Gruppo Antispefa

antispefaIntervista al gruppo Antispefa – Antifascisti Antispecisti Milano – antispefa.noblogs.org – antispefa@autistici.org

1) Abbiamo seguito un intervento del gruppo Antispefa durante la serata benefit per la campagna Senza Ritorno (Gateway to Hell) a Lugano nel CSOA il Molino. E’ un coraggioso progetto di controinformazione e di denuncia, potete dirci quando nasce e perchè?
Il progetto nasce nel 2013 come approfondimento specifico della MappAntifa Milano e Brianza http://daxvive.info/mappantifa-milano-e-monza/ perchè negli ultimi anni il numero dei gruppi fascisti che si occupano di animali è andato piano piano aumentando, in modo più o meno camuffato. Non è aumentata di pari passo l’attenzione verso queste infiltrazioni da parte di chi si occupa di “benessere animale”, anzi, questo problema è stato molte volte sottovalutato se non addirittura snobbato. Oggi, forse, c’è un poco di attenzione in più…
A settembre 2013 prende vita il blog antispefa.noblogs.org iniziando ad informare sulla situazione milanese, in particolare sul gruppo animalista Hammerskin de I Lupi Danno la Zampa e i rapporti con alcuni personaggi interni all’Ufficio diritti Animali della Provincia di Milano. Approfondimenti http://antispefa.noblogs.org/gli-animalisti-di-via-pareto-a-milano
Il blog, per tragiche circostanze di pochi mesi prima, è dedicato alla memoria di Clement Meric, militante antispecista e antifascista ucciso a Parigi il 5 giugno 2013 per mano neonazista.

2) Il vostro simbolo raffigura un cerchio verde e nero con un piccione e una lumaca. Perchè questi colori e questi animali?
Esistono specie che per l’essere umano non hanno alcun diritto all’esistenza, e vengono catalogate come “specie nocive”, su cui, quindi, si può compiere qualsiasi atrocità arrivando allo sterminio. Il piccione è una di queste specie, visto come un reietto diventa anche immaginario portatore di malattie e deturpatore delle bellezze artistiche cittadine. Bastonare e uccidere un piccione diventano azioni tollerate e senza condanna, invece di essere considerate dei gesti da ripugnare. La lumaca, oltre a quanto appena detto, è simbolo di opposizione alla concezione del tempo della società in cui viviamo.
In un altro logo che abbiamo creato come adesivo per uso di tutt* (http://antispefa.noblogs.org/distro/prendi-e-diffondi ), senza il nome Antispefa, ma con la scritta “Fuori i fascisti dall’antispecismo”, abbiamo inserito la variante del pesce insieme al piccione. Questo perché esistono delle specie che non vengono proprio considerate degne di vita, come tutte quelle specie che popolano e vivono i fiumi, laghi, oceani, torrenti o pozzanghere. In pratica quelle multiformità di esistenze che per semplicità chiamiamo pesce. Quante volte abbiamo sentito dire “Sono vegetariano, non mangio carne, ma il pesce sì”. La vita acquatica non viene considerata molto, basti pensare a come si deviano con facilità i fiumi o anche come all’interno delle proteste contro la costruzione di dighe, è molto difficile che, oltre l’ambiente e la devastazione del territorio, si considerino anche le vite ittiche.
I colori della bandiera verde su quella nera indicano una preferenza ideologica non certo nuova, quella dell’anarchismo verde, che si differenzia dalla bandiera nera su quella verde, usata dagli anni ’90 dagli estremisti di destra tedeschi e poi diffusasi in modo equivoco un po’ ovunque.

3) Antispefa collega in modo inequivocabile la parola antispecismo con la parola antifascismo. Potreste spiegare quali sono le attinenze tra queste due parole? L’antifascismo è davvero un bagaglio indispensabile per chi propone di superare la barriera di specie?
Non siamo particolarmente felici dell’esito del nostro nome 🙂 L’obiettivo era quello di rimarcare in modo immediato quanto anche nell’ambito antispecista si stessero infiltrando le nuove destre. Crediamo che siano questioni che si richiamano l’un l’altra indissolubilmente, soprattutto quando si parla di pratica che è l’aspetto sicuramente più difficile da cambiare: sono due aspetti per noi importanti, tra gli altri che per ovvi motivi non potevamo elencare.

