CuochesseExtraOrdinarie

LocandinaBazuraXO_testataIntervista a Elisabetta Molinario e Arianna Abis
Cuochesse eXtra-Ordinarie e Filatrici di Reti e d’Idee

1) Abbiamo avuto il piacere di essere stati invitati ad un paio dei vostri eXtra-Ordinari mercoledì vegan al circolo Arci Bazura e subito, ci siamo accorti della speciale e collaborativa atmosfera che regnava, anche quando si lavorava in cucina tutti e tutte insieme!
Ma quando è nata e perché l’idea di questa iniziativa?
L’idea dei mercoledì eXtra-Ordinari é nata nell’estate del 2012 quando ci siamo incontrate per la prima volta. Entrambe avevamo in programma di proporre al Bazura una serie di incontri di stampo antispecista abbinati a delle cene senza crudeltà per avvicinare alle idee antispeciste gli utenti di un posto di per sé ricco di iniziative politiche e sociali, ma completamente avulso dal concetto dell’antispecismo.
Ci siamo quindi ritrovate con la stessa idea a una riunione ufficiale, guardandoci dai due capi opposti del tavolo, con tanti punti interrogativi in testa … abbiamo iniziato a collaborare, inizialmente in modo più formale e – dopo pochissimo – con convinzione e un crescente affetto. Quell’affetto che ora si respira in cucina, tra i tavoli, in ogni momento, e che accompagna i momenti di riflessione profonda e quelli di ilarità e di gioia.

2) La vostra è un’associazione o un gruppo informale? E in quante siete?
E’ un gruppo informalissimo e, di base, siamo in due.
Nel corso di questi anni ci hanno supportate svariate persone, che – di volta in volta – si sono avvicendate ai fornelli, alternandosi con noi. Preziosissimo é stato anche l’aiuto di chi ci ha supportato nell’organizzazione delle proposte post-cena. Quello dei mercoledì eXtra-Ordinari é un grosso progetto da portare avanti, l’impegno organizzativo e l’impegno pratico in cucina, ogni settimana, é continuo.
Senza la collaborazione di tutte le persone che hanno fornito manodopera ed entusiasmo non ce l’avremmo mai fatta, e di questo le ringraziamo di tutto cuore.
Indispensabili sono anche i nostri aiutanti del Bazura, Beppe e Maria, sempre pronti a darci una mano.

3) Come mai avete scelto di infiltrarvi in un circolo Arci? C’è qualche filo che vi collega al Bazura?
Non abbiamo un particolare amore per i circoli Arci, in questo caso ci hanno condotto qui le persone, più che la tipologia del locale.
I gestori del Bazura sono infatti delle persone speciali, amici che, pur non essendo loro stessi antispecisti, hanno la curiosità di imparare e di scoprire nuovi significati da abbinare alla parola “lotta”. Ci hanno dato sin da subito carta bianca per sviluppare il nostro calendario di serate eXtra-Ordinarie, ospitandoci per tutto questo tempo e dando fiducia al nostro progetto.
E quindi eccoci qui, alla terza stagione…
All’interno di questo percorso si é messa in evidenza una delle grandi incongruenze dell’Arci: la presenza di Arcicaccia nella confederazione Arci.
Su questo tema abbiamo proposto tavoli di confronto dai quali é nata la campagna Arcicaccia Free Zone che intende essere da un lato un modo per sensibilizzare sulle atrocità della caccia (che hanno ben poco di pacifico e di non violento, quindi hanno ben poco a che vedere con lo statuto e con quelli che dovrebbero essere i principi basilari della confederazione Arci) e dall’altro si propone di spronare i tesserati Arci affinché alzino la loro soglia di attenzione, in modo da attivarsi, per non cadere addormentati sulle tessere associative…

4) Il quartiere San Salvario di Torino (dove si trova il Bazura) è multietnico, particolarmente vivace e ricco di iniziative. Siete riuscite a coinvolgere gli abitanti della zona?
Purtroppo non molto. E’ un percorso lento e particolarmente difficile.

