PinaPigeonAttivista”Piccionara”

pina pigeonIntervista a Pina Pigeon Attivista, “Piccionara” ed Educatrice Professionale per disabili intellettivi

1) La tua attenzione verso i piccioni ci ha particolarmente colpito, anche perchè di solito viene riservata, più che altro, a cani e gatti. Li salvi, li ospiti in casa, li aiuti…Puoi raccontarci come hai iniziato? Riesci a comunicare con i piccioni?
Come la maggior parte delle cose tutto è iniziato un po’ per caso. Sono stata per anni attivista in un gruppo dove non ci siamo mai posti il problema di chi avevamo di fronte ma di come lo si poteva aiutare. E quindi il primo arrivo di piccoli di piccione in difficoltà (o nido di topini o rattini orfani … tanto per rimanere in tema di specie guardate con… diciamo “sospetto”) non è stato un problema in sè… se non per il fatto di attivarci ed informarci per poterli gestire nel modo più corretto possibile. Detto questo quando mi sono trovata davanti quei due pulli orribilmente bellissimi e “caciaroni”… me ne sono subito innamorata!
Sicuramente con Pina, Regan e JimmyPage, i piccioni che ho adottato perchè non reinseribili in natura, c’è una notevole comunicazione, io non sono un umano qualsiasi… riconoscono la mia voce, i loro nomi… i miei movimenti (soprattutto quando preparo la pappa per i cani) e io leggo i loro. Diciamo che è come per qualsiasi creatura con cui si condivide la quotidianità…pian piano ci si capisce.
Per quanto riguarda invece gli adulti in difficoltà o i piccoli da svezzare, cerco sempre di essere una presenza molto discreta e meno rumorosa possibile, questo per non rischiare di spaventarli maggiormente e peggiorare la loro situazione o nel caso dei piccoli rischiare l’imprinting, dato che l’obbiettivo è il loro reinserimento in natura.

2) I piccioni sono una presenza importante nelle nostre città e nei nostri paesi. Li troviamo nelle piazze, nei parchi, sui terrazzi e sui tetti. Succede, però, che ci siano ordinanze per il loro abbattimento o, in altri casi, per il loro contenimento o allontanamento. Mai, invece, si pensa a favorire la convivenza tra umani e piccioni. Cosa suggeriresti per migliorarla?
Prima di rispondere a cosa suggerirei per migliorare la convivenza tra umani e piccioni, ritengo importante partire raccontando un po’ la loro storia perchè è grazie a quella che possiamo capire effettivamente la situazione che si è creata oggi ed è conoscendo chi è questo animale che si può arrivare a pensare a soluzioni che permettano una pacifica convivenza tra umani e piccioni.
Piu di 5000 anni fa , i piccioni selvatici Columba Livia, che vivevano sulle rocce per i beati fatti loro, furono catturati ed allevati dall’uomo che li mise nelle colombaie. Questa pratica si diffuse in quasi tutte le parti del mondo. I piccioni che si incontrano nelle piazze di tutte le città sono i discendenti di questi colombi domestici… individui sfuggiti dalle colombaie, rilasciati durante le manifestazioni e, soprattutto a partire dal 1700 fino al secondo dopoguerra, abbandonati progressivamente dall’uomo. Quindi, potremmo tranquillamente dire che il piccione è un randagio, un “ex domestico” rimasto vicino all’uomo che l’ha allevato per millenni.
Per questi motivi la nostra legislazione, con delle sentenze, ha conferito loro il termine “domestici divenuti randagi” e li ha dovuti inserire tra gli animali selvatici non sapendo dove collocarli.
Per migliorare la convivenza umani-piccioni esiste solo un metodo realmente efficace: il ripristino delle torri colombaie, di modo da poter contenere le nascite. Questo sta già avvenendo in molte città europee, a Milano (parco Baravalle) e a Pisa.  Potrei aggiungere anche casa mia, dato che Pina e Regan, coppia molto stabile, tutti i mesi da due anni cova in tutta serenità uova sostitutive per poi ricominciare il ciclo.
Dopo anni ed anni di utilizzo direi che è più che evidente che i metodi cruenti, e non solo per i piccioni ma per qualsiasi tipo di animale considerato “problematico”, oltre ad andare contro qualsiasi principio etico, ad avere un elevato impatto ambientale, sono anche poco efficaci perchè il livello della popolazione si stabilisce rapidamente (i superstiti incrementano il ritmo di riproduzione, immigrazione di individui dal territorio circostante).