4) Quali sono, secondo voi, le motivazioni che spingono i gruppi di destra ad infiltrarsi nel mondo animalista e antispecista? Esiste una strategia, un fine? E’ un fenomeno recente? Fino a che punto si sta diffondendo?
Il motivo è quello di acquisire una sempre maggiore visibilità e un maggior consenso, approfittando di ogni spazio in cui esiste un ‘disagio’ e quindi una lotta. Non riguarda solo l’animalismo o l’antispecismo, ma anche altri percorsi come la casa, il lavoro, la scuola. Abbiano notato anche quanto, per esempio, parlando di animali da compagnia o di vivisezione sia aumentata la partecipazione attiva delle donne nei loro gruppi, che fino a pochi anni fa era principalmente maschile. Questi argomenti fanno facilmente presa nelle masse, permettono di aggregare, di far affezionare le persone che poi, sentendosi parte di un gruppo, si adeguano al pensiero comune dominante, per esempio, di intolleranza verso i migranti.
L’ecologismo di destra non è affatto una novità. Da inizio XX secolo esistono gruppi che se ne occupano, come i nazisti in Germania, o come una certa forma di protezionismo verso i non umani: ricordiamo che il riconoscimento della prima associazione italiana di questo stampo, l’ENPA, avvenne sotto il fascismo: « È costituito in Roma, sotto la vigilanza del Ministero dell’interno, un Ente morale denominato: “Ente nazionale fascista per la protezione degli animali”. Esso è autorizzato a fregiarsi del fascio littorio.» (Articolo I° della legge n° 612 dell’11 aprile 1938). Dall’inizio del XXI secolo, però, l’attivismo animalista si è staccato sempre più da quello associativo, tendendo verso un attivismo che risente molto della radice protezionistica e, quindi, rivolto al singolo da proteggere/salvare. Questo attivismo poco politico apre così il fianco a ideologie come quelle fascio-naziste che non mettono in discussione il sistema esistente, ma creano un nemico per l’occasione e stop. Portando avanti le “lotte” in questi compartimenti stagni la loro diffusione avanza facilmente, aiutata anche dall’attivismo di piazza di alcuni di loro, che non possiamo tralasciare di considerare, visto che stando in piazza ci si rende riconoscibili e si dà un messaggio di mobilitazione e di rivolta…

