiti a presentazioni di un libro (eventi peraltro indispensabili e proficui), ma alle storie personali di individui che si mettono in gioco. Persone che scelgono di farlo raccontando che cosa è accaduto nella loro esistenza quando hanno riconosciuto l’alterità animale, quando non hanno più potuto, nonostante i profondi condizionamenti e le forti pressioni della società specista in cui noi tutti e tutte abitiamo sin dalla nascita, continuare a dare il loro consenso, e hanno deciso di fare quel piccolissimo passo iniziale che consiste nel diventare vegan.

PRIMA TAPPA
2 Marzo 2014
“Libereria” AmiatAutogetita
Arcidosso (GR)

L’incontro si è aperto con un aperitivo vegan quasi crudista di alto livello che è stato offerto dagli organizzatori dell’evento. Noi abbiamo portato l’estrattore di succhi vivi spiegandone le caratteristiche e abbiamo offerto cocktail vegetali di arance, mele, carote… Ma naturalmente non è mancato il vino autoprodotto.

Ha cominciato Lella con una breve introduzione durante la quale ha tenuto a precisare quanto il senso della nostra presenza non era da ricercare nel tentativo di convincere qualcuno sulla necessità di diventare vegan, né tantomeno quello di convertire o indottrinare chi desiderava ascoltare, ma solo quello di condividere delle esperienze personali, solo quello di approcciarsi alla questione animale con un piglio differente, più intimo, più che altro orientato al racconto, all’esposizione delle emozioni, dei dubbi, delle difficoltà e delle soddisfazioni provate da chi ha cominciato a camminare sulla strada dell’antispecismo.

Il posto che ci ha ospitati (un grazie a Lorenzo!) è la Libereria AmiatAutogestita, una realtà impegnata sul territorio nelle lotte contro la centrale geotermica della zona e che promuove iniziative autogestite.
Dopo l’introduzione, come convenuto, Paolo di Associazione d’Idee, il gruppo antispecista con il quale abbiamo organizzato l’incontro, ha riferito sul loro impegno e sulle loro iniziative sulla questione animale e ha spiegato il significato di questa fantomatica parola, antispecismo, in modo da fornire le basi fondamentali per comprendere meglio il tenore degli interventi successivi.

Grazie al contributo di Lucia, Elena, Giovanni e al nostro (Fabio e Lella), i racconti si sono susseguiti in un crescendo di ricordi, impressioni, momenti di dubbio e scoraggiamento, come di grande soddisfazione. Soprattutto, però, si è notato quanto ogni percorso personale è caratterizzato da situazioni completamente differenti tra loro. Chi è arrivata all’antispecismo dall’impegno sociale, chi dal movimento delle donne, chi perché fortemente refrattario ad ogni genere di autorità e di ingiustizia, chi perché si è reso conto improvvisamente delle incredibili collusioni dello sfruttamento animale con il controllo delle grandi corporation che dominano il pianeta, o chi perché segnato sin dall’infanzia da una profonda emozione nell’incontrare da vicino l’incredibile bellezza e fascino di un animale.
Non è mancato l’intervento insistente, infastidito, irritato e innervosito di chi con il noioso “Ma anche le piante soffrono…” ha rallentato un sereno scambio di opinioni tra coloro che partecipavano con interesse. È infatti risaputo che tutti i vegan, soprattutto gli antispecisti, con i loro lanciafiamme posteggiati nel soggiorno, bruciano foreste, prati, boschi, vasi di gerani e, soprattutto, osano mangiare insalata, spinaci, cavolfiori….
A parte gli scherzi, nel suo complesso, l’incontro è stato interessante, a tratti emozionante e costruttivo. È servito ad entrare in confidenza con persone che hanno imboccato la nostra stessa strada, è servito ad aprirsi, a mostrarsi senza paura, a confidare anche i dubbi e le perplessità. È servito a rimarcare le differenze e, soprattutto, più che a spiegare l’antispecismo, è servito a mostrare il cuore e la testa delle persone che sentono di avere una sensibilità antispecista. E quindi lo rifaremo! Proponiamo già a chi è interessato, a chi è interessata, di contattarci per progettare la prossima tappa di Antispecismo ad Alta Voce!

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locandina vegan in 5 parole aperitivo

 

locandina malatesta copiaUna lunga e proficua incursione vegan antispecista fra Ancona e Osimo.
Prosegue così il nostro tentativo di contaminare, di allargare l’onda antispecista indispensabile per la nascita di un reale movimento di liberazione generale.
Grazie a Nazzareno e a Sabrina che ci hanno ospitati e a chi si è impegnato per contattare i vari luoghi delle incursioni, tra giovedì 13 e domenica 15 dicembre 2013, siamo riusciti ad introdurci in un circolo arci, in un gruppo anarchico e in un b&b vegan dove, con diverse modalità, abbiamo introdotto la questione animale senza mai dimenticare le sue profonde attinenze con la liberazione umana.

Purtroppo al circolo Arci Glue-lab, a causa di cambiamenti intercorsi all’ultimo momento e ad intoppi organizzativi, non è stato possibile diffondere adeguatamente l’evento, di conseguenza abbiamo riscontrato una scarsa affluenza. In ogni caso le persone intervenute hanno partecipato al dibattito avvicinandosi alle 5 parole che iniziavano con le lettera del termine Vegan: vita, empatia, giustizia, antispecismo, no!. Un incontro che cercheremo di riproporre in altri contesti. Speriamo comunque di poter essere nuovamente ospiti di questo accogliente locale dove certamente sarà possibile dar vita ad un incontro più partecipato.

Nella sede del Gruppo Anarchico Malatesta di Ancona l’affluenza è stata buona. Quasi nessuno dei partecipanti era vegan e temevamo una certa ostilità nei confronti degli argomenti che avremmo trattato. In realtà, la notoria e impareggiabile apertura tipica dei veri anarchici e delle vere anarchiche, ci ha accolto sin dall’inizio creando un’atmosfera di profondo interesse e partecipazione. Ci siamo sentiti a casa, in una casa già profondamente e concretamente impegnata contro le ingiustizie, a favore degli ultimi. Molti dei presenti sono poi intervenuti dicendosi d’accordo con le teorie antispeciste, sottolineando come, la questione animale, così presentata, fosse un tale balzo in avanti rispetto ai concetti animalisti, che non permetteva più di ignorare la sua portata e la sua importanza. Ringraziamo soprattutto Matteo, che ha fortemente voluto e creduto nella opportunità di questo incontro che proseguirà certamente (ci stiamo già organizzando) in altre forme e con nuove e coinvolgenti modalità.

La terza incursione si è svolta ad Osimo presso il b&b vegan “La casa della luce dorata”. Qui abbiamo introdotto la questione animale partendo dalla nostra esperienza di volontari in un canile e cercando di mostrare come fosse proprio il concetto di specismo a permettere di prendersi cura dei cani e lottare contro il loro maltrattamento, proprio mentre si è complici della morte, delle amputazioni e della prigionia di molti altri animali non umani degli allevamenti. Ma è stato grazie agli interventi di Laura e Claudio (che hanno organizzato l’evento) che è stato possibile affacciarsi nel vastissimo ed affascinate mondo dei cani, che è stato possibile toccare con mano quanto siano degli individui con un linguaggio complesso ed elaborato, individui con una particolare organizzazione sociale, individui a tutti gli effetti dotati di coscienza, consapevolezza, intelligenza. Grazie alla loro professionalità e alla loro acutezza, almeno per un po’ di tempo, la barriera di specie che ci pone al di sopra di tutti gli altri terrestri, è stata inesorabilmente spazzata via. Questa felice sensazione di liberazione è durata poi per un bel po’, anche quando abbiamo assaggiato il delizioso rinfresco vegan preparato da loro, da Alice e Roberto.L’incontro ha visto una buona affluenza. Con Laura e Claudio stiamo elaborando nuovi incontri, nuove idee, nuovi progetti.

In linea generale possiamo affermare che l’idea antispecista riscuote parecchio interesse, soprattutto quando non si presenta come una superficiale istanza prettamente animalista, unicamente orientata verso la salute, l’ambiente, la dieta. Trattare l’antispecismo sottolineando anche la questione politica non è affatto un deterrente che complica e allontana, come molti pensano. In realtà, sottolineare le complesse sfaccettature che riguardano l’oppressione animale e che ci coinvolgono in prima persona, permette quell’indispensabile passo in più per trasformare il sentire empatico in una consapevolezza più completa rispetto all’ingiustizia.