3) I piccioni, spesso, sono considerati un fastidio. Spesso la gente dice che sporcano, che portano malattie, che sono troppi. Ma è proprio vero?
Chiunque rappresenta il “diverso” “l’ultimo” “l’emarginato” è generalmente considerato un fastidio (e non solo riferito al mondo animale).
Che la specie che sta massacrando questo pianeta si rivolga ad un altra specie dicendo che “sporca” (sporcano i piccioni, sporcano i gatti delle colonie, sporcano i cani randagi…) fa tristemente sorridere, detto questo purtroppo non è un mondo a misura di animale e quindi per il loro bene bisogna intervenire controllandone (con il metodo non cruento sopra citato) il numero.
Per quanto riguarda le malattie: NON è ASSOLUTAMENTE VERO. L’allarmismo è stato soprattutto diffuso da chi trae profitto dal loro allontanamento.
I piccioni o colombi non sono portatori di malattie per l’uomo né per gli animali domestici. Sono animali esattamente come gli altri e vanno prese le stesse precauzioni che si devono adottare venendo a contatto con gli altri esseri viventi.
Se qualcuno vuole approfondire :
Fonti bibliografiche
– Haag-Wackernagel D, Moch H. 2004, Health hazards posed by feral
pigeons. 1: J Infect. 2004 May;48(4):307-13
– Ricerca biologa Fosca de Vita
http://it.scribd.com/doc/206412985/COLOMBI-DI-CITTA-QUALI-MALATTIE

4) Esiste un coordinamento a cui fare riferimento per la salvaguardia dei piccioni?
No, purtroppo non mi risulta esista un coordinamento a cui fare riferimento, però grazie a fb si sono creati dei gruppi molto attivi e utili in caso di urgenza per il recupero piccioni in difficoltà o condivisione delle nostre esperienze, cosa molto utile perchè in questo modo possiamo arricchire a vicenda il nostro sapere sull’argomento.
https://www.facebook.com/groups/columbaliviaclub/?fref=ts
Columba Livia Club
https://www.facebook.com/groups/775012722546638/?fref=ts
COLOMBI :PRIMO SOCCORSO E ACCOGLIENZA

5) Quali sono i problemi o gli incidenti che più spesso capitano a questi animali?
Quando si trovano piccoli caduti dal nido, spesso può essere dovuto al fatto che, essendo appunto un po’ “caciaroni”, quando vedono i genitori pronti a dargli la pappa si agitano e finisce che possono piombare di sotto! In questo caso si trovano seriamente in difficoltà dato che sono troppo piccoli per raggiungere il nido ed i genitori non hanno possibilità di afferrarli per riportarceli. Devo raccontare, purtroppo (ma anche per fortuna dato che per un umano insensibile un altro si è attivato per salvarli), che sono stata anche chiamata perchè il nido è stato fatto “nel sottotetto sbagliato” ed i piccoli erano a rischio della loro vita.
Per quanto riguarda gli adulti, le difficoltà possono nascere da eventi di origine traumatica, esempio urtati dalle auto. E’ capitato il caso di un giovane piccione incastrato con una zampa in una rete, rimasto a testa in giù per tante ore e salvato dai vigili del fuoco. Alcuni sono vittime di carenze alimentari e non riescono ad avere l’apporto vitaminico necessario (un sintomo potrebbe essere il collo ritratto tra le spalle, con movimenti rotatori di tutto il corpo, incapacità di mantenere l’ equilibrio e quindi di volare). Sempre le carenze alimentari possono portare all’insorgere di patologie che sarebbero evitate con una dieta bilanciata.

6) Quando si trova un piccione in difficoltà, e non si hanno particolari esperienze, che cosa è meglio fare? Certamente dipenderà dai singoli casi, ma potresti dirci, in linea di massima, come ti comporti tu?
Come avete detto ci sono varie situazioni ma a grandi linee se un piccione è un piccolo (ha il piumino giallo, penne incomplete), se si fa prendere (cammina male, ex fili annodati o fratture, se fa strani movimenti rotatori con la testa e non vola, se ha penne arruffate e testa incassata tra le spalle e tiene gli occhi chiusi, se perde sangue) è bene prestargli immediato soccorso mettendolo tranquillo in una scatola per poi portarlo da un veterinario esotico o comunque contattare al più presto un esperto.
Per quanto mi riguarda, nei casi in cui ho già dimestichezza, esempio con i piccoli pulli, dove vedo che tutto pare nella norma procedo con lo svezzamento, negli altri casi faccio comunque riferimento ad un veterinario.
Mi ripeto…nel recuperare il piccione non si rischia alcuna malattia, è un normalissimo animale, se non si hanno i guanti appresso non fa niente, basta lavarsi poi bene le mani e stare attenti a non ingerirne le feci…

Lista delle associazioni e strutture che accolgono i colombi in difficoltà:

ABRUZZO
Teramo
E.N.P.A. Via Cipollone 46, 64100 Teramo (TE) 348 0182248
EMILIA ROMAGNA
Bologna
Centro Recupero OTUS – LIPU, Via Bentini 38, Zona Corticella (Ex Dazio) – Bologna 051/432020; 339/8587357
Modena
Centro Fauna Selvatica “Il pettirosso”Via Nonantolana 1217, 41122 Modena (MO)339-8183676 oppure al 339-3535192.
Parma
E.N.P.A. Parma, Via Drugman 4/2, 43100 Parma (PR) 0521 992519
Reggio EmiliaLIPU Centro Recupero Fauna Selvatica Viale Olimpia 1/C, Reggio Emilia 347 8047298
LIGURIA
Genova
E.N.P.A. Genova, Via Casaregis 12/a/canc. 16129 Genova (GE) 010 553 1696
LOMBARDIA
Como
RIFUGIO PER ANIMALI PROBLEMATICI O SOTTO SEQUESTRO Localita’ Guello di Bellagio via Cernobbio Como (CO) 3318613863
Milano
LAC Lega Abolizione Caccia sezione di Milano, via Solari 40, Milano 3339206116
PIEMONTE
Torino
Centro Animali Non Convenzionali (C.A.N.C.) Largo Paolo Braccini 2-5 (ex via Leonardo da Vinci, 44), 10095 Grugliasco 0116709053 – 3666867428
TOSCANA
Livorno
CRUMA di Livorno, Via delle Sorgenti 430, 57100 Livorno 0586 400226
Orario: Lun-Dom 9.30-13.00 e 14.30-18.30
Arezzo
Fattoria Agripunk Loc. Isola, 61/A Ambra 52020 – Bucine (AR)055 996946

7) Liberare un uccello, vederlo che vola via è certamente una forte emozione. Soprattutto se lo abbiamo curato e aiutato. Capita anche a te? Pensi che si tratti di un’azione puramente altruistica o è un gesto che, in un certo senso, libera tutti e tutte?
Un animale che ritrova la sua libertà, che sia un volatile o appartenente a una qualsiasi altra specie, che sia stato prima prigioniero in una gabbia o recuperato perchè in difficoltà e poi reinserito in natura, è sicuramente la più bella opera d’arte esistente, e si può solo essere onorati di farne parte anche solo per un pezzettino. Quella libertà la puoi “respirare “anche tu a pieni polmoni e forse sì, in un certo senso libera un po’ tutti e due.

8) Instaurare un rapporto (di amicizia? Di solidarietà? Di fratellanza? Di sorellanza?) con una particolare specie, i piccioni appunto, che cosa comporta, poi, nella considerazione più vasta di tutto il mondo animale?
In realtà io non ho instaurato un rapporto diciamo di “sorellanza-fratellanza ” solo con una particolare specie. Sono volontaria in canile da anni, tempo fa adottai un pollo disabile, ho recuperato ratti, topi, conigli, gatti, ricci…
Ovviamente devo valutare le mie risorse, il piccione lo posso gestire nel mio bilocale, un cavallo avrei qualche difficoltà.
Sicuramente il fatto che piccioni, ratti, topi, nutrie, siano gli ultimi tra gli ultimi: gli invisibili, gli untori, mi fa capire che li c’è da lavorare per abbattere l’ingnoranza.

9) Come mai, secondo te, c’è così poca attenzione per alcuni animali (piccioni, topi, serpenti…) e così tanta, invece, per altri (cani e gatti)? Perchè sono troppo diversi da noi? Perchè sono liberi?
Sicuramente sono animali che si conoscono meno, sui quali ci sono secoli e secoli di pregiudizi.
Secondo me le due parole chiave sono conoscenza e comunicazione. Conoscere un animale (che sia piccione, ratto, maiale, coniglio…) ci permette di leggere più facilmente ciò che comunica, di entrare in empatia con lui, di renderlo semplicemente “soggetto”con cui si può simpatizzare nel reciproco rispetto… e non un pericolo.
La pagina Pina Pigeon (un po’ sul modello di Esther the Wonder Pig o Camp the Pigeon), serve proprio a questo, far VEDERE chi è questo animale partendo da un contesto che per la maggior parte delle persone è insolito… ma che pian piano permette di avvicinarci a lei (La Pina) con simpatia. E perchè no? Magari anche cominciando a pensare che anche un piccione disabile che non può più essere reinserito in natura può essere adottabile. I centri che li ritirano ci sono, non tantissimi… ma prima o poi si riempiranno.

10) La Liberazione Animale, per come la vedi e la immagini tu, è alle porte, o prima di riuscire a vederla volare nel cielo dovremo attendere secoli?
Penso sia una lenta ma continua lotta, fatta su più fronti, nessuno dei quali ha meno importanza dell’altro, perchè solo se continuiamo tutti insieme possiamo Liberare i Nostri fratelli Animali. Non so dirti se è dietro questa porta (lo spero..)..o se dovremo aprire più porte..ma sicuramente un giorno volerà nel cielo (lo credo).
(Intervista a cura di Troglodita Tribe)

2 Risposte to “PinaPigeonAttivista”Piccionara””

  1. Augusto Mancini novembre 15, 2014 a 5:49 pm #

    Voglio ringraziare questa persona che offre un punto di vista inusuale ma estremamente importante in quello che è un arricchimento della comprensione degli altri animali.

  2. Eva Luccioni novembre 21, 2014 a 4:39 pm #

    Un’ intervista interessante e utile.
    Ho sempre guardato ai piccioni con simpatia considerandoli dei buoni vicini di casa. C’erano prima che arrivassi ad affacciarmi io sul chiostro che era tutto per loro. Ogni giorno mi piace salutare le loro sagome rotonde sul tetto : ) Cercherò di ricordarmi che è lo stesso quando fuggo da topo! Stesso diritto di essere qui. Grazie.

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