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Al lupo Al lupo!!!

29 Gen

lupo-di-rotella

Opera di granito verde (cm 120 x 147 x 38,5 ) con propria base (cm 17 x 180 x 88).
Si trova in Corso Mazzini a Cosenza ed è parte del Museo all’aperto Carlo Bilotti.
Opera di Mimmo Rotella inaugurata nel 2007.

Si tratta dell’ultima opera che il celebre artista Mimmo Rotella ha voluto dedicare al lupo della Sila.
Per secoli cacciato e bistrattato, considerato come l’emblema della cattiveria , spesso sull’orlo dell’estinzione, viene ritratto nell’atto di ululare proprio in una delle più importanti vie di Cosenza.
Dopo le infinite stragi, in Italia, gli ultimi esemplari superstiti erano asserragliati proprio nei boschi del Parco della Sila. Nel 1976 divenne finalmente un animale protetto  e ne fu vietata definitivamente la caccia.
Da allora, il Lupo della Sila è diventato il simbolo di questo parco e anche di tutte le montagne della Calabria.
Da spauracchio ancestrale usato per spaventare i bambini, da animale nocivo e pericoloso che andava spazzato via dai boschi a colpi di fucile, si pretende, oggi, con una sommaria antropomorfizzazione, di farne il simbolo della cultura e delle radici di questi popoli montanari.
Certo, non è mai troppo tardi per valorizzare un animale che sconta ancora oggi, anche nel linguaggio parlato, assurde mortificazioni, ma questo monumento, questo bellissimo lupo in mezzo alle vie di Cosenza, è un lupo  il cui ululato ci parla di stragi inutili,  del continuo folle tentativo  di schiacciare, violentare, domare e distruggere tutto ciò che è selvatico, libero, nomade.
In realtà, ad un osservatore più aperto e consapevole, questo mitico e un po’ mistico ululato viene a ricordare la persecuzione subita dai lupi, viene a ricordare che le popolazioni di montagna davano premi e doni di ogni tipo a chiunque si presentasse con una carcassa di lupo ucciso.
E ci viene anche a ricordare quanto dure siano state le battaglie animaliste in favore degli ultimi lupi sopravvissuti nella Sila. Battaglie che non hanno ceduto alla rassegnazione, che hanno insistito anche quando pareva impossibile competere con una visione così distorta e superficiale, eppure ancora così diffusa, di una natura cattiva proprio come lo stereotipo del lupo cattivo.
E quindi, nonostante tutto, quest’opera di Mimmo Rotella, resta un caldo omaggio al lupo, al suo indomabile spirito che non si rassegna.
Un omaggio, almeno così noi lo leggiamo, che va anche a tutti quegli animali che resistono, che si ribellano, che scappano nell’ininterrotta ricerca di spazi ancora non occupati, cementificati, urbanizzati, coltivati, recintati, avvelenati e trasformati in discariche. Una fuga e una resistenza che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono destinate a fallire, ma che ci mostrano gli animali da un nuovo punto di vista.
Non più delle povere vittime passive da proteggere e aiutare, ma compagni e complici di una lotta comune per la Liberazione.

Tratto da “Musi di pietra (Il posto degli animali nei monumenti)” autoprodizione di Troglodita Tribe

 

 

 

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