5) E’ possibile essere di destra e antispecisti? Come fanno a confondersi e a confondere? Voi come riuscite a smascherarli? E quali sono gli effetti dei vostri approfondimenti?
Non tutti si definiscono in questo modo, ma avviene. La definizione ‘antispecista’ oggi non ha un carattere forte e una storia profonda perchè relativamente recente. Con la (ri)fascistizzazione generale della società, anche questa parola è stata rivisitata, usata e declinata strumentalmente, quindi, anche la destra si dichiara antispecista. Per confondere e per appropriarsi di un linguaggio con un immaginario ribelle si stanno definendo anche antifascisti o, alcune, ecovegfemministe.
La confusione avviene su più livelli. Principalmente, come si diceva sopra, questi gruppi trovano un nemico (sia esso il vivisettore, il cacciatore, ecc) e su questo elemento concentrano la loro battaglia. Molto spesso si definiscono apolitici, nè di destra nè di sinistra. Innanzitutto aumentano il caos perchè così dicendo in realtà si riferiscono ai partiti chiamandoli politica, in secondo luogo, sostengono che la divisione ‘fascista/antifascista’ è superata perchè il fascismo non esiste più, inoltre ripetono che agli animali non interessa chi li salva e che dovremmo essere tutt* unit* per loro. Per arginare questa falsa propaganda è fondamentale una critica a 360° delle nostre vite e delle relazioni che mette in campo, sottolineando i rapporti di potere tra umani e non umani, ma anche tra umani e umani.
Smascherare questi gruppi non è immediato.
Per chi ha relazioni dirette e chiare con le istituzioni è super facile.
Alcun* di noi monitorano i fascisti da un po’ di anni e questa costanza, almeno per alcuni gruppi, permette oggi di capire da dove arrivano e come si riorganizzano; i loro leader è difficile che scompaiano senza lasciare fidati delfini cresciuti al loro fianco nel tempo, come non è difficile riconoscere dei miti che ripropongono con parole d’ordine che si richiamano nel tempo.
Per quelli più recenti che non ci convincono si fanno ricerche ad hoc e di vario tipo, per esempio informandoci sulla storia di chi li ha fondati, i loro obiettivi, gli statuti se ne hanno; facebook in questo caso può essere molto utile per leggere i commenti e vedere che iniziative diverse da quelle animaliste seguono e quindi fare le connessioni. Un apporto fondamentale è la conoscenza dei gruppi nei propri territori, per questo non ci stanchiamo mai di fare un appello di partecipazione collettiva al progetto che permette anche di allargare il nostro fronte e fare della vera controinformazione.
Comunque, sicuramente non siamo a conoscenza di tutti i gruppi di destra che si muovono in ambito animalista ed ecologista. In particolare quelli legati alla Lega Nord che ultimamente sta crescendo molto, portando avanti anche messaggi sul km zero, l’agricoltura biodinamica, la decrescita demografica e le autoproduzioni. Un ambito in cui sono presenti e che noi abbiamo scoperto da poco grazie alla collaborazione con individualità sensibili a queste infiltrazioni, è il sovrumanismo che approfondiremo per le inquietanti sintesi tra eugenetica e nuove tecnologie.
Per quanto riguarda gli effetti dei nostri lavori, beh, in principio venivamo visti come quelli che vivono solo se vedono un fascista in giro, quindi non ci veniva riconosciuta molta credibilità. Oggi, per fortuna, ci si sta accorgendo che quanto denunciavamo tempo fa sta procedendo a vele spiegate e quindi anche il nostro lavoro sta girando, anche se non ancora abbastanza dal nostro punto di vista, ovviamente non tanto per noi, quanto per le informazioni che vogliamo diffondere.

6) Quali sono, in Italia, i gruppi animalisti legati alla destra che hanno più seguito? E all’estero? E’ vero che alcuni di questi si occupano di antivivisezionismo?
Nel nostro blog abbiamo iniziato da qualche mese a pubblicare delle schede di approfondimento su questi gruppi, anche in formato pdf per chi vuole diffonderle: http://antispefa.noblogs.org/tag/conoscerli-per-isolarli
Rimandiamo a questi lavori per far capire chi sono e dove operano; noi ci siamo concentrati sul territorio italiano. Il lavoro non è terminato, ma in evoluzione! Per essere aggiornat* sulle novità è utile iscriversi alla nostra newsletter.

7) Che cos’è il rossobrunismo e il nazional-anarchismo? Cosa hanno, o cosa vorrebbero avere, in comune con l’antispecismo?
Il rossobrunismo è un movimento che unisce neofascisti ad estremisti di sinistra. Sembra incredibile, ma purtroppo esiste ed è molto subdolo e complesso da spiegare. Sono identitaristi che arrivano dal comunitarismo degli anni ’70, evolutisi spostandosi maggiormente a sinistra verso una critica sociale del capitalismo che utilizza la geopolitica come mezzo di analisi. Approfondimento http://antispefa.noblogs.org/conoscerli-per-isolarli-rossobrunismo-e-predecessori-ecologisti-di-destra
Il nazional-anarchismo è un movimento poco presente in Italia e più diffuso a livello europeo e statunitense che porta avanti istanze anarchiche di pari passo con il nazionalismo di destra. Approfondimento http://antispefa.noblogs.org/conoscerli-per-isolarli-nazional-anarchismo-resistenza-nazionale-e-autonomi-nazionalisti/
Dal nostro punto di vista non hanno nulla in comune con l’antispecismo, che dovrebbe essere una sensibilità che non pone differenze o gerarchie tra individui e/o comunità.