Ci auguriamo di poter continuare e, soprattutto, che l’attivismo alzi sempre di più e sempre meglio il suo impegno abbandonando i vecchi schemi fondati esclusivamente sull’abbuffata vegan, come sulle argomentazioni salutiste e ambientali, come sugli inutili atteggiamenti estinzionisti e misantropi, centrandosi in modo chiaro e inequivocabile sulla necessità di una critica più ampia ai modelli di produzione, alla mercificazione dei corpi, alla crescita infinita che sono i capisaldi dell’oppressione animale e umana.

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vegan in cinque parole copia

EPSON scanner image

In occasione di
SEMI DI FUTURO
Fiera dell’economia solidale
e del consumo consapevole
Palazzo delle Esposizioni di Faenza (RA) Corso Mazzini n. 92.

Sabato 9 Novembre 2013 alle ore 12
nella Sala Eventi dello Spazio Agorà

leggeremo IL CACCIATORE
uno dei nostri raccontini crudeli di Humor nero
in favore degli animali.

Un vivace vegan-tour romagnolo!

Semi Di Futuro si è rivelata una bella occasione per riallacciare i rapporti con diverse realtà vegan della zona. Ci siamo introdotti in questa fiera dell’economia solidale con un reading di humor nero, il “nostro” cacciatore che ha ironicamente destabilizzato la tranquilla routine. Grazie alla fantastica ospitalità e disponibilità di Paola e Paolo siamo riusciti ad infiltrarci anche in un circolo Arci e in un centro sociale dove abbiamo portato le nostre cinque parole (una per ogni lettera della parola vegan) raccontando perché siamo vegan.. In un locale di Ravenna abbiamo presentato il nostro libro “La fattoria (in)felice” con l’accompagnamento di un ricco aperitivo vegan. Una presentazione tra amici che ha dato vita ad un fecondo dialogo e a nuovi rapporti. Siamo ormai lanciati con questa politica di piccoli eventi, di incursioni, di reading, di insinuanti e sottili obiezioni che penetrano nel tranquillo immaginario specista. Sempre più luoghi richiedono questi interventi alieni, sempre più attivisti inventano diversi modi per farsi sentire, per ridicolizzare la logica del dominio, per allacciare nuove alleanze, per mostrare e dimostrare l’incombere della liberazione animale.

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DOMENICA 3 NOVEMBRE 2013
durante l’Ecomercato che si terrà nello
Spazio Comune Autogestito
Via Gallodoro 68 ter Jesi Ancona
ci sarà una piccola incursione vegan antispecista!
Presenteremo
alle ore 19
il nostro libro autoprodotto

La nostra piccola incursione vegan antispecista si è conclusa domenica 3 Novembre nello spazio comune autogestito TNT di Jesi. Il tutto è cominciato dall’Ecomercato organizzato all’interno con la presenza dei 6VeganX e il loro lungo banchetto informativo pieno di volantini, opuscoli e libri. Poi, verso le 19, siamo arrivati per presentare il nostro libro “La Fattoria (in)felice”. L’evento ha visto una buona partecipazione sia a livello di numero che di interesse. Abbiamo smontato sin dalle prime battute, portando anche la nostra testimonianza diretta di vita in campagna basata sulle autoproduzioni, il vecchio mito bucolico e romantico degli animali felici di donare i loro prodotti, il vecchio mito del mondo contadino connesso alla natura e rispettoso del mondo animale. Un mito totalmente inventato, costruito ad uso dei nuovi consumatori che potranno illudersi di mantenere un atteggiamento etico pur continuando a consumare la “carne felice”, le uova di galline “libere” e tutti gli altri eufemismi inventati per mascherare la solita vecchia ingiustizia.

Lo spazio comune TNT è un luogo che testimonia e conferma una nuova ondata in cui, sempre di più, associazioni, circoli, gruppi e realtà di ogni tipo si interessano alla questione animale.

Un caldo abbraccio a tutte le persone che hanno partecipato! Siamo certi che la collaborazione con questo spazio comune porterà nuove iniziative legate alla questione animale, all’indispensabile necessità di una nuova socialità senza sfruttamento, senza crudeltà, una socialità che tenga sempre in considerazione gli ultimi, tutti gli individui (umani e non umani) sulla cui sofferenza, sfruttamento e morte si reggono le nostre società speciste.

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Spaventosamente bella la vegan cena horror di autofinanziamento del gruppo 6VeganX. Si è svolta all’agriturismo Le Chichine nei pressi di Osimo (AN).  Un luogo popolato anche da una cinquantina di animali (molti dei quali salvati) come oche, galline, pavoni, un cavallo e una pecora, piccioni, cani e una splendida micia. Alessia, molto disponibile e gentile,  ci ha raccontato che questo posto è vegan da circa un anno ed è stata proprio lei a porre le basi per questo magnifico e improvviso cambiamento che ha coinvolto tutta la sua famiglia. I 6VeganX organizzano cene vegan ottime e abbondanti e, soprattutto, molto partecipate anche da persone che si avvicinano per la prima volta al veganismo.

Subito dopo gli spiedini di seitan siamo entrati in scena per leggere uno dei nostri raccontini crudeli: Il Macellaio. Il tema horror della serata ha creato la giusta atmosfera per lanciarci in questo sottogenere di satira, lo humor nero, che serve a creare straniamento e a cercare di porre l’attenzione sullo sfruttamento animale in modo diverso dai canonici volantini, libri e video che, non sempre, riescono ad attrarre la dovuta attenzione.

Subito dopo il raccontino, che tra i vari protagonisti aveva anche un dito mozzato e sanguinolento di macellaio, per una diabolica coincidenza, è stato servito il dolce a forma di dito con tanto di unghia di mandorla e sangue alla marmellata di un bel rosso rubino.

Dopo cena abbiamo chiacchierato con Alice e Roberto dei 6VeganX convenendo tutti insieme sull’importanza e la necessità di espandere l’attivismo per la liberazione animale verso posizioni antispeciste che si discostino dalla vecchia concezione di un veganismo vissuto come scelta alimentare, ecologica, salutista. Solo così, in effetti, è possibile inquadrare il concetto di ingiustizia che ne sta alla base, solo così è possibile cercare di scardinare l’immaginario specista che, puntualmente, richiude tutte le gabbie che riusciamo ad aprire.

Vista la bella atmosfera, ci piacerebbe essere ancora insieme a loro per nuove collaborazioni.

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MERCOLEDI’ 16 OTTOBRE 2013

LocandinaBazuraottnov

Straordinario mercoledì ExtraOrdinario!

Il 16 ottobre siamo arrivati al circolo Arci Bazura di Torino nel bellissimo e meticcio quartiere di San Salvario. Arianna, Elisabetta, Paola e Viviana stavano preparando una cena vegan. Ci siamo subito uniti al gruppetto e abbiamo conosciuto anche la signora Maria del circolo. Introdursi in una cucina piena di cuoche vegan è sempre emozionante e stimolante. Si viene a creare, sin dall’inizio, una simpatica sintonia. E poi, in mezzo a besciamella vegan, ragù di seitan, flan di tofu, spiedini di seitan…insomma, tira una bella aria! Sai che stai preparando qualcosa di speciale per tante persone e, soprattutto, sai che nessuno soffrirà e morirà per questo. E allora è normale che venga a crearsi un’atmosfera vivace e piacevole.