5) Quale è stato il mercoledì più partecipato ed emozionante? E perché?
Ci sono stati davvero tanti mercoledì da ricordare!
Tra quelli che sicuramente ci portiamo dentro per l’emozione che hanno suscitato ci sono le serate dedicate alle esperienze personali.
L’esperienza di Giorgio, per esempio, ex-cacciatore, ci ha condotto in un mondo che ci univa tutti: quelli che hanno vissuto un passato specista, quelli che vivono ancora delle contraddizioni nelle scelte quotidiane, quelli che hanno superato la soglia e sono entrati integralmente nella scelta etica antispecista.
Tutti noi in un unico racconto.
La storia di un uomo che ha saputo denudarsi di ciò che era, raccontandoci gli occhi in cui ha riconosciuto la vigliaccheria della caccia, gli occhi del suo cane che quando morì fece entrare Giorgio nella morte da lui procurata in tantissimi animali, quell’attimo che – in modo diverso – molti di noi ritrovano nella propria personale esperienza e che d’un tratto fa cambiare tutto.
Parlare della realtà e non della teoria, questo ci rende più vicini.

6) Questo è il terzo anno della vostra eXtra-Ordinaria iniziativa! Ci sono delle novità? Avete avuto il riscontro che vi aspettavate?
Quello che ci proponiamo é che i mercoledì eXtra-Ordinari non siano soltanto dei mercoledì vegani ma dei mercoledì antispecisti, rivolti verso la Liberazione Animale e della Terra.
Dal punto di vista pratico le novità riguardano principalmente due nuove rassegne, che si affiancano a quelle già presenti.
La prima riguarda “Arte e Antispecismo” (con tanto di mostre di svariato genere che si avvicenderanno nel corso della stagione eXtra-Ordinaria) e già nel corso della prima serata abbiamo tentato una riflessione, insieme a Luigia Marturano, su come possa l’arte (di qualsiasi tipo) essere un mezzo per raccontare l’antispecismo.
La seconda rassegna riguarda il legame tra Veganismo e Capitalismo, per allontanarci a grandi passi dall’acriticità consumista che purtroppo pervade sempre più anche il mondo del “vegan”.
Tenteremo di fuoriuscire in modo sempre più esplicito e profondo dall’apparenza che governa le mode e il mercato, sia nel tipo di iniziative proposte che nel tipo di cucina.
Dal punto di vista del cibo sarà l’annata delle ricette regionali, proporremo piatti semplici provenienti dalle nostre tradizioni, discostandoci dal modello dello “chef chic” che non ci appartiene e dalle copie rielaborate e complesse di piatti non cruelty free; andremo verso la semplificazione e la genuinità, con un occhio di riguardo per l’autoproduzione e la piccola distribuzione, proponendo sapori gustosi e semplici, e le ricette che tradizionalmente sono senza ingredienti di origine animale e fanno già parte della nostra cultura.
Con la nascita dei mercoledì eXtra-Ordinari desideravamo creare un punto di incontro per le persone che hanno attenzione per lo stesso tipo di temi che ci appassionano e per coloro che ricercano costantemente un approfondimento e uno scambio nell’attivismo; volevamo allo stesso tempo creare un luogo dove fosse possibile recarsi, ogni mercoledì (ossia a scadenze fisse e regolari), per cercare, trovare e ritrovarsi, dove concentrare attenzione e azione, con una buona cucina e un ventaglio di proposte post-cena lontane dagli schemi associazionistici classici che, personalmente, non amiamo per nulla in quanto spesso chiusi in rigide dinamiche gerarchiche.
Beh, diciamo che se non completamente, ci siamo avvicinate a quello che era il nostro intento … Quella dei mercoledì è diventata una piccola, eterogenea comunità.
Parallelamente, l’idea di fare questo esperimento al Bazura é stato un modo per comunicare con persone che non avevamo mai avuto alcun contatto ragionato con un diverso punto di vista sul mondo animale non umano e che sarebbe stato molto difficile avvicinare in contesti più “chiusi”.
Il Bazura, in questo aspetto, ci ha aiutate molto perché è un posto in cui è di casa la lotta NOTAV, NOMUOS, è un luogo antifascista, antirazzista. Questo substrato di partenza, ricco e fertile, ci ha rese capaci di portare con più forza e in un modo più efficace una voce nuova che nasce dalla stessa terra di lotta alle discriminazioni.