8) Molte associazioni animaliste, ma anche molti individui, si dichiarano apolitici sostenendo che, in fin dei conti, ad un animale rinchiuso in un laboratorio non interessa minimamente se, chi lo libera, ha una particolare posizione politica. Voi che ne pensate?
Come dicevamo sopra, è un pensiero che non ha senso, come andare a togliere trappole con i cacciatori perchè loro conoscono i boschi o dare in adozione un beagle a un vivisettore, magari proprio quello che lo ha torturato sul “lavoro” perchè il vivisettore a casa si comporta bene. E’ un approccio tipico dei movimenti che sono legati alla destra e in cerca di un riscontro e una visibilità che i loro comportamenti e idee non possono avere.

9) Una società antispecista sarà inevitabilmente antifascista, ma società e gruppi con forti, sincere e radicate convinzioni antifasciste, molto spesso, alimentano in piena coscienza lo sfruttamento animale. Cos’è che non funziona? Perchè in molti, troppi ambiti è così difficile introdurre la questione animale?
Bella domanda…avessimo la risposta sarebbe fantastico! Noi stiamo cercando di non abbatterci a riguardo, cosa decisamente non facile, ma in fondo si tratta di compagni/e con cui abbiamo tanto in comune, sicuramente più che con le masse dei social network o della cosiddetta “società civile” e sarebbe fondamentale capire che la rivoluzione, il mondo migliore possibile è raggiungibile solo attraverso la liberazione totale da qualsiasi arroganza, sfruttamento e dominio, aiutandoci a vicenda negli aspetti su cui manchiamo. Siamo coscienti che l’antispecismo, ma non solo questo, sia davvero un cambiamento radicale, ma nemmeno noi capiamo bene cosa blocchi questo cambiamento quando si danno motivazioni politiche ed etiche così precise…e incontrobattibili!

10) Nonostante le molte disgregazioni, credete che ci siano delle concrete opportunità per la formazione di un vero movimento unito e orientato alla Liberazione Animale? E soprattutto: un movimento di questo genere è davvero necessario per raggiungere l’obbiettivo finale?
Nonostante crediamo che oggi non esista più un vero e proprio movimento di Liberazione Animale, pensiamo che l’obiettivo sia quello della liberazione totale, quindi, umana, animale e della Terra insieme. Per raggiungerlo è necessaria la convergenza di tutte le lotte contro le innumerevoli forme del dominio. L’unione non deve essere solo nel movimento animalista, ma deve essere a livello generale. La condivisione e la contaminazione di esperienze, di riflessioni e modi di agire, la solidarietà e l’umiltà di non credersi arrivat* sono necessari per combattere davvero questo sistema di coercizione e sfruttamento. Noi ci proviamo, anche commettendo sbagli, a volte perdendo un po’ le staffe perchè non è facile far passare impunemente ai nostri vicini di lotta la perseveranza nel diffondere dolore e carcere per i più deboli, indirettamente o direttamente che sia…
Finchè ogni gabbia non sarà vuota, piccola o grossa, psicologica o reale, intensiva o di campagna che sia…
Intervista a cura di Troglodita Tribe

5 Risposte to “Gruppo Antispefa”

  1. Ari marzo 10, 2015 a 8:24 am #

    Una domanda per antispefa… ma la fascista Alessandra Colla di cui denunciate l’infiltrazione nella vostra inchiesta sul rossobrunismo (http://antispefa.noblogs.org/conoscerli-per-isolarli-rossobrunismo-e-predecessori-ecologisti-di-destra) è la stessa che fa parte della redazione di questo sito “animalista”: http://gallinaeinfabula.com/about/redazione/ ? Cioè, un giorno va a casapound e il giorno dopo scrive tranquillamente per associazioni animaliste? ma sanno di chi si tratta?