Prima della cena abbiamo montato il banchetto con i nostri libelli creativi e le nostre autoproduzioni in stampa digitale, tutto su tematiche vegan e antispeciste. A sorpresa, abbiamo concordato con Arianna di lanciarci, tra una portata e l’altra, con dei reading. Così, subito dopo lo straordinario antispasto, siamo saliti sul palchetto e abbiamo presentato il primo raccontino crudele di humor nero dal titolo Il Cacciatore. Le tante persone presenti, allora, hanno gustato e assaporato cacciatori che cadevano dalle scale e morivano, che facevano partire un colpo e morivano, che si uccidevano a vicenda nei modi più assurdi e originali. La violenza dello humor nero non è mai di cattivo gusto perché gioca sull’esagerazione e sullo straniamento. Ci siamo limitati a fare in modo che i cacciatori si estinguessero da soli, senza vendette, senza odio, senza cattiveria…in santa pace! Abbiamo continuato, dopo le mitiche e sensuali lasagne, con Il Domatore. Domatori che venivano colti da un colpo al cuore, ma che non si potevano operare perché i medici scoprivano che non avevano un cuore. E poi, dopo lo speciale spiedino di seitan, abbiamo letto L’Avvelenatore. Un disastro di veleni e di avvelenatori che, per sbaglio, per paura, per follia, finivano per avvelenarsi a vicenda fino a scomparire per sempre da questo splendido pianeta. Ogni raccontino terminava con una breve nota: “Ma la realtà è più crudele del crudele raccontino”. Una nota che forniva i dati e i particolari di ciò che accade davvero agli animali vittime dei cacciatori, dei circhi e degli avvelenamenti.

Dopo lo sfiziosissimo dolce ai frutti rossi, abbiamo presentato la nostra editoria raccontandone la nascita e gli intenti. Abbiamo parlato delle nostre esperienze con l’attivismo e del modo in cui abbiamo coniugato l’editoria creativa, fatta di scarti cartacei, con l’impegno antispecista. Abbiamo sottolineato la necessità, che sentiamo da tempo, di offrire materiali che non siano esclusivamente dei trattati complessi, o dei punti di vista squisitamente razionali, ma che possano anche incidere, con la poesia, il collage, lo humor nero, le manipolazioni e i ribaltamenti delle icone pubblicitarie, sull’immaginario cercando di scardinare i vecchi luoghi comuni e le vecchie ingiustizie a cui siamo troppo abituati.

Verso la fine, presentando il nostro ultimo libretto: La fattoria (in)felice, si è aperto un piccolo dibattito con diversi e interessanti interventi in cui le persone hanno raccontato le loro personali esperienze.

Un mercoledì davvero extraOrdinario! Abbiamo ritrovato persone che non vedevamo da tempo, abbiamo potuto abbracciare persone con le quali avevamo solo un contatto virtuale, e grazie alle splendide Arianna, Viviana, Paola ed Elisabetta abbiamo partecipato direttamente ad un nuovo piccolo passo verso la liberazione animale.

I mercoledì al Circolo Arci Bazura in via Belfiore 1 a Torino continuano! Cene squisite e colorate, atmosfera intrigante, piacevole e mooolto interessante. Da non perdere!!!

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Domenica 21 aprile 2013 si è svolto a Bologna, presso la sala Marco Biagi in Via Santo Stefano 119, il convegno dal titolo Teoria e Pratica Antispecista, organizzato dall’Associazione Essere Animali.

Abbiamo partecipato con un tavolo con le nostre autoproduzioni.

Sergio Marchesi e  Lilia Casali hanno presentato l’evento introducendo i relatori e i loro rispettivi interventi.

Emilio Maggio ha affrontato una tematica poco dibattuta e poco approfondita: l’influenza del cinema sulla rappresentazione degli animali. In effetti occorre considerare che la rappresentazione è di fondamentale importanza per rendere manifesta la presunta superiorità della specie umana su tutte le altre. Il cinema in particolare universalizza l’idea di animale che viene posto ad un gradino più in basso di una scala gerarchica da tutti riconosciuta. Il cinema è in grado di lavorare sull’immaginario massimizzando la portata dello specismo. Sono stati proiettati diversi spezzoni di film che dimostravano come l’uso degli animali fosse regolarmente strumentale ad una visione specista.

Massimo Filippi, nel suo bellissimo intervento, ha illustrato la filosofia antispecista partendo dalle origini. Riportiamo solo le fasi che ci hanno maggiormente colpito. Per definire la strage subita dagli animali Massimo ha usato tre aggettivi. Enorme (50 miliardi di animali ogni anno, e solo quelli contabili. Per quanto riguarda i pesci, che non vengono contati ma pesati, si stima una cifra intorno al trilione). Orrorifica (tutti gli animali usati per l’alimentazione subiscono orrori di ogni genere, sono costretti ad una non-vita artificiale). Moltiplicativa (gli animali vengono moltiplicati ininterrottamente con il solo scopo di sterminarli. È come se in un campo di concentramento si continuasse ad imporre la riproduzione indefinita dei prigionieri allo scopo di continuare a sterminarli).

Particolarmente interessante è stato l’approfondimento sulla grande differenza che intercorre tra la violenza e il dominio. La violenza, infatti, è normalmente presente in natura (predazione) e l’antispecismo, di certo, non pretende di eliminarla dal mondo. Il dominio, invece, è la violenza istituzionalizzata, eretta a ideologia. La società specista è caratterizzata da una serie di pratiche che prevedono il potere ed il controllo sul corpo dell’altro da sè, del diverso.

Inoltre, è utile ricordare che l’oppressione animale percorre tutta la nostra storia, ma anche la preoccupazione, l’attenzione e la sensibilità nei loro confronti è sempre stata presente. Si rende però tangibile verso la metà del diciannovesimo secolo con le prime organizzazioni ed associazioni in difesa degli animali. A quei tempi si considerava che la crudeltà nei loro confronti avrebbe potuto avere come conseguenza la crudeltà nei confronti degli umani. In altre parole, più che altro, si puntava sul miglioramento dell’umanità. Solo in un secondo tempo si è cominciato a considerare gli animali come esseri senzienti, fino a portare questo riconoscimento sul recente Trattato di Lisbona. Oggi, in questo ultimissimo periodo, si sta vivendo una nuova fase, un cambiamento di rotta decisivo che si muove verso l’antispecismo. Prima, ad esempio, le azioni di liberazione animale (sempre encomiabili) avvenivano di notte, a volto coperto. Era sempre l’essere umano che si poneva come liberatore, come risolutore dell’ingiustizia. Oggi ci si incatena, ci si fa marchiare, oggi ci si mette sullo stesso piano degli animali e lo si fa a volto scoperto, affrontando tutte le conseguenze del caso per denunciare un’ingiustizia. E si scopre che anche gli animali sanno ribellarsi come è avvenuto e avviene in diversi casi documentati. Oggi parliamo già di una lotta che stiamo conducendo insieme agli animali perché riguarda direttamente la liberazione di tutti e di tutte. È ormai palese che la lotta, sempre di più, sarà tra chi nega la compassione e chi, invece, la pone come indispensabile valore. Oggi stanno accadendo fatti che fino a pochissimo tempo fa apparivano utopici e impossibili. L’ultimo recente avvenimento lo dimostra. Alcune persone del Coordinamento Fermare Green Hill si sono incatenate (in modo tale che qualunque tentativo di aprire la porta dall’esterno le avrebbe strangolate) nei laboratori dell’università di Milano chiedendo che venissero loro consegnati tutti gli animali detenuti e destinati alla vivisezione. E, in breve tempo, hanno ottenuto ciò che chiedevano.

Massimo, nel suo intervento, ha anche spiegato come il primo antispecismo (quello di Singer) sia oggi superato. Oggi si considera che lo specismo non sia un pregiudizio da smontare solo a livello razionale, ma che occorra usare anche l’arte, il cinema, la letteratura e ogni altra forma possibile. Arrivando anche ad un’analisi storica ben precisa per comprendere come la presa del potere sulla vita, la domesticazione dei corpi, il potere disciplinare, la gestione della riproduzione e molte altre tecniche si siano affinate nel corso dei secoli fino a rendere ovvia e scontata una società basata sullo specismo.

– Molto interessante e apprezzato anche l’intervento di Roberto Marchesini che ha definito l’antropocentrismo come una sorta di egocentrismo di specie che viene rafforzato attraverso la perdita del rapporto con gli animali. In questo modo perdiamo la facoltà di riconoscere le differenze, perdiamo l’empatia, non la sviluppiamo. Non riusciamo più ad accettare che un cane si rotoli nella merda, pretendiamo che un cane diventi un bambino. Tutto ruota ed esiste in funzione dell’umano e il resto non conta, smette di esistere.