7) Dopo tutti questi mercoledì eXtra-Ordinari che avete organizzato, che avete vissuto in prima persona, in cui avete discusso e ascoltato, è cambiato qualcosa rispetto al vostro personale approccio al concetto di Liberazione Animale?
La Liberazione Animale è un sogno molto grande, una speranza sempre presente, ma la Liberazione Animale, compresa quella umana, purtroppo è molto lontana dal divenire realtà.
Stiamo partecipando a un movimento che cresce sempre di più, se pensiamo alle epoche passate, ma allo stesso tempo la popolazione umana vive immersa in un presente drammatico per la sua stessa nefasta influenza sulla Terra; l’animale umano procede incurante del resto del pianeta, totalmente assente a se stesso, addirittura dannoso per tutto quello che é “altro”, sia esso animale, vegetale ma anche rispetto alla sua stessa specie.
Come si può essere positivi?
La nostra risposta per il raggiungimento di questo grande obiettivo della Liberazione Animale è la costruzione di un percorso – piccolo, piccolissimo che sia – in cui credere e da portare avanti con profondo sentire. Un percorso vero, fatto di incontri e di emozioni, di confronti – a volte difficili ma importanti.
Questo percorso mira alla Liberazione Animale e della Terra, senza compromessi, e sebbene sia morbido nell’incontro è duro e fermo sull’idea che non esistono compromessi da accettare.
Contro la sofferenza e il predominio non ci sono mezze misure o discorsi parziali, occorre puntare là dove gli animali umani e non umani siano veramente liberi e non assecondare un sistema schiavista che allenta la fune ma tiene la presa.
Ritrovarsi, settimana dopo settimana, in un ambiente pieno di stimoli e spunti di riflessione fa sì che il nostro pensiero sia in continua evoluzione e sottoposto a innumerevoli momenti di costruttiva autocritica.
In questo luogo eterogeneo che è il Circolo Bazura, durante questi anni, si é consolidata l’idea che irrompere nel mondo specista in maniera violenta non porta a nessun risultato se non alla chiusura, essere se stessi senza puntare una forchetta nell’occhio a tutti quelli che procedono in altre direzioni é molto più efficace per tanti motivi. C’é così tanto da imparare per ognuno di noi e se si parte con l’idea di essere arrivati manca davvero qualcosa.
La sofferenza e la rabbia che percepiamo come vere dentro di noi non diminuiscono se si aggrediscono tutti quelli che la pensano diversamente… anche se a volte é dura e vanno considerate le dovute eccezioni.

 8) Il vostro gruppo è composto da donne ed è risaputo che la maggioranza delle persone sensibili alla questione animale appartiene, appunto, al genere femminile. Secondo voi per quale motivo?
Non c’é una vera ragione per cui il nostro gruppo sia risultato composto da sole donne… Infatti a partire da novembre avremo anche un uomo, Andrea Malgeri, a spadellare insieme a noi.

9) Vi sentite più cuoche o attiviste?
La cucina é per noi un mezzo per veicolare messaggi ed energia alimentare. E poi, certamente, c’é il divertimento e l’entusiasmo di stare insieme.

10) Di questi tempi, visto il dilagare di cene e aperitivi vegan, corsi di cucina e libri di ricette, molti sostengono che il cibo stia prendendo il sopravvento rispetto all’obbiettivo della Liberazione Animale. Che ne pensate?
Pensiamo che sia vero, ed é proprio per questo motivo che vogliamo partire con un percorso in controtendenza. Sempre più spesso, infatti, i ristoranti vegan e le attività proposte perdono di vista l’obiettivo finale, quello della Liberazione Animale.
Secondo noi non é sufficiente avere un’alimentazione vegana se sotto la superficie del consumo cruelty free non c’é una profonda convinzione dettata da scelte consapevoli, sia dal punto di vista etico che – soprattutto – politico. Senza la conoscenza dei meccanismi che governano la moda e il mercato.
Non basta evitare di consumare cibi di origine animale, bisogna uscire dalle logiche di questo mercato che è già riuscito a reinglobare anche questa scelta etica in una comoda nicchia, quella dei consumatori “etici”, con tanto di scaffali dedicati ai supermercati e apposite promozioni.
Fino a quando non verrà scardinato questo meccanismo legato al consumismo non ci sarà davvero una possibilità di cambiamento, neanche con centinaia di ristoranti vegani o corsi di cucina.
Per tutti questi motivi noi ci dirigiamo dalla parte opposta rispetto al mercato, e – a dispetto delle mode – proponiamo approfondimenti e riflessioni e una critica a tutto tondo sul cibo, anche quello che non contiene ingredienti di origine animale.
(Intervista a cura di Troglodita Tribe)

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