SimonaProgettoUnaGallinaPerAmica

simonaIntervista a Simona Basi, scrittrice, impiegata e praticante avvocato, attivista del Coordinamento LAM  (Lega Anti Macellazione) e ideatrice del progetto UNA GALLINA PER AMICA

1) Un’amica ci ha inviato il tuo SOS e così ti abbiamo scoperta. Sei in difficoltà perchè dovrai spostare le galline che hai salvato. Come si chiamano? Quante sono? Sono state tutte salvate dagli allevamenti?
Esattamente. Avevo aperto, appena il primo di giugno dell’anno scorso, il 2013, un dolcissimo rifugio per le galline ovaiole che vengono liberate dalle gabbie e i proprietari mi hanno riferito ora che entro qualche mese dovrei sgomberare tutta la struttura perché il posto non sarà più disponibile.
Attualmente il rifugio ospita 15 galline, tutte salvate dagli allevamenti intensivi: si chiamano Melissa, Rossella, Suor Chioccina, Fagiolino, Gertrude, Gertrudino, Priscilla (detta Chicca), Nerina, Priscilla junior, la sua sorellina Sara, e poi ci sono le 5 ‘new entry’ salvate il 4 agosto di quest’anno da uno degli stabilimenti di Amadori! Si chiamano Camilla, Suzuki, Lorenza, Jessica e Alessia.

2) Come mai proprio le galline? Per quale motivo ti sei dedicata ad aiutarle, e da quando?
Le galline sono dolcissime e si prestano benissimo ad essere i nuovi animali da compagnia!
Sono a metà strada tra il cane e il gatto.
Del cane hanno che sono fedelissime, se le porti fuori stanno sempre vicine a te e rispondono al richiamo. Inoltre… sono molto gelose. La mia veterinaria dice che gli uccelli sono ancora più gelosi dei cani!
Del gatto hanno che amano molto stare accovacciate nella loro cestina, pensano in autonomia alla pulizia delle proprie piume, come il gatto pensa a quella del proprio pelo, e… si possono anche, con pazienza e tanto amore, abituare alla lettiera!
Amano stare fuori, ma principalmente quando è bello e la sera stanno volentieri in casa.
Come attivista vegana e animalista, poi, ho scelto questi animali perchè sono i più bistrattati e sfruttati: numericamente non c’è animale che viene abusato di più dei polli e delle galline ovaiole e nonostante questo vengono sempre messi in secondo piano nelle battaglie animaliste.
Mi occupo di galline sin da quando avevo 10 anni…quando mi regalarono un pulcino e per me fu come vivere in una favola! Quel pulcino era sempre con me e me lo portai anche in vacanza.  E i pomeriggi faceva il sonnellino vicino a me mentre io ero accovacciata sul divano a guardare la tele (i cartoni animati).

3) Che sentimenti provi nei loro confronti? Quanto tempo vivono se nessuno le sfrutta?
Questi animali li amo tantissimo…provo per loro un affetto sincero e li adoro con tutta l’anima! Quando penso a loro provo tantissima dolcezza e tenerezza e senso di protezione.
Se nessuno li sfrutta possono vivere anche 18-20 anni. Come i gatti.
Se provengono dagli allevamenti intensivi, invece, sono in genere molto provati e non hanno difese immunitarie e di solito non sopravvivono oltre il secondo anno di vita!
A questo proposito pubblicai di recente l’articolo: ‘Il prezzo di una vita in gabbia: vite che si accorciano’ (edito da Tredicesimacopia: http://tredicesimacopia.blogspot.it/2014/01/il-prezzo-di-una-vita-in-gabbia-vite.html)

4) Quali sono le difficoltà e le paure maggiori che le galline, devono superare appena salvate?
Ambientarsi nella nuova “casa”..convivere con le altre galline e gli altri animali se ve ne sono…superare lo shoc psicofisico dell’allevamento intensivo.
Oltre a questo, chi adotta questo tipo di cucciolo deve fin da subito sapere che bisogna stare sempre all’erta per via dei predatori. Questi animali sono assolutamente alla mercé di tutti e non si sanno difendere da soli. Tocca a noi pensare a loro e io lo faccio con tutta me stessa.
Un ulteriore aspetto: i polli credo siano gli animali più cagionevoli di salute in assoluto.  Ed è per questo che negli allevamenti li imbottiscono di farmaci (e rappresentano pertanto la carne più cancerogena e più pericolosa per via di quel fenomeno che va sotto il nome di antibiotico-resistenza).