Particolarmente interessanti anche le sue considerazioni sulle diverse intelligenze. Roberto ha definito il movimento di un gatto come un’intelligenza sovrana, proprio come quella di un ballerino. Se abbandoniamo il paragone con l’intelligenza umana, ecco che ci troviamo di fronte a tante diverse intelligenze e fare una classifica delle intelligenze risulta…poco intelligente!

-In ultimo c’è stato l’intervento dell’Associazione Essere Animali (www.essereanimali.org) che si occupa di attivismo, informazione e indagini. Hanno appunto presentato diverse indagini da loro effettuate sugli allevamenti. Sono state mostrate le immagini e i filmati che sono riusciti a prendere da numerosi allevamenti.

L’evento si è concluso con un ricchissimo buffet vegan offerto dagli organizzatori durante il quale è stato possibile, in modo informale e conviviale, creare nuovi rapporti, esporre nuove idee e progetti.
È stato un incontro decisamente ricco durante il quale si poteva toccare con entusiasmo il cambiamento epocale che stiamo vivendo, a cui stiamo partecipando direttamente avvicinandoci inesorabilmente verso il traguardo della liberazione animale.
Ci scusiamo con i diretti interessati per l’incompletezza e le eventuali imprecisioni di questo scritto, abbiamo riportato solo alcuni stralci, quelli che ci hanno maggiormente colpito e che, speriamo, possano stimolare un approfondimento delle tematiche trattate.

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Domenica 7 aprile
Corso e cena bio-vegan a Ravenna presso la sala Hera in via isonzo 22

Un caro ringraziamento a Evelina Tabanelli che ci ha invitati ad un piacevolissimo evento vegan durante il quale ci siamo lanciati in un reading spietato del nostro raccontino crudele intitolato Il cacciatore. È stato davvero bello e scatenante poter raccontare, a voce decisamente alta e fiera, le disavventure di tanti cacciatori che si uccidevano l’un l’altro fino ad estinguersi completamente. Siamo davvero contenti che il nostro humor nero sia stato apprezzato, riteniamo infatti di fondamentale importanza lavorare anche con diversi approcci alla questione animale.

L’evento si è caratterizzato per l’interessantissimo corso teorico sull’alimentazione e la cucina vegan tenuto da Evelina al quale hanno partecipato decine di persone. In tanti si sono aggregati anche all’ultimo momento, e la grande sala si è riempita di notizie vegan, ricette vegan, consigli vegan, esperienze vegan. Da notare che Evelina ha aperto il suo corso specificando che la motivazione principale che spinge una persona a diventare vegan dovrebbe sempre essere quella etica, quella legata all’ingiustizia perpetrata ogni giorno da questa società specista, e non quella alimentare o salutista. Ciò non toglie, ovviamente, che essere informati e consapevoli sull’alimentazione e capaci di cucinare ottimi piatti vegan sia comunque di fondamentale importanza.

Poi c’è stata una merenda vegan offerta dal negozio ILOVEGAN di Ravenna e una cena bio-vegan preparata da tre cuochi Paola Mazzanti (b&b vegan Capra e Cavoli), Evelina Tabanelli (My Vegan Way)e Filippo Petrelli (Cuoco-Contadino-Vegan).

Nel pomeriggio abbiamo dato una mano in cucina e abbiamo potuto constatare che quando un gruppo di persone vegan si mettono a cucinare tutti insieme si viene a creare un’atmosfera speciale, forse generata dalla mancanza di crudeltà tipica di tutte le altre cucine, forse generata dalla consapevolezza di quanto sia rivoluzionario e piacevole cucinare vegan tutti insieme, o forse perché, tra vegan, ci si capisce al volo e…si vola sempre in alto.

Comunque la cena bio-vegan ha avuto un notevole successo e siamo davvero orgogliosi di aver dato il nostro piccolo contributo per la riuscita di questo bellissimo evento.

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locandina egonLiberazione Generale: tavola rotonda sulle correlazioni fra antispecismo, antisessismo, intersessualità e omotransfobia

Sabato 9 febbraio 2013

Un evento davvero speciale e riuscitissimo caratterizzato da continui dibattiti, da una notevole partecipazione, da una varietà di gruppi, associazioni e relatori che hanno tenuto vivo e vivace l’interesse da parte di tutti e di tutte.

Un evento coraggioso che ha messo in piazza una problematica difficile e poco conosciuta. Un evento raro e di grande importanza perché ha fatto incontrare diverse realtà (libertarie, antirazziste, antispeciste, animaliste, femministe, transgender…) e le ha messe di fronte alla consapevolezza di quanto sia indispensabile comprendere le correlazioni che uniscono tutti gli individui che lavorano per contrastare l’ideologia del dominio.

Sono davvero tante (sempre di più) le persone che si stanno affacciando con curiosità e interesse alla filosofia antispecista e questo incontro è giunto a proposito per mostrare e dimostrare quanto sia insufficiente un approccio esclusivamente animalista, quanto sia importante, invece, allargare la propria visuale ed il proprio impegno.

L’incontro si è aperto con Marco Reggio che ha parlato del concetto di natura smitizzandolo e mostrando l’inconsistenza dei vari atteggiamenti che ne esaltano la purezza. Chiunque modifichi l’ambiente è contro natura. Lo fanno gli animali e gli umani, da sempre. Essere contro natura è sempre stata l’argomentazione posta contro qualsiasi tentativo di modificare lo status-quo. Le donne che volevano emanciparsi erano contro natura, i vegan che non vogliono mangiare animali sono contro natura, i diversi orientamenti sessuali come le diverse identità sessuali sono contro natura. Tutto ciò che non rientra in determinati schemi, quelli imposti dal dominio, viene represso e accusato di essere contro natura.

Inoltre, come ha poi raccontato Egon durante il suo intervento, gli animali da reddito con il loro numero impresso addosso, possono essere spostati solo per essere macellati e, cercare di salvarli, cercare di cambiare il loro destino è un’impresa difficilissima. Allo stesso modo molti umani che non si identificano con il genere o con l’orientamento sessuale che è stato stabilito per loro, dovranno patire ingiustizie, repressioni, violenze e controlli per riuscire ad esprimersi e ad essere loro stessi.

Le correlazioni emerse tra l’antispecismo l’antisessismo e l’omotransfobia sono state numerose e particolarmente evidenti soprattutto perché c’è stata la preziosa opportunità di ascoltare e vedere storie di vita vissuta che ci hanno aperto la porta a nuove consapevolezze.

Particolarmente interessante e stimolante è stato l’intervento di Annalisa che ha raccontato la storia delle tantissime donne vegan e animaliste a partire dall’800 fino ai giorni nostri. Molte di loro, già da tempo, teorizzano e ritengono indispensabile una sorta di trasversalità antispecista, proprio il fulcro di questo evento.

Impossibile menzionare tutti i relatori anche perché sono intervenute tante altre persone che hanno arricchito il dibattito fino a sera.

Un caloroso ringraziamento ad Egon che ci ha invitati ed è riuscito ad inventare un evento così ricco che ha creato nuovi ponti, nuove relazioni per un movimento antispecista sempre più sfaccettato nella sua consapevolezza che si espande inarrestabile.

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VEGAN: ISTRUZIONI PER L’USO
Venerdì 9 Novembre 2012
Centro Sociale Grottarossa R
imini
Dalle ore 18 in poi
Ingresso libero

Bellissimo incontro al quale hanno partecipato diverse realtà del mondo vegan confrontandosi sulle varie tematiche della questione animale.
Ottima la cena vegan (a prezzo popolare) preparata da persone molto capaci, che è stata gustata durante filmati di animali salvati che giocavano e correvano in un meraviglioso contesto di libertà.
Il gruppo di Ancona ha proposto assaggi di impeccabili e sfiziosissime torte vegan, oltre ad offrire estratti a freddo di frutta e verdura.
Molte persone hanno così avuto la possibilità di avvicinarsi al mondo vegan acquisendo un notevole ventaglio di informazioni, dimostrazioni e pratiche che si sono svolte nel corso della serata.
Eravamo, grazie al passaggio di Matteo, presenti con i nostri libri e il nostro materiale.
Stiamo progettando una newsletter di collegamento (solo per le Marche) dove poter pubblicare eventi, piccole iniziative, incontri, cene, notiziole, partecipazioni, articoli, esperienze…
Che ne dite?
Cogliamo l’occasione per comunicare che, da oggi, è disponibile il nostro nuovo libro autoprodotto “La Fattoria (in)Felice” che, attraverso testimonianze, immagini e informazioni vuole mostrare la realtà che si cela dietro il mito della cultura contadina, del latte appena munto, del pollaio amatoriale e di tutti quei luoghi (biologici, biodinamici, alternativi) che pretendono di continuare a sfruttare e uccidere animali in modo romantico e bucolico.