    • Antispefa marzo 12, 2015 a 11:27 am #

      ciao Ari,

      si tratta della stessa persona, che sta cercando di inserirsi anche nell’ambito femminista e/o ecovegfemminista.
      Lo scorso anno avvisammo direttamente galline in fabula e caffo, ma la risposta fu, in breve, di difesa verso la colla anche come non fascista (noi la definiamo rossobruna per le differenze che esistono tra i due pensieri). anzi, grazie a te, leggiamo che è entrata nella redazione, mentre ci fu scritto a suo tempo, abbozzando quasi una giustificazione, che era “partecipante alla rivista online (cosa senza nessun valore formale)”… la colla scriveva anche su asinus novus che ora ci pare chiuso. avremmo anche altro da dire in merito a questo personaggio ambiguo…e lo faremo.

      Antispefa

  2. Stefania Centonze giugno 27, 2015 a 9:19 am #

    Non sono proprio d’accordo, viviamo in compartimenti stagni tra anti e pro, tra bianco e nero, ma non siamo fatti per essere squadre, per non uscire dalla nostra metà… siamo fatti per mischiarci, incontrarci, confonderci e cambiare. Chiudere le porte in faccia a chi serve? Agli animali? A noi anti-fascisti? Ai fascisti? Ditemi a cosa servono questi muri mentali? Ogni persona è o non è diversa da una altra? Parliamoci, conosciamoci, solo attraverso la relazione possiamo fare esperienza dell’altro… io la mia esperienza l’ho fatta, io ho lasciato entrare e ora posso essere felice di avere una amicizia in più, una persona in evoluzione. Che cura gli animali, che è un simbolo per la squadra opposto e per noi. Ciao Buon lavoro e buona Liberazione.

  3. Antispefa luglio 7, 2015 a 12:56 pm #

    Ciao Stefania,

    non è la prima volta che sentiamo queste frasi: “Perché questa divisione? Perché non accettate il diverso? Perché costruite questi muri?” e, anche se non nel tuo caso, molto spesso si conclude con: “Siete voi i veri fascisti che non volete chi non la pensa come voi!”

    Per noi non c’è alcuna possibilità di cambiamento e di liberazione totale in campagne/mobilitazioni/lotte/ecc che colpiscono un solo aspetto invece che tutto il sistema. Fra animalisti contro macellai, allevatori, cacciatori, vivisettori, circhi con animali non si ha nessuna remora: li si isola, si costruisce quello che tu chiami muro… però se invece un’ideologia porta, per esempio, a bastonare un negro o un gay, i muri li posso abbattere perché vedo che non si mangia carne? e diventa un buon esempio?
    Per noi i simboli portatori di contenuti e comportamenti discriminatori e razzisti sono da combattere, come qualsiasi simbolo di dominio e sfruttamento.

    Stiamo conoscendo persone e gruppi nuovi e stabilire dei limiti con i fasci non ci sembra questione di muri mentali, anzi, crediamo profondamente che dare loro spalla non possa portare a nessuna novità politica radicale e reale, ma solo a dei tamponamenti momentanei.
    Siamo ben consapevoli che questo tipo di scelte possono limare i numeri della partecipazione, apparentemente farci sentire soli e sole, ma d’altronde lottare per la questione animale, fra le altre, in compagnia di questa gentaglia proprio non possiamo giustificarlo né accettarlo. Non vogliamo nessun compromesso o dare nessuna agibilità ai razzisti, anche se hanno un rifugio o portano scatolette ai canili, per tutto quello che nel nostro sito e in questa intervista già abbiamo detto.

    Antispefa

  4. Antispefa luglio 30, 2015 a 8:20 am #

    ciao!
    abbiamo unito ed aggiornato le schede fatte fino ad ora. E’ possibile scaricare il dossier Conoscerli per isolarli 1.0 qui
    http://antispefa.noblogs.org/dossier-conoscerli-per-isolarli-1-0/

    Grazie
    Antispefa

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