5) Si sa! Il linguaggio spesso rivela i forti condizionamenti specisti a cui siamo stati educati sin da bambini. La frase “hai un cervello da gallina” la conosciamo tutti! Tu che condividi l’esistenza con loro, puoi parlarci della tua esperienza diretta a proposito dell’intelligenza di questi animali?
Le galline hanno una loro particolare intelligenza e riconoscono le persone anche solo da un particolare, inoltre sanno distinguere le galline familiari da quelle estranee e vanno incontro alle persone che riconoscono amiche… lasciandosi abbracciare come i cani e i gatti!
Su Focus anni fa uscì un articolo molto approfondito sull’argomento e si intitolava: Polli parlanti.
I polli sono capaci di emettere una gamma ampissima di suoni, sanno praticamente parlare come noi e più dei cani e dei gatti. Sanno comunicare tra loro e avvisare gli altri dell’arrivo di un predatore e avvisare se sta arrivando da destra, da sinistra, dall’alto, etc.. Sanno inoltre riconoscere una gallina dopo averla vista solo una volta da pulcina.
Mi ricordo poi un aneddoto riguardo alla prima gallina che ho salvato, Caterina, che era sempre con me.
Qualsiasi persona mi vedeva domandava lumi sulla sua intelligenza. La prima volta però non ero preparata: per me era talmente evidente e scontato che le galline sono intelligenti e interagiscono con noi come lo fanno i cani e i gatti!
Qualsiasi animale è dotato di intelligenza altrimenti non potrebbe sopravvivere, non potrebbe cercarsi il cibo, procreare, ripararsi dal freddo, cercare l’acqua, ricordarsi quale cibo è buono e quale no, quali altri animali e quali persone sono amiche e quali no, stare attento ai predatori, etc..
Quella volta mi trovai nel parco sotto casa: un condomino mi fece la fatidica domanda ‘Ma le galline sono intelligenti?’ . La risposta era talmente ovvia per me che non sapevo da dove partire e per metterlo subito a tacere ‘ne sparai’ una a caso. Gli risposi che tutte le volte che rientro a casa con la mia gallina in braccio è lei che mi indica la chiave da inserire nella serratura.
Pensavo di averlo convinto circa l’intelligenza delle galline e invece… mi disse che voleva vedere la scena!
Non sapevo che rispondergli. Presi in braccio la mia cucciola che era sempre vicina a me, ai miei piedi, e andai verso l’atrio del condominio. Poi, mentre ero lì che pensavo: ‘e adesso che l’ho sparata così grossa che faccio?’, come per magia (ma potremmo benissimo chiamarla empatia, oppure telepatia –gli animali sono molto telepatici  ), Caterina seguì per filo e per segno tutto il copione che avevo millantato con il condomino impiccione…^_^!
Fece finta di scegliere la chiave e poi ne beccò una…ed era quella giusta!
Caterina non la dimenticherò mai. E’ stata la mia prima cucciola (dopo la lunga parentesi senza animali dai 17 anni ai 30!). Insomma, il mio primo amore… e il primo amore non si scorda mai.
Io e lei ci capivamo al volo! Ed era sempre con me, ovunque io andassi e con chiunque io stessi.
A dire il vero, ogni gallina è stata unica (come recita quell’adagio: ‘OGNI GALLINA CHE SALVO E’ UNA CREATURA UNICA, progetto a cura del Coordinamento LAM – lega anti macellazione’, di cui io sono una delle ideatrici).
Neroni, ad esempio, la ricordo per la sua contagiosa simpatia, per le sue fusa rumorosissime e per il fatto di aver insegnato a Isabella come si trovava la pappa da dentro alla casina di cartone che avevamo costruito, io e la mia mamy, dopo che Isabella ebbe quel brutto incontro con un cane, nell’ottobre del 2010, quando era ancora cucciola.
Mentre Carlotta la ricordo per la sua infinita dolcezza d’animo: lasciava sempre comandare a Laura, la bimba mia, e quando la trovai impigliata nella rete da calcio provai una grandissima pena e un profondo senso di ingiustizia. Carlottina aveva paura di tutto…e con molte probabilità qualcuno (animale o ‘uomo’) si era ‘divertito’ a spaventarla a morte mettendola ‘al muro’ contro la rete e il suo cuoricino non aveva retto.
E c’è poi Laura, la ‘bimba’ mia. Laura, la mia cucciola arancione, aveva un carattere così forte anche se quando l’ho liberata, da pulcina, aveva un occhio cieco e le era rimasto il becco da pulcina anche da adulta, da gallina.
Ma Laura aveva una personalità così forte che riusciva ad imporsi lo stesso! E come era gelosa di me… forse la cucciola più gelosa che ho avuto!
Era gelosissima e voleva essere sempre al centro della mia attenzione, voleva che la considerassi per prima altrimenti piangeva! Da piccolina piangeva forte, da grande se mi vedeva accarezzare le altre si fermava a guardarmi lamentandosi con il suo ‘e-e’ e poi quando io mollavo tutto e correvo a coccolarla con la testina si avvicinava al mio collo e faceva le fusa.
Non dimenticherò mai la mia cucciola, non dimenticherò mai nessuna delle cucciole che è stata con me!
E quando la mia Laura sapeva che se ne stava andando i suoi occhi erano lucidi: forse piangeva perché sapeva che mi stava dicendo addio e non mi avrebbe più rivista!
L’etologa mi disse che il motivo per cui in ultimo non si faceva più prendere in braccio da mia nonna o mia mamma era perché la mia cucciola si era talmente affezionata a me che aveva paura che gli altri membri della famiglia la portassero via da me… e la mia Laura invece era fiduciosa che sarei tornata a riprenderla!

6) E’ vero che esiste una legge che permette di vivere con delle galline anche in un condominio? Magari in attesa di trovare un posto idoneo alle loro necessità di sole, terra, aria, erba, spazio?
Esattamente, con l’articolo 16 della Legge 220/2012 è stato integrato l’articolo 1138 del Codice Civile sancendo l’invalidità di eventuali divieti contenuti nel Regolamento condominiale nonché il diritto di accesso a cani, gatti e altri animali domestici alle parti comuni come scale e ascensori.
La definizione “animali domestici” non limita l’applicazione della nuova norma a cani e gatti, ma comprende anche conigli, galline e altri animali, ovviamente se si ha il giusto spazio a disposizione e la competenza per accudirli.
Finalmente è stato riconosciuto il diritto di cittadinanza anche per i conigli e le galline!
Siamo così un Paese più civile che si adegua al Trattato Europeo che definisce gli animali esseri senzienti.

7) Smettere di considerare le galline delle macchine “sfornauova” e, finalmente, cominciare guardarle da una diversa angolazione, significa anche notare le loro difficoltà, i loro bisogni, il loro linguaggio, la loro socialità. Tutto questo, secondo la tua opinione, può avvenire, come in tanti sostengono, nei “pollai amatoriali”, quelli gestiti da persone che giurano di amarle e di non ucciderle, pur continuando ad usarle per le loro uova?
Finché si detengono questi poveri animali solo nell’ottica ‘del guadagno’, ovvero ‘del profitto’, non si potranno mai cogliere, a mio avviso, tutte quelle sfumature di carattere, personalità e individualità di ogni singolo individuo.
Io ho dato un nome a tutte le mie amiche piumate e per me sono le migliori amiche che esistano! Non vedo l’ora di tornare a casa dall’ufficio per poterle riabbracciare e chiamarle per nome (ogni gallina che salvo ha un proprio nome e una propria individualità! Non c’è un’amica gallina uguale all’altra e io voglio bene a tutte! Non riuscirei a separarmi da nessuna di esse).
Come sopra accennavo parlando del progetto: ‘OGNI GALLINA CHE SALVO E’ UNA CREATURA UNICA’, ho avuto in casa con me Caterina, la prima gallina che ho salvato, ed era come una piccola dolcissima e graziosissima fatina: era sempre con me, ovunque io andassi e con chiunque io stessi, ed io e lei ci capivamo al volo! Caterina capiva tutto quello che dicevo ed era sempre solidale con me. E mi ha salvata tante volte. Io l’ho salvata una volta sola, ma lei ha fatto di più per me. E’ stata la mia migliore amica: mi consolava ed era al mio fianco quando ero triste ed era al mio fianco quando ero felice. Era al mio fianco nelle mie battaglie animaliste ed era al mio fianco in ogni mia gita, con chiunque io stessi: l’importante per lei era che ci fossi io!
Laura era gelosissima di me, voleva solo per lei il mio affetto e mi ha aspettata, al freddo, per darmi il suo ultimo saluto: non voleva lasciarsi andare prima d’averlo fatto!
Martina (Neroni) aveva una simpatia travolgente (grazie a lei mi sono a poco a poco ripresa dopo il lutto per la morte della mia adorata Caterina) e faceva delle fusa ‘rumorosissime’; poi c’è stata Carlottina, la quale aveva un animo dolcissimo e nobile e lasciava comandare sempre a Laura. Isabella è stata invece la più pantofolaia di tutte: non voleva mai uscire e restava ai piedi di mia mamma che guardava la tv per farle compagnia sino a notte fonda.