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APERITIVI CULTURALI DEL VENERDI’
Venerdì 19 ottobre 2012
Spring Color via Jesina, 63 – 60022 Castelfidardo (Ancona)
dalle 18 alle 20
Ingresso libero
Venerdì 19 ottobre siamo stati invitati alla Spring Color per l’incontro “Baratto e creazione dei beni comuni”.
La serata ha visto una scarsa partecipazione. Forse per l’orario (dalle 18 alle 20)? Forse per il titolo poco chiaro? Forse per la poca pubblicità fatta all’evento?
Comunque la presenza vegan non è mancata facendo sentire con chiarezza la necessità e l’urgenza di considerare indispensabile una presa di coscienza etica anche nei confronti delle economie alternative. In sostanza è emerso che qualunque iniziativa volta al bene comune che non tenga in considerazione anche la questione animale ed il rispetto delle altre specie (come avviene per la caccia e l’allevamento in ogni sua forma) non è più proponibile e accettabile come reale alternativa per un mondo fatto di pace e di tolleranza.
In ogni caso riteniamo positiva la nostra partecipazione all’incontro. Inoltre ci è stato proposto da Alberta di realizzarne un altro presso il Centro di Educazione Ambientale di Senigallia alla fine di novembre.
Grazie a chi ha partecipato e ha dato il suo contributo.

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OGGI MANGIO BIO

SABATO 22 SETTEMBRE 2012
Collegio Raffaello (zona Corso Garibaldi) Urbino
Dalle 9,30 alle 22
Ingresso libero
Si è trattato di un evento non troppo frequentato. Urbino non ci è sembrata particolarmente interessata nè alle tematiche antispeciste nè a quelle del biologico che sono state proposte dagli organizzatori. Più che altro abbiamo visto turisti e studenti. La città è strapiena di negozi che offrono cibo tipico, naturalmente in gran parte di origine animale.
Qualche eccezione ci è stata offerta da alcuni vegan con i quali abbiamo scambiato diverse opinioni, ma anche da diversi vegetariani.
Abbiamo avuto l’ennesima conferma che il concetto di biologico è ancora molto molto lontano dal considerare anche l’aspetto etico.  La mentalità che regna sovrana, in effetti, è quella del benessere umano, del mangiare cibi non contaminati, senza minimamente tenere in considerazione che anche altre specie avrebbero il diritto al benessere, alla libertà, ad essere lasciate in vita.
In ogni caso abbiamo mandato ininterrottamente i nostri filmati e parecchie persone si fermavano a chiedere spiegazioni. Sappiamo, anche per i commenti ricevuti, di aver lasciato delle tracce, di aver seminato dei dubbi, di aver contrastato, almeno un pochino, certe vecchie certezze così dure a morire.
Intanto, tra le erboristerie nella zona, siamo riusciti a raccogliere altre donazioni in prodotti per l’iniziativa Bestialmente Belle che continuiamo a proporre in favore di Ippoasi.

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Fiera della Sostenibilita'
14, 15, 16 Settembre 2012
Piazza Amiani
Fano (PU)
Istituto Comprensivo statale Padalino
Ingresso Libero
Ottimo riscontro per questa tre giorni della Sostenibilità dove abbiamo incontrato numerosi vegetariani e anche un buon numero di nuovi vegan che stanno cominciando ad avvicinarsi concretamente al concetto di antispecismo.  Anche questa volta non eravamo gli unici vegan! C’era un bellissimo stand con saponi, cibo e vestiario all’insegna della canapa gestito da Annette che, essendo vegan e sensibile ai problemi di Ippoasi, ha anche partecipato alla nostra iniziativa Bestialmente Belleregalando delle grosse saponette vegan.Questa lunga maratona di informazione, discussioni, sensibilizzazione è stata possibile grazie alla squisita ospitalità e generosità di Annamaria che, nientemeno, ci ha messo a disposizione la sua casa a Fano dove abbiamo soggiornato insieme ai suoi due meravigliosi micioni.Certo non sono mancate le polemiche! Una coppia pretendeva che spegnessimo i filmati sui macelli e gli allevamenti per non turbare i bambini. Fortunatamente, altre mamme si fermavano interessate spiegando ai figli quello che stava accadendo e come si poteva fare per far smettere quelle crudeltà. Come sempre c’erano persone impressionate, persone che non volevano guardare, persone che non riuscivano a credere che la loro alimentazione fosse responsabile di tanta sofferenza. Ma ancora una volta abbiamo avuto diverse conferme dirette che la visione di questi filmati, per quanto spiacevoli e difficili da “digerire”, sono assolutamente indispensabili per chi desidera essere realmente consapevole di che cosa succede prima che queste vittime vengano trasformate in cibo. Durante una di queste discussioni una ragazza ci ha rivelato di essere diventata vegan proprio dopo aver visto uno di questi filmati (ma d’altronde conferme di questo tipo ci pervengono continuamente). Un altro ragazzo  ci ha detto che dopo questi filmati ha smesso di nutrirsi con qualunque prodotto proveniente da allevamenti industriali (intensivi o estensivi che siano). Altri sostenevano che, per quanto forti, questi video testimoniano qualcosa che sta accadendo e che, se fa così male guardarli, significa che c’è qualcosa che non funziona in tutto il processo della produzione di cibo animale. Insomma, è stato sollevato il coperchio di una pentola che ribolle di violenza e ingiustizia e le reazioni sono state le più diverse. C’è stato anche chi ha protestato con lo staff della fiera e ora siamo in attesa di conoscere la loro posizione ufficiale rispetto alla questione dei video.Come sempre ne usciamo spossati per le lunghe ed estenuanti discussioni (dove a volte veniamo tacciati di estremismo, di far propaganda anzichè informazione), ma anche pieni di speranza e fiducia in un cambiamento che vediamo avvenire  sotto i nostri occhi, giorno dopo giorno. Il numero di persone che desiderano cambiare e che incontriamo durante questi eventi aumenta in maniera esponenziale. Il tenore delle discussioni e delle polemiche è sempre più approfondito e serio. La preoccupazione e l’attenzione nei confronti del proprio impatto etico sulle altre specie è sempre più sentito.Noi ce la mettiamo tutta e, mentre in lontananza cominciamo ad intuire i primi contorni di un mondo basato sulla liberazione animale, possiamo testimoniare che tanti e tante altre stanno facendo come e più (molto più) di noi.  E questo fatto è, già di per sè, un’inesauribile fonte di energia.

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MINI VEGAN FESTIVAL
24, 25, 26 Agosto 2012
Costacciaro (PG)

A Costacciaro (PG), ai piedi del Monte Cucco, in un luogo incantevole, si è svolto il primo Mini Vegan Festival organizzato in maniera impeccabile dall’Associazione Per Animalia Veritas, un bel gruppo di persone impegnate con felice serietà sul fronte dell’antispecismo.

Il festival, che gravitava sulla via principale di Costacciaro,  si è appoggiato ad un Pub e ad un teatro dove si sono svolte diverse conferenze molto partecipate. È stata un’occasione d’oro per scambiare materiali e informazioni, ma soprattutto strategie ed esperienze dirette. La buona partecipazione dei tanti vegan intervenuti ha permesso di creare discussioni, confronti e condivisione. Tutto questo è indispensabile per dare nuova vitalità ad un movimento che cresce e si espande a macchia d’olio.

Particolarmente intenso è stato l’intervento di Nemesi Animale, il cui rappresentante ha invitato gli attivisti ad entrare negli allevamenti per constatare con i propri occhi quello che accade, per guardare negli occhi i prigionieri di questa società del dominio. Ha parlato anche di come le liberazioni si stiano trasformando: non più atti da praticare a volto coperto e di nascosto, ma vere e proprie forme di disobbedienza civile giocate a viso aperto affrontando tutte le conseguenza legali.

Animal Equality ha portato le proprie investigazioni e le proprie testimonianze dagli allevamenti di oche e anatre per il patè, e anche sulla strage dei tonni rossi a Carloforte in Sardegna. Hanno risposto a tutte le domande dando importanti chiarimenti.

E poi la Lac, con cui abbiamo parlato dei campi antibracconaggio, a cui tutti possono partecipare. Viene garantita sempre una buona assistenza da parte di persone esperte, che seguono i partecipanti insegnando tutti i particolari necessari.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare nuovamente le ragazze del Rewild, il mitico vegan pub di Roma, sempre più attive che mai. E c’era anche Andrea con i suoi notevoli fumetti vegan: (R)evolution La Rivolta dei Maiali e L’oasi dei cavalli. Con lui, ma anche con Egon e Christian di Ippoasi abbiamo parlato tanto sul progetto di un eco villaggio vegan che diverse persone stanno cominciando a prendere in considerazione.
Sì, si è trattato di un mini festival, ma la partecipazione e l’impegno era decisamente mega!

Verso sera, sistemati i tavoli lungo il corso, proprio a ridosso dei banchetti delle associazioni, insieme al concerto, è partita la cena benefit in favore di Ippoasi preparata dalla Veganeria. Piatti abbondanti di alto livello ad un prezzo decisamente popolare.
Si è creata, in questo magnifico contesto, una specie di isola vegan, un’isola che c’è e si vede. Un’isola che sta diventando sempre più grande…finchè, ad un certo punto, l’isola divenne più grande di tutto il resto!

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RIEVOLUZIONE Arci FESTIVAL / 10-11-12 Agosto 2012

S. Maria Nuova – AN / presso impianti sportivi, via Ravagli
Ingresso gratuito, possibilità di campeggio.
dalle ore 18 in poi

Si è trattato di una festa poco partecipata con qualche associazione.

In ogni caso, tra quei pochi, abbiamo incontrato una coppia vegan con la loro propoli vegan autoprodotta e diverso altro materiale antispecista. Segno dei tempi! Anche nelle feste e negli eventi più sperduti troverete sempre qualche vegan.
Come sempre non sono mancate le discussioni.  Soprattutteo con una nutrizionista che, partita con affermazioni sull’impossibilità di restare in salute da vegan, ha dovuto lentamente retrocedere di fronte all’evidenza. Ovviamente non l’abbiamo convinta, ma speriamo di aver insinuato qualche dubbio sulle sue certezze.
Naturalmente il servizio di ristoro era il solito festival degli orrori. Come sempre abbiamo invitato i vegan e i vegetariani che si sono fermati al nostro banco ad andare a protestare facendo presente che si trovavano nelle condizioni di dover abbandonare la festa per poter mangiare.

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XXIV FESTA DELLA LIBERTA’ DEI POPOLI

Forte Altavilla Pietralacroce – Ancona
dal 19-07 al 21-07 2012
dalle ore 18 fino a sera
Ingresso libero

Abbiamo partecipato per la prima volta a questa festa, che si ripete da diversi anni sopra la città di Ancona, con il nostro materiale vegan e antispecista. Una festa per la libertà dei popoli che, puntualmente, dimentica l’esistenza di tutti i numerosissimi popoli non umani che abitano il nostro pianeta. Li dimentica offrendo come cibo la loro morte, la loro prigionia e la loro sofferenza.
Ciò che maggiormente ci ha colpito è stato l’evidente interesse da parte dei bambini che si fermavano davanti al nostro banco perchè si accorgevano che si stava parlando di animali. Alcuni portavano i genitori, altre portavano le amiche e facevano domande.  Speriamo che la loro empatia, ancora sveglia e attiva, riesca a trasmettere ai loro genitori l’urgenza e l’importanza della liberazione animale…E speriamo che le persone adulte trovino il coraggio e l’onestà di non fingere, di non reprimere questa naturale sensibilità che è un patrimonio essenziale del nostro essere umani.

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EQUA LA FESTA
Jesi (AN) 5-6-7  luglio 2012
Fila davanti al banchetto antispecista di Campagne per gli Animali durante la proiezione del filmato sui macelli e sugli allevamenti intensivi di maiali

NON VA BENE PER I TUOI OCCHI?
E ALLORA PERCHE’ VA BENE PER LA TUA PANCIA?

Era questa la frase sfida che abbiamo messo sulla tastiera del portatile mentre andavano filmati non-stop sulla realtà dei macelli e degli allevamenti intensivi.

Ringraziamo Luca e Lucilla che ci hanno ospitato a casa loro per il periodo della festa.

Ringraziamo Chiara che è riuscita a trovarci un posto alla festa all’ultimo momento.

Ringraziamo Patrizia che ha portato buonissime torte salate e biscotti vegan fatti in casa da offrire allo stand gratuitamente.

Ringraziamo la neonata associazione 6VeganX di Ancona che era presente con un altro stand vegan e con assaggi di torte di alta pasticceria vegana.

Ringraziamo tutte le persone che hanno sostenuto concretamente Ippoasi partecipando alle nostre iniziative “Artisti per Ippoasi” e “Bestialmente Belle”.

Ringraziamo anche chi ha preso le nostre bustine con i semi di calendula assicurandoci che, dopo la fioritura, procederanno ad apporre il cartello “Piantiamo fiori, chiudiamo i macelli”. Un piccolo gesto di vegan guerrilla gardening.

Ringraziamo in modo particolare tutte le numerose persone che si sono fermate al nostro stand per raccogliere informazioni, che hanno manifestato la loro intenzione di cambiare al più presto il loro approccio alla questione animale. Tutte le persone vegetariane che hanno compreso l’indispensabile necessità di fare il passo successivo, tutte le persone che hanno chiesto notizie sull’antispecismo riconoscendolo come la chiave di volta per superare l’ideologia del dominio. Tutte le persone che ci hanno confidato le loro difficoltà, i loro dubbi e le loro paure tipiche di ogni percorso controcorrente che voglia opporsi alle ingiustizie e alle prevaricazioni.  A loro è andato e va il nostro sostegno e il nostro incoraggiamento perchè è solo grazie a queste nuove consapevolezze, e a queste persone coraggiose che potremo abitare in una società di esseri liberi.

E un caro ringraziamento anche a Stefania e Michele che hanno accolto e sostenuto la nostra proposta di inserire nella festa anche un banco del gratuito!

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FESTA CON MERCATINO DELLE AUTOPRODUZIONI, APERITIVO E MUSICA DAL VIVO FINO A NOTTE.

JESI DOMENICA 18 DICEMBRE 2011
DALLE 14 IN POI
Circolo culturale Reasonanz Via 24 Maggio 6B Jesi vicino alla stazione.

Abbiamo come sempre esposto materiale vegan e antispecista con contorno di filmati, volantini, parole, polemiche, sorrisi e informazioni.
L’evento è stato ben curato, e rispetto  alle tematiche da noi proposte c’è stato un discreto interesse. Abbiamo conosciuto la persona che si occupa dell’oasi wwf di Ripabianca con cui abbiamo avuto una lunga e interessante discussione sulla profonda incoerenza di chi lavora  con tanta passione per salvare animali selvatici, ma poi…continua a mangiare quelli da allevamento. Abbiamo anche fatto notare agli organizzatori dell’evento che la presenza di salame (insieme a tantissimi altri stuzzichini vegetariani) per l’aperitivo era decisamente fuori luogo dal momento che loro stessi si dichiaravano vegetariani.
Come accade spesso in questi incontri, abbiamo notato la grande urgenza e importanza di continuare a fare informazione perché, anche se ad alcuni può sembrare assurdo, sono ancora tante le persone che non hanno la più pallida idea di che cosa accada davvero negli allevamenti, nei macelli, nei laboratori di vivisezione. Il solo fatto di mostrarlo, di raccontarlo, di porre la questione, mette in moto inevitabilmente l’empatia e la sensibilità di quasi tutti. E allora, per associazione, si arriva anche a porre altre problematiche quali la capacità degli animali non umani a provare sensazioni, passioni, desideri, in poche parole a pensare e prendere decisioni autonome (come d’altronde è ampiamente confermato dall’etologia cognitiva).
Ad alcuni può sembrare inutile parlare di antispecismo quando chi ascolta non si è mai posto il problema dello sfruttamento animale, ma abbiamo sperimentato che un messaggio completo, coerente e che si collega da subito all’ideologia del dominio anche in ambito umano, a volte, si rivela più potente e centrato del solito pietismo che chiede solo di cambiare dieta. Altro che piano piano! Soprattutto le persone giovani, oggi, tendono a diventare vegan senza passare dal vegetarismo. I tempi cambiano, oggi, un’utopia intera è molto più realizzabile e attraente di una mezza utopia.

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FESTA DELLA MADRE TERRA
FERMO DOMENICA 23 OTTOBRE 2011
PIAZZA DEL POPOLO DALLE ORE 10

La giornata molto fredda ha un po’ scoraggiato l’affluenza, e la gente era comunque più interessata ai tanti stand che offrivano cibo (purtroppo anche animale) piuttosto che a quell’unico che chiedeva una piccola riflessione sulla sofferenza, le mutilazioni e le torture causate proprio da quello stesso cibo.
In ogni caso abbiamo incontrato nuove persone vegan, tanti vegetariani che ci hanno incoraggiato a continuare con il nostro lavoro e un buon numero di persone impressionate dai concetti che abbiamo mostrato ed esposto.
Come sta avvenendo sempre più spesso, le persone, poste di fronte alle argomentazioni vegan ed antispeciste, ci danno ragione affermando di essere perfettamente d’accordo. Il problema è che “non riescono” a diventare vegan. Alcuni sostengano che è troppo difficile per una questione di gusto o di praticità, altri che devono aspettare il “momento giusto”.
Tutto questo ci fa comprendere quanto il pregiudizio e il condizionamento specista sia ben piantato nell’immaginario di tutte queste persone. Secondo loro,infatti, la questione animale ha solo un soggetto: l’essere umano che deve diventare così buono ed evoluto dal rispettare ogni essere senziente. Ma per arrivare a questo “altissimo livello di consapevolezza” occorre fare i conti con le questioni pratiche e, soprattutto, occorre rispettare i lunghi tempi che ciascun umano ha bisogno per questa evoluzione.
Come si nota, le vittime, gli animali imprigionati, torturati, mutilati e uccisi per queste loro presunte “scelte personali” che forse un giorno, quando “qualcosa scatterà” riusciranno a cambiare, sono completamente cancellati. Semplicemente non esistono più. Non esistono i loro tempi, la loro vita, la loro sofferenza e l’impellente urgenza affinché si smetta con tutte le pratiche che la determinano. Esistono solo i tempi del carnefice, esiste solo il suo diritto a prendersela comoda, esiste solo il rispetto dei suoi tempi.
E quando si espongono queste ovvietà, quando si dice che diventare vegan non significa raggiungere il nirvana o diventare dei santi, ma semplicemente smettere di causare morte e sofferenza, ecco che si viene tacciati di estremismo, ecco che il “nostro atteggiamento aggressivo” diventa controproducente perché allontana anziché avvicinare, “non riuscendo a convincere”.
Ma noi, insieme a migliaia e migliaia (in continua aumento) di altri attivisti, non siamo sulla strada per convincere, convertire o vendere qualcosa. In realtà la nostra presenza serve ad amplificare le urla di cinquanta miliardi di animali che ogni anno vengono trucidati per l’alimentazione umana. È  chiaro che queste urla danno fastidio, scatenano sensi di colpa, è chiaro che, facendo ribollire quel minimo di naturale empatia ancora presente, creino reazioni negative. Abituati ad una società specista che confina accuratamente queste urla all’interno di spesse mura, si deve accusare di aggressività chiunque osi portarle fuori. Ma non temete, nessuno ha intenzione di smettere, quelle urla continueranno ad essere raccontate, mostrate, rappresentate. Stiamo arrivando al punto in cui, come dice una famosa frase, i macelli avranno mura di vetro e tutti potranno vedere, sentire percepire direttamente le conseguenze della violenza specista.

Sulla via del ritorno, abbiamo incrociato un camion che trasportava due mucche (ovviamente non andavano a fare una gita di piacere), per loro non c’era più tempo…

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MERENDA VEGAN
Macerata 16 ottobre 2011

B&B L’Amaca  Contrada Isola, 39 – Macerata

Domenica 16 ottobre 2011, presso il b&b l’Amaca a Macerata, si è svolto un piacevole evento vegan-artistico. Abbiamo avuto l’occasione di conoscere personalmente diversi vegan di Ancona che sono intervenuti movimentando felicemente l’evento. Le veganzette sono andate a ruba! La merenda vegan è stata preparata da Laura presso un forno (Pane e Luna) che offre pane, pizze, torte (fatte con la pasta madre) senza alcun ingrediente di origine animale. Sono venute anche diverse persone vicine al movimento della decrescita felice e le discussioni sull’inconsistenza di una decrescita basata sulla violenza nei confronti degli animali e sullo specismo ha colto proprio nel segno. Alcuni di loro sono già vegan e la contaminazione sta dando i suoi frutti.
I tranci di sapone vegan alla rosa offerti da Luigi e Lucia della Saponaria sono piaciuti molto, continuano così le piccole offerte che andranno a Ippoasi (la fattoria della Pace).
Era presente anche l’artista Giuditta Chiaraluce con la sua mostra “Sospensione momentanea 1”. Anche lei molto interessata alle tematiche vegan.
L’evento è riuscito e si è rivelato una piacevole occasione di incontro, dialogo, informazione.
Se qualcuno ha la possibilità e il desiderio di proporne uno simile (e certamente vegan) entro l’anno sarebbe davvero un’ottima idea! In tal caso ci contatti per parlarne.
Ringraziamo le tante persone intervenute che stanno rendendo possibile la costruzione di un mondo libero e basato sul rispetto di tutti gli esseri con occhi, mani, code, ali, piedi, pinne, orecchie….che stanno prospettando la possibilità e la necessità di aprire ogni gabbia.

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IO SCELGO IO CAMBIO
Civitanova Marche 8, 9 Ottobre 2011
Centro fiere ingresso libero

Al nostro stand di Campagne per gli animali si sono fermate diverse persone e, nonostante l’evento non abbia potuto contare su una partecipazione di massa, abbiamo avuto l’occasione di parlare in maniera approfondita sulle tematiche vegan e antispeciste. Soprattutto, sono venute alla luce le profonde contraddizioni che legano ancora il mondo della sostenibilità, della decrescita, dell’ecologia  e dell’attenzione sociale, allo sfruttamento animale. Abbiamo discusso con alcuni responsabili dei Gas  e anche con l’organizzatore della fiera della sostenibilità di Fano. Abbiamo riscontrato una notevole apertura, tanto che si sono poste le basi per realizzare la prossima fiera di Fano con un menù totalmente e dichiaratamente vegan, supportato da una serie di spiegazioni sulle motivazioni etiche, sociali ed ecologiche di tale scelta.

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FIERA DELLA SOSTENIBILITA’

Fano 17,18 Settembre 2011

Si tratta di una Fiera che si ripete da parecchi anni, un  appuntamento fisso con il mondo dell’equo e solidale, del biologico e della sensibilità sociale. E per la prima volta ecco che anche gli antispecisti hanno avuto il loro spazio e la loro voce!
Durante la festa abbiamo mandato a ritmi serrati diversi filmati (con audio discretamente amplificato) tra cui “Facciamo il collegamento” della Vegan Society e diversi altri. Abbiamo distribuito volantini e libri ad un pubblico che, finalmente, pareva conoscere senza problemi il significato della parola vegan. Per quanto riguarda la parola antispecismo, non siamo certo agli stessi livelli, ma dopo una breve spiegazione, la maggioranza della gente si dichiarava d’accordo (almeno in teoria).
La festa è iniziata con un buffet terribilmente carnivoro proprio mentre, a pochi passi, si svolgeva una conferenza sull’alimentazione vegan. Poi però, abbiamo constatato con piacere la presenza di un menù interamente vegan. Ciò non toglie, naturalmente, che la presenza di prosciutti e salami e altri prodotti animali all’interno di una fiera che si propone come sostenibile, è del tutto incoerente e inaccettabile.
La gente che si fermava allo stand era particolarmente attenta e desiderosa di farci sapere che condivideva le nostre tesi, anche se, in realtà, non le conosceva fino in fondo. Abbiamo fatto di tutto per spiegare che il primo e indispensabile passo per la liberazione animale è quello di diventare vegan. La domanda più gettonata era, naturalmente, “ma che cos’è l’antispecismo?” Abbiamo cercato in tutti i modi di far comprendere le enormi differenze che intercorrono tra il protezionismo esercitato da chi si commuove o si intenerisce per alcuni animali, e l’antispecismo che è la base per la liberazione umana e animale. Molti comprendevano e chiedevano ulteriori opportunità per meglio documentarsi, altri restavano inesorabilmente legati al vecchio concetto di animalismo che, al massimo, può sfociare nel vegetarismo.
Per la prima volta, registriamo con piacere la totale assenza di discussioni in difesa dell’allevamento, della caccia, delle antiche tradizioni…Moltissimi vegetariani e diversi vegan ci hanno espresso chiaramente la loro solidarietà incoraggiandoci ad insistere con il nostro lavoro.
Purtroppo, domenica pomeriggio c’è stato un forte vento che faceva volare via tutto il materiale impedendoci di parlare con le persone. La situazione era piuttosto estenuante e visto che eravamo da soli, alla fine abbiamo deciso di andarcene con un po’ di anticipo. Ma tutto sommato possiamo considerare questa fiera tra le più proficue proprio a causa del grande interesse espresso da tutti i partecipanti.
Ringraziamo come sempre Alessia la cui partecipazione diretta ci consente di portare avanti queste iniziative. Ringraziamo anche Lucia e Luigi che ci hanno ospitato a Fano. Ringraziamo Annamaria che ci ha sfamato con le sue mele e con i suoi magnifici fagiolini. Ringraziamo tutte le persone che direttamente o indirettamente ci hanno aiutati in questa lunga maratona di parole, filmati, musiche, giornali e libri vegan.

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EQUA LA FESTA

Jesi (AN) 7-8-9  luglio 2011
Ostello Villa Borgognoni
dalle 17 fino a sera
Ingresso libero

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VEGAN PIC-NIC
Parco dell’Abadia di Fiastra (Tolentino)
25 Giugno 2011
dalle  ore 15 in poi

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FESTA DEI PRECURSORI
Treia (MC) 7-8 maggio 2011
Per quanto si trattasse di un circolo vegetariano è stato piuttosto difficoltoso introdurre gli argomenti basilari di chi ritiene gli animali esseri senzienti con il sacrosanto diritto a non essere rinchiusi ed uccisi. Siamo comunque riusciti a distribuire diverse veganzette, libri, volantini ed opuscoli. Un grandissimo ringraziamento va a Gianluca Mariotti che, con infinita pazienza e competenza, ha introdotto le tematiche dell’antispecismo di fronte ad una piccola platea che preferiva “voltarsi dall’altra parte”.
E’ stata comunque un’esperienza utile perché abbiamo potuto toccare con mano come il concetto di tolleranza e di rispetto per le idee altrui venga ribaltato e usato in maniera distorta e scorretta proprio da chi, candidamente, compie il più plateale e spietato gesto di intolleranza:  quello di togliere la libertà, la maternità, la dignità e la vita ad una persona non umana.
In queste occasioni, anche se difficilmente si viene ascoltati, anche se spesso si ha a che fare con persone che hanno perso la facoltà di guardare oltre la loro specie, è sempre bene mantenere ben saldo il significato delle parole. E’ sempre bene ricordare che chi rispetta una persona (umana o non umana) vuole il suo bene, desidera che concluda il suo ciclo biologico in pace (ovviamente senza essere ucciso e mangiato), che chi è tollerante non può imprigionare un altro individuo, che chi,  comunque, ritiene lecito e legittimo fare tutto ciò non può condividere i fini di un circolo vegetariano degno di questo nome.
Vogliamo anche ricordare che questi concetti, a volte, vengono espressi in maniera animosa (ma in ogni caso pacifica e rispettosa) proprio perché vengono dall’anima e testimoniano l’urgenza di una situazione insostenibile.
Esperienza utile, quindi, anche perché ci ha dato ispirazione ed energia per mettere a fuoco aspetti che generalmente passano inosservati. Ne parleremo ancora, ne scriveremo ancora di più sui giornali, le riviste e i siti che ci danno spazio.
In linea di massima riteniamo utile e importante continuare ad essere presenti, a proporre nuove iniziative e a dare informazioni perché è l’unico modo per dare voce a chi continua ad essere imprigionato e ucciso negli allevamenti, nei circhi, nei laboratori, nelle fattorie e in tutti i luoghi dove la violenza e la spietata intolleranza umana continuano a colpire nel silenzio e nella complicità generale.

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VEGAN FEST
Camaiore (LU) 22-25 aprile 2011
Villa le Pianore Via Nostra Signora, 5

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TAVOLO INFORMATIVO

SABATO 26 MARZO 2011
CORSO GARIBALDI MACERATA
DALLE ORE 16  ALLE 20

Abbiamo apparecchiato un bel tavolo con volantini informativi, libri, manifesti giornali e opuscoli su tematiche vegan e antispeciste.
Come sapete, il nostro intento è quello di sensibilizzare e di offrire le informazioni indispensabili affinché ciascuno abbia l’opportunità di scegliere  consapevolmente come porsi rispetto alla questione animale.
Questa volta si è unita a noi, per tutta la durata dell’iniziativa, anche Alessia e così abbiamo avuto modo di distribuire più volantini e di renderci più visibili. Con il passare del tempo, contiamo di rendere questi appuntamenti sempre più ricchi, conviviali e aperti. Ma naturalmente, per riuscirci, abbiamo bisogno dell’apporto di tutti e tutte voi.
Grazie mille alle persone che si sono fermate a scambiare opinioni e a prendere materiale, tra cui il nuovo numero della Veganzetta (ricordiamo che è il giornale gratuito di informazione e cultura vegana e antispecista), come sempre ricco e pieno di spunti.

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SABATO 26 FEBBRAIO
TAVOLO INFORMATIVO
CORSO GARIBALDI MACERATA
DALLE ORE 16  ALLE 20

Lo scopo era quello di far sentire una presenza vegan antispecista anche in questa città.
Visto che sulla strada camminavano numerosissimi colli di pelliccia, abbiamo cominciato distribuendo volantini che informavano sui reali proprietari di quegli “indumenti” e su come venivano trattati.
Ma sul tavolo era disponibile materiale di diverso genere. Oltre ai volantini contro caccia, corride, vivisezione, carne, latte, uova ecc. si poteva prendere anche la “Veganzetta” interessante giornale gratuito antispecista con diversi approfondimenti. E poi libri, opuscoli e l’immancabile Santa Vegananda!
La reazione dei passanti si è caratterizzata dai soliti luoghi comuni: “ma la caccia c’è sempre stata!” “…anch’io amo gli animali, ma ai cinghiali bisogna sparare, sono troppi!”.
Molte persone, poi, erano d’accordo sulla crudeltà della caccia e consideravano una follia indossare una pelliccia (anche se spesso non sapevano di indossare un collo di pelliccia vera!), ma di fronte alla realtà dei macelli e degli allevamenti, scuotevano la testa e se ne andavano.
Si sono avvicinati anche diversi vegetariani che hanno preso materiale per approfondire e da diffondere. Inoltre, alcuni iscritti a questa mailing-list sono venuti a trovarci e li ringraziamo di cuore.
Abbiamo anche conosciuto nuove persone realmente interessate all’antispecismo e questo ci fa ben sperare per i prossimi appuntamenti.
Il bilancio, quindi, è più che positivo!
Nonostante il freddo intenso, il vento, i colli di pelliccia e i soliti commenti di chi si reputava un convinto animalista mangiando un panino al prosciutto, siamo molto soddisfatti perché, anche se solo per poche ore, abbiamo portato sulla strada la questione animale, abbiamo messo in dubbio le sacre certezze speciste, abbiamo dato voce a chi non ce l’ha. E l’abbiamo fatto con sorrisi e parole gentili.
Contiamo, per il prossimo appuntamento, su una partecipazione sempre più ampia. A presto e un caro abbraccio vegan a tutti e a tutte.

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