8) Che sia intensivo, biologico o anche “amatoriale”, lo sfruttamento delle galline è senza dubbio una forma di palese ingiustizia. Qual è il tuo rapporto con le altre forme di ingiustizia come il razzismo, il sessismo, l’omofobia?
Esattamente, lo sfruttamento delle galline è una forma di palese ingiustizia come tutte le altre (o forse anche di più perché nel nostro caso le galline sono assolutamente incapaci di difendersi da noi e non possono neppure invocare una legge che le tuteli in caso di ingiustizia).
Non comprendo l’origine di tutte le forme esistenti di ingiustizia. Auspico solo che contro ogni forma di dolore che viene perpetrata ad altri ci sia una tutela legislativa forte.

9) I rifugi (anche molto piccoli) per animali salvati o fuggiti dai macelli e dagli allevamenti sono, ad oggi, le uniche realtà che mostrano e dimostrano (ad adulti e bambini) la concreta possibilità di un diverso approccio con gli animali considerati “da reddito”. Sono quindi molto importanti nell’ottica della Liberazione Animale. Quali sono le difficoltà maggiori che si presentano e che, soprattutto all’inizio, occorre affrontare con determinazione quando si prova ad aprirne uno? Cosa dovremmo fare per cercare di sostenere le persone che vogliono iniziare?
Certamente è da auspicare e sostenere con forza l’apertura di quanti più rifugi possibili per gli animali ancor oggi considerati, banalmente e con grande ignoranza, ‘da reddito’.
Rivolgo pertanto appello a chiunque abbia un minimo di terra (o anche un piccolo giardino privato) affinché possa dare la propria disponibilità ad accogliere ed accudire con amore anche questi poveri animali sfortunati, che comunque sanno dare tanto amore, nonché di segnalarlo sul proprio profilo facebook e di scrivere alle associazioni animaliste comunicando la propria disponibilità ad accogliere animali ‘da reddito’ salvati dai macelli.
Rivolgo inoltre appello a tutti coloro che si professano animalisti: certi animali (quali conigli e galline) si possono tenere anche in appartamento, a patto di amarli come fossero cani o gatti, pulire ogni giorno dove soggiornano, cambiare spesso acqua e pappa e sempre ogni giorno portare questi nuovi animali domestici in un parco o nel proprio giardino!
E’ molto importante, per il cambiamento verso il veganismo, far vedere nei parchi (ovviamente prestando molta attenzione e proteggendo i nostri cuccioli da tutti i pericoli) anche gli animali che ancora oggi ‘si mangiano’, così da iniziare a farli vedere nella nuova ottica di animali da compagnia.
Aggiungo inoltre che il Comune appoggia per ora solo i canili e i gattili: sarebbe pertanto importante parlare loro di queste nuove strutture che si stanno aprendo, pressoché ovunque, e cercar così di far aprire gli orizzonti anche alle istituzioni. L’obiettivo è quello di introdurre l’argomento al fine di chiedere loro di darci una mano in questo grandissimo cambiamento culturale.  Liberiamo e diamo finalmente il diritto alla vita e alla felicità a ogni Animale! Go vegan.

10) A quando un mondo dove una persona possa vivere libera con altri animali liberi senza essere considerata strana?
Spero a prestissimo! Io continuo intanto pressoché ogni week-end nel mio progetto UNA GALLINA PER AMICA, andando nei parchi con un paio di cucciole, così da farle vedere nell’ottica finalmente di animali da compagnia e far provare qualche senso di colpa a chi ancora mangia gli animali, pur coccolando nel frattempo animali molto simili come i cani e i gatti!
(Intervista a cura di Troglodita Tribe